Il giorno dopo Juventus-Sporting rimangono impressi nella memoria i gesti decisivi e istintivi di Federico Gatti e Mattia Perin, ma anche le falcate a sprazzi di Federico Chiesa (vicino al recupero). Stiamo parlando di tre italiani doc.
Solo pensare al mercato è un lusso in queste condizioni visto i deferimenti e i processi in corso. Chissà che ne sarà di noi nella prossima stagione.
Ragionare su grandi acquisti come quello di Milinkovic-Savic (oltretutto della Lazio di Lotito…) non ha alcun senso. Anche perché il serbo ha 29 anni e abbiamo visto dove ci hanno portato gli acquisti da instant-team.
La Juve nella morsa della persecuzione solo perché non si è inchinata a Ceferin come hanno fatto Milan e Inter. Così l’intento persecutorio della Procura Federale prosegue in modo chiaro nel silenzio delle istituzioni compiacenti e dei club rivali.
Ci sono società che hanno pagato i propri calciatori con un anno di ritardo, c’è chi ha truccato i tamponi… la Procura dov’era? Ma va bene così, solo la Juve deve essere punita dalla “giustizia” della FIGC. Sarebbe bello dare appuntamento a tutti questi signori nei tribunali ordinari, a iniziare dal TAR Lazio che è stato molto duro nelle motivazioni per una questione marginale.
Non ci rimane che investire seriamente nel futuro
In questo contesto, visto che il nostro immediato presente è difficile da programmare, pensare a degli investimenti per il lungo termine potrebbe essere una benedizione, con o senza penalizzazioni pesanti.
La difesa della Juve ha ritrovato una parvenza di equilibrio (seppur sprecando un uomo in più a centrocampo, non ho mai visto una difesa a tre protetta anche da un mediano metodista come Locatelli), ma la carta d’identità di Danilo e Alex Sandro non mente. Oltretutto il secondo non offre garanzie neanche nel presente (troppi alti e bassi).
Federico Gatti, non smetterò mai di non ricordarlo, è forse l’acquisto – per il long term – più indovinato. Ma serve un altro difensore. La Juve sta pensando a un giovane italiano.
Perché nella guerra con la FIGC non vorrei italiani
Faccio una premessa: sono sempre stato a favore dei giocatori italiani, ma in questo momento, se dipendesse da me (che non sono nessuno, solo un semplice tifoso) sarei promotore di una doppia politica:
1 Nessun acquisto di giocatori italiani per non fare alcun favore a questa Nazionale di una FIGC che vuole vedere la nostra morte sportiva, con inchieste e posizioni accusatorie che lasciano molto perplessi (sarebbe carino se qualche azionista promuovesse una causa per risarcimento danni in caso di gravi errori giudiziari di questi giudici sportivi)
2 Nessun affare con club italiani, visto che Chiné ci sta deferendo per l’assurdo filone delle “partnership” (ma aspetta a incriminare gli altri club). Inoltre acquistare in Italia vuol dire rafforzare la concorrenza interna (cosa che il Bayern, ad esempio, fa di rado, semmai punta sui parametri zero tedeschi) dal punto di vista finanziario.
Il primo punto è meramente di rappresaglia politica, il secondo invece è una strategia difensiva, per metterci al riparo da future (e scontate) accuse. La terza cosniderazione è un modo per tornare a essere competitivi senza distribuire gli 800 milioni di euro che abbiamo speso in Italia negli ultimi 10 anni.
I dirigenti Juve cercano Frattesi e Scalvini
Ma in casa Juve si parla con insistenza di due potenziali interessamenti per Frattesi (Sassuolo) e Scalvini (Atalanta). Italianissimi. Due giocatori forti, ma qui non c’entrano le valutazioni tecniche. Non ho capito se i nostri dirigenti sono troppo furbi (vogliono costruire una squadra italiana per mettere con le spalle al muro Mancini e Gravina?) oppure troppo ingenui e non capiscono che sono capitati nell’arena dei leoni senza alcuna protezione. Perché vogliono continuare a favorire i concorrenti che ci fanno la guerra sempre?
Non sarebbe meglio acquistare all’estero?
In condizioni normali sarei sempre per l’ItalJuve è la storia che lo insegna e non è solo un discorso tecnico ma anche di mentalità.
L’ atalantino potrebbe essere una futura bandiera
A prescindere dalle considerazioni di politica sportiva, Giorgio Scalvini dell’Atalanta, classe 2003, sarebbe l’investimento perfetto per il futuro della nostra difesa e non solo.
𝐋’𝐚𝐭𝐚𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐭𝐨𝐩 𝐢𝐧 𝐨𝐭𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐳𝐨𝐜𝐜𝐨𝐝𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐮 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐉𝐮𝐯𝐞 (𝐜𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐢𝐯𝐚𝐢𝐨) 𝐝i 𝐁𝐨𝐧𝐢𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢. 𝐍𝐨𝐧 𝐜’𝐞̀ 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞: 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐞 𝐢 𝐜𝐚𝐥𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 cresciuti nelle 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐥𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢.
Guardate De Ligt. Al primo starnuto contrario ci ha mollato su due piedi, improvvisamente. Un italiano lo avrebbe fatto con quella facilità?
Certo, esistono anche i Donnarumma, però Scalvini a me pare un ragazzo con uno spessore differente.
Basta con gli acquisti senza criterio da instant team. Basta comprare solo nomi. I big in Italia oramai vengono se sono ritenuti in condizioni fisiche precarie, una volta che sono scartati dalla Premier League.
La miscela ideale: italiani + giovani del vivaio
Il mix ideale è giovani italiani (oltre a qualche straniero importante che può fare la differenza in campo) più i nostri del vivaio.
Pensiamo al futuro, pensiamo a un giocatore come l’atalantino che completerebbe nel migliore dei modi la nostra difesa a tre ora a forte tinte brasiliane. Il ragazzo ha carattere, è forte e può giocare anche a centrocampo o esterno. Con Gatti e Bremer formerebbe un trio di
Dobbiamo ricrearci una base così: Scalvini (in prospettiva) penso sia il giocatore più adatto per caratteristiche e ruolo per completare la rosa bianconera, il lavoro in questi anni è stato ottimo: Fagioli, Kean, Miretti, Rovella (preso dal Genoa), Mulazzi, Riccio, Barbieri (Novara), la lista è bella lunga. Da tenere d’occhio Tommaso Mancini preso dal Vicenza.
Ci sono fior di stranieri come De Winter (in prestito all’Empoli), Soulé, Iling, Hujisen, Yildiz, Sekulov, Barranechea, ma la lista è lunga.
Per lo zoccolo duro italiano non si può non ricordare Locatelli, Perin, insieme al già citato Gatti. Non sono giovanissimi ma nel pieno della carriera. E poi c’è la stella della squadra: Federico Chiesa!
Da valutare attentamente Cambiaso in prestito al Bologna e Ranocchia al Monza. Passata la bufera giudiziaria, ripristinare l’ItalJuve non sarebbe così male per avere uno spogliatoio unito e solido dove inserire gli stranieri più talentuosi. Come negli anni ’80.

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