Non è tollerabile per qualsiasi dirigente bianconero, sia del presente che del futuro, vedere la Juventus difendere lo 0-0 per un’ora abbondante di gioco a Reggio Emilia contro il Sassuolo, con 11 giocatori dietro la linea della palla, dei quali 8 schiacciati al limite dell’area di rigore. A tutto c’è un limite.
Non diamo le colpe a Fagioli, Juve schiacciata
Ora daranno la colpa a Fagioli perché ha sbagliato, rinviando in modo superficiale quella palla. Lo sappiamo tutti noi allenatori da divano che in area di rigore bisogna andare più decisi e non badare al sottile (Danilo insegna) ma bisogna tenere presente il contesto: la Juve era sotto pressione da almeno un quarto d’ora. Il Sassuolo stava pressando in modo folle, la Juve si difendeva in area come se stessimo vincento (eravamo 0-0…).
Se continui a difenderti davanti al tuo portiere in quel modo, prima o poi l’errore ci scappa. E’ un errore dovuto alla pressione degli avversari.
Siamo tornati a Monza
Anche per questa ragione la Juventus dovrebbe giocare sempre per vincere e imporre il proprio gioco. Lo pretendiamo almeno contro il Sassuolo o il Verona di turno.
Si è tornati oggi a Monza. Per 60 minuti abbiamo pensato solo a difenderci bassi e non avevamo idea, quando conquistavamo palla, cosa farne. Né una ripartenza convincente, né uno schema per uscire dalla morsa del Sassuolo.
Posso capire che sia una tattica, rimanere bassi per ripartire con idee chiare, invece ci affidiamo a qualche idea disperata del singolo.
Non vogliamo togliere nulla agli emiliani, una squadra organizzata e brillante seppur con dei limiti tecnici (nel caso contrario la partita finiva 3-0 oggi). Complimenti a Dionisi, a Giovanni “Gianni” Rossi (direttore sportivo degli emiliani) e a Carnevali, grande manager.
Osceni contro il Verona ma a Reggio Emilia abbiamo toccato il fondo
In casa contro il Verona, pensavamo di avere visto una prestazione oscena con una Juve prudente e che aveva paura anche della sua ombra, ma a Reggio Emilia abbiamo assistito a qualcosa di peggio. Abbiamo giocato come una provinciale anni ’70 per strappare il pareggio.
Con questa mentalità, con questa intensità (inesistente), non si va da nessuna parte.
Unico top club europeo catenacciaro, neanche l’Atletico è messo così male…
L’aspetto sconfortante è che oramai siamo riconosciuti da tutti come l’unico top club europeo catenacciaro (e che non sta ottenendo risultati sia chiaro), in confronto a noi l’Atletico Madrid pare l’Ajax. Almeno la squadra di Simeone gioca a un’intensità adeguata agli standard continentali nel 2023 e ha un possesso palla molto più efficace del nostro.
Siamo terzi in classifica se non pensiamo alla penalizzazione) dietro alla Lazio e al Napoli. Inaccettabile.
Campionato falsato per il -15? Si, ma prima del processo farsa della CAF ne avevamo prese 5 dal Napoli (umiliati al San Paolo) e avevamo perso 5 partite su 6 in Champions, presi a pallonate a Haifa. In 18 mesi non abbiamo visto nulla di buono.
L’ingiustizia subita ha semmai cementato il gruppo, ma oltre lo spirito serve qualcosa di più. Per il momento l’unico alibi sono gli infortuni ma è anche necessario capire dove stanno le responsabilità dello staff di Allegri e dove la sfortuna e il caso.
La condizione atletica è scadente e la responsabilità non è di certo della FIGC. Basta alibi.
Allegri: la conferma passa dalla vittoria dell’Europa League
In base ai risultati in Europa League, Max Allegri si gioca la sua permanenza alla Juve. Con un campionato giocato in modo così scadente, con un gioco pessimo, con un’intensità inesistente, sinceramente una vittoria ipotetica della Coppa Italia e basterebbe per la conferma in una società che pensa a calcio per vincere.
Dopo la vittoria con l’Inter Allegri sembrava aver blindato il futuro in forza di un contratto molto oneroso per la società (una vera follia). La squadra giocava malissimo ma almeno qualche punto lo faceva.
In 18 mesi nessun miglioramento, condizione atletica scadente
Perdere a Sassuolo, giocare in modo così inaccettabile contro il Verona, vincere per puro caso contro lo Sporting, è un aprile da incubo.
Un mese così pone molti interrogativi sul futuro della panchina della Juve e non può essere altrimenti. In 18 mesi dell’ Allegri bis non abbiamo visto un minimo progresso, solo uno spirito di squadra migliore, soprattutto dopo la sentenza della CAF.
Per il resto il nulla cosmico, con i nostri attaccanti che sono l’ombra di loro stessi e che giocano ri spalle alla porta (a 70 metri). E’ un calcio da anni ’70 e i risultati sono a dir poco disastrosi. O si alza la seconda coppa europea (in ordine di importanza) o è giusto rifondare con un nuovo direttore generale e sportivo che deve scegliere e ricostruire lo staff tecnico dalle fondamenta.
