“Se non la ami quando perde, non amarla quando vince” recita uno striscione allo Stadio Olimpico di un tifoso Juventino. E’ un momento difficile, delicato e purtroppo usciamo con una sconfitta pesante (per la classifica) contro la Lazio ma teniamo sempre a mente il messaggio del tifoso.
Bisogna però essere obiettivi: giudicare una partita da un episodio è sbagliato, perché la Juve ha giocato male per quasi 60 minuti.
Per me bisogna ripartire dall’ultima mezz’ora per rialzarci. Vi dico cosa mi è piaciuto e cosa non è andato secondo me stasera. Iniziamo dalle cose negative, essendo stata una sconfitta.

Cosa non è andato
– Il primo tempo è stato totalmente ad appannaggio della Lazio, superiore in intensità e palleggio, noi abbiamo girato a vuota e i ragazzi mi sono sembrati troppo molli nei contrasti. La Lazio era più brillante fisicamente forse perché non ha dovuto giocare in settimana. Si sa che le squadre di Sarri quando hanno solo un impegno alzano sempre il ritmo.
– Juve troppo bassa e rinunciataria fino all’1-0 e anche sull’1-1.

24′ del primo tempo sullo 0-0, la Juve aspetta bassa nella propria metacampo con 11 uomini dietro la linea della palla
– Il ritmo della Lazio per i primi 55 minuti è stato stordente. Era una Lazio molto diversa rispetto alla partita d’andata, mi è sembrata molto più brillante fisicamente.
– Cuadrado ha rischiato il secondo giallo, senza alternative sugli esterni è dura.
– La Juve soffre troppo le squadre che giocano a un’intensità alta. Mi vengono in mente le due partite con il Benfica, la partita incubo di Napoli e il ritorno con il Monza di Palladino che andava a mille all’ora. Quest’anno i bianconeri hanno retto l’urto solo contro l’Atalanta con questo ritmo.
– In ogni caso l’Olimpico ci porta male, ma se con la Roma non meritavamo di perdere, stasera il 2-1 a sfavore ci può stare.
– Male la squadra anche sull’1-1 a inizio secondo tempo per la mentalità.
Cosa mi è piaciuto
– La reazione nel finale del primo tempo dopo il goal dell’ 1-0 di Milinkovic con le proteste dei nostri che hanno reagito in modo rabbioso e segnato subito l’1-1

Il goal di rabbia di Rabiot
– L’ultima mezz’ora. Squadra con baricentro alto, efficace sulle fasce, continui cambi di gioco che hanno consentito di provare 3 volte la conclusione con Vlhaovic di testa (su cross di Alex Sandro), Fagioli (su assist di Chiesa) e Di Maria nel finale rimpallato in area di rigore. Non da esaltarsi ma neanche la prova grigia del primo tempo. Bisogna ripartire da qui.
– Le prime tre sostituzioni hanno dato una scossa e sono state indovinate.
– Dei subentrati male Miretti purtroppo (ma non era semplice entrare così e in quel momento), Paredes è almeno entrato con un atteggiamento differente rispetto alle altre volte.
– Purtroppo è un episodio che riguarda la Lazio, ma è da applausi il gesto tecnico di Luis Alberto con il con il tacco libera Zaccagni per il 2-1.

Il colpo di tacco di Luis Alberto per il 2-1 della Lazio
L’episodio
L’episodio che ha fatto discutere molto è quello del goal dell’1-0 di Milinkovic Savic con la spinta su Alex Sandro. Il serbo mette entrambe le mani sulla schiena del brasiliano. Secondo me ci può stare il fallo ma anche il contrario perché il carioca accentua troppo la caduta. Molto probabilmente se Alex fosse caduto in modo più naturale l’arbitro avrebbe annullato. Inoltre Savic la fa da furbo: mette le due mani addosso al difensore juventino ma dalla visuale dell’arbitro è impossibile vedere la spinta. Per la cronaca, per il moviolista di Dazn Marelli è da annullare il goal senza esitazione.

Immagine da Dazn sul goal dell’1-0 di Milinkovic che spinge Alex Sandro (che subisce fallo ma accentua troppo)
