Giovanni Armanini è un altro giornalista non Juventino, come Fabio Ravezzani, che stimo molto per la preparazione sopra la media sul pianeta calcio nazionale e internazionale (in particolare per quanto concerne ogni aspetto industriale e di politica sportiva). Ha una visione del mercato e delle competizioni di lungo termine.
Guarda il nostro podcast sul futuro della Juventus e di Allegri. Cosa farà Max? Qual è il piano B della dirigenza?
Nessuno ha la capacità di fotografare il momento con una certa lucidità come lui. Armanini ci riesce, sia perché è una bella testa pensante, con una intelligenza raffinata, sia perché non è schierato. Non fa parte di nessuna fazione.
Da gennaio il calcio italiano è diventato qualcosa di unico, in senso negativo. Oramai è una guerra civile insanabile tra guelfi e ghibellini e l’industria ne uscirà distrutta, dopo che la FIGC e i suoi organi di giustizia sportiva hanno buttato benzina sul fuoco e scherzato con 16 milioni di tifosi della Juventus con un processo sportivo sommario che ha conseguenze terribili per una società di calcio: si parla di milioni su milioni di capitalizzazione bruciati, negando il diritto di difesa (protetto costituzionalmente) alla Juventus.
Lega Serie A in silenzio e complice della FIGC
La Lega di Serie A cosa sta facendo per tutelare il prodotto calcio? Nulla, si sta rivelando del tutto inesistente.
“AmaGio” è delle poche penne obiettive che esistono nel nostro panorama dell’informazione oramai sempre più degradato.Armanini è stato protagonista di una puntata ricca di contenuti (condotta da Luca Momblano) sul canale Twitch Juventibus (mi raccomando di seguirli perché a mio avviso il loro lavoro e approccio è molto professionale).
Uno dei temi caldi di ieri è stato quello sulle (non) posizioni (almeno all’apparenza) della Lega di Serie A (al riguardo ho un mio pensiero personale che condividerò con voi in un secondo momento).
Luca Momblano ha introdotto l’argomento evidenziando che sulla Lega calcio pesa l’assenza di “posizione”, o comunque “una posizione totalmente passiva, quando dovrebbe tutelare gli interessi delle società. Mi aspetterei che la Lega difenda il proprio territorio, che è fatto anche dalla Juventus, ma sappiamo che, presto o tardi, il prezzo di alcune cose irrazionali le pagheranno tutti. Sappiamo che col filone d’inchiesta sulle “partnership” faranno un altro minestrone di quelli pazzeschi non solo agli occhi dell’opinione pubblica nazionale ma anche di fronte agli occhi dei media internazionali che non investiranno più sull’Italia e sulla Lega”.
Armanini: “La Lega non esiste più, l’esempio della Liga e di Tebas”
Armanini interviene a gamba tesa sulle considerazioni del conduttore di Juventibus: “so che non è bello rispondere a una domanda con un’altra domanda, ma che cos’è la Lega? Che cos’è la Lega calcio in questo momento, al di là delle persone che la compongono? È un qualcosa che ha un progetto e che ha una visione o è una pura somma di parti?”.
“Perché quando – ad esempio – viene aperta un’inchiesta sul Barcellona sulla questione arbitraggi e il simpatico Tebas (presidente della Liga e nemico storico della Superlega, ndr) che – notoriamente non è sulle posizioni del Barcellona, ma che rappresenta una Lega unitaria, si esprime in maniera chiara e inequivocabile dicendo: ‘Ah, ma tanto sono cose già prescritte, poi ne parleremo, ma sono cose già prescritte’ perché c’è l’idea che nonostante Tebas sia su posizioni politicamente totalmente contrarie a Barcellona e al Real Madrid, debba difendere Barcellona, Real Madrid a prescindere da quali siano le accuse a Barcellona Real Madrid. In questo modo difende il sistema di tutti. Però questo sistema di tutti, anche con differenze politiche, esiste”.
“Oggi – incalza Armanini – questa cosa esiste o no in Italia? Perché io ho visto delle dichiarazioni De Siervo e del Presidente Casini che lasciavano intuire che c’era comunque una qualche preoccupazione… ma in modo molto timido. Come visione di lungo periodo la Lega, mi spiace, non esiste, perché la Lega calcio come unitarietà, come visione di lungo periodo, eccetera, mi spiace, non esiste. Mi spiace però non esiste”.
“Sui diritti tv sono preoccupatissimi, come si può investire in Italia?”
Si parla poi del problema della giustizia sportiva. Il direttore di One Football ammonisce: “quando si vuole anticipare i tempi con la giustizia sportiva, senza lasciare che le cose facciano il loro corso nei loro tempi e si vogliono anticipare perché si ha la foga di voler definire qualcosa subito per il campo, si finisce per incartare la situazione”.
Il tema dei diritti televisivi preoccupa e non poco: “in Lega Calcio sono preoccupatissimi perché stanno trattando un triennio di diritti TV e io, se dovessi fare degli investimenti su questo triennio, andando a vedere che ci saranno processi e che andranno avanti eccetera, non sarei proprio apertissimo a investire…”. Detto dal direttore di un competitor e media internazionale come One Football c’è da preoccuparsi.
Dati Auditel: a marzo crollo audience Serie A – Dazn
D’altronde ai numeri non si mente. Dopo aver calcolato la media delle visualizzazione per giornata nel mese di marzo (quindi con un dato abbastanza stabile e ponderato), si evidenzia che da gennaio a marzo si sono perse – in media – 600.000 visualizzazioni su Dazn a giornata di Serie A. Alla faccia di chi sosteneva che erano stati solo 6mila a disdire l’abbonamento. Stiamo parlando di un range di disdette dai 100.000 ai 200.000 secondo i dati Auditel. Auguri!
Nel frattempo la stessa Dazn ha investito sulle leghe minori del calcio inglese pagando i diritti tv 5 volte di più rispetto alla Serie B italiana. Ed altre risorse per la futura asta dei diritti tv di Serie A sono andate a farsi benedire. Come del resto Sky che ha investito pesantemente sulla prossima Champions League: la UEFA sta facendo concorrenza in modo spietato alle Lege come Serie A e Liga, e tutti stanno zitti.
