Come è stato gestito il mercato della Juventus e scelti i giocatori? Quelle frasi di Arrivabene su Vlahovic, Pogba e Dybala. L’organizzazione orizzontale alla Marchionne non ha funzionato né in Formula 1 né nel calcio, ma il manager bresciano ha avuto il grosso merito di aver risanato i conti: la semestrale chiusa al 31 dicembre 2022 ha evidenziato un rosso di -29,5 milioni di euro rispetto agli oltre 112 dell’anno precedente.
Partiamo da tre fondamentali presupposti nella nostra analisi per valutare i criteri che fino ad ora hanno accompagnato la Juve nelle scelte di mercato.
Primo monte ingaggi ma terza in campionato
Primo presupposto: Juve terza (ma con una penalizzazione in vista), a 19 punti dalla capolista (Napoli), con sole 3 lunghezze di vantaggio sulla quinta (Milan) e con il sesto attacco del campionato (la squadra di Allegri ha segnato 20 goal in meno rispetto ai partenopei). I bianconeri hanno la terza difesa. Sono reduci da 4 sconfitte nelle utlime 5 partite. Un trend molto pericoloso di fronte a un calendario duro.
Secondo presupposto: il dato però più importante è che la Juventus ha nettamente il monte ingaggi più alto della Serie A. Quindi, qualcosa non torna.
Terzo presupposto: Vlhaovic nella Fiorentina giocava in profondità ma gli era consentito anche attaccare la porta con più soluzioni, mai lasciato da solo, in una squadra che aveva la tendenza a pressare alto gli avversari e a fare molto possesso palla (anche in verticale alla Sarri) con un undici molto organizzato, con dei movimenti senza palla che gli attaccanti e i centrocampisti (più i terzini come Biraghi) facevano a memoria.
Alla Juventus il serbo è stato chiamato per fare un lavoro sporco, spalle alla porta e molto lontano dall’area di rigore avversaria, lo stesso lavoro sporco che faceva Morata nel girone d’andata della stagione 2021/22. Inoltre in questo 3-5-1-1, Vlahovic rimane spesso da solo. Avete mai visto una squadra attaccare con un uomo e mezzo? Questa è la Juve attuale.
Quindi si può dire che quando è stato acquistato si siano tenute conto le caratteristiche sue e quelle della squadra di Allegri? A mio avviso sono due modi agli antipodi e inconciliabili.
Rispondiamo ai nostri juventini 100×100
Vi ho dato questi dati oggettivi, per contestualizzare la risposta che oggi voglio riservare a un nostro carissimo affezionato lettore, Eugenio Siracu che ha scritto su Facebook sulla nostra pagina un commento in merito al mio articolo su Vlahovic e sul mio pensiero che sia stato acquistato solo in base al suo nome senza tener conto delle caratteristiche sue e delle esigenze della squadra e del modo di giocare di Allegri.
La Juve aveva esigenze di rinforzare l’attacco 4 mesi dopo l’uscita di Ronaldo ed è stato preso il giovane emergente in Italia più promettente che segnava a raffica. Ma è stato tenuto conto delle sue caratteristiche? A mio avviso no.
Eugenio mi scrive:
Come sempre le tue analisi sono ottime che fanno riflettere….. Certamente Moggi era un DS competente che capiva di calcio, pur avendo giocato poco da giovane e in categorie minori. Mi viene da pensare che si confrontava con Lippi, se non ricordo male voluto proprio dallo stesso Moggi.
Ricordo alcune interviste rilasciate da Moggi in cui esponeva la sua visione di gestione dell’allenatore e della squadra, non che decidesse lui la formazione ma il fatto di dare delle indicazioni precise.
Ricordo quando hanno venduto Zinedine Zidane per 150 miliardi di lire !!!! Se ricordo bene ………più altri giocatori, e Moggi con quel budget ha ricostruito la squadra mantenendo la competitività! Pur cedendo un giocatore, Zidane, che adesso viene riconosciuto come uno tra i più forti giocatori degli ultimi 30 anni, e anche della storia. Adesso siamo ben lontani da quella gestione (intesa a livello globale) , ma si sono parlati/confrontati allenatore e dirigenti?? O hanno deciso a prescindere di prendere Vlahovic?? Viene da dubitare delle competenze tecnico-calcistiche sia di Allegri che di Cherubini !!??
Oppure c’era la presunzione di poter insegnare/spiegare a Vlahovic come giocare nella Juventus, quindi di metterlo fuori ruolo a prescindere dalle sue caratteristiche e di come giocava nella Fiorentina !?!?!? Leggendo la tua analisi sembra che hanno preso giocatori a caso pensando di costruire una squadra….
La risposta a Eugenio: come la Juve ha agito sul mercato
La mia risposta a Eugenio penso possa interessare a tutti:
Ciao, grazie per il tuo commento. Negli ultimi anni la Juventus – a mio avviso – non ha scelto gli uomini in funzione delle proprie esigenze tecniche (nonostante Allegri sia coinvolto in prima linea sul mercato) ma delle occasioni che proponeva il mercato e dei nomi (Pogba, Di Maria per esempio), Vlahovic è l’unico acquisto con un budget corposo (per il cartellino) stanziato che è stato preso sulla base naturalmente di un’esigenza: “ci serve un centravanti” ma senza tener conto delle sue caratteristiche peculiari e delle esigenze e del modo di giocare della squadra (Morata faceva le sportellate da solo spalle alla porta nel girone d’andata). Almeno questa è la risposta che ci ha dato il campo.
Un difetto che ci portiamo dietro dall’ultima gestione Paratici
Se sui giovani abbiamo lavorato benissimo, per la prima squadra invece abbiamo inseguito sempre e solo i nomi noti e conosciuti a prescindere da tutto, gente con ingaggio pesante ma non sempre all’altezza delle aspettative tattiche. Un difetto che ci portiamo dietro dalla seconda gestione Paratici (quando è andato via Marotta).
Ricordo quando stavamo trattando, a fine mercato, tre attaccanti completamente diversi uno dall’altro: Luis Suarez (ma c’era il problema del tesseramento perché extra-comunitario), Edin Dzeko (ma la Roma alla fine non lo mollò quando sembrava tutto fatto) e Alvaro Morata. Tre punte differenti, che hanno un modo di giocare opposto l’uno dall’altro ma che potrebbero condizionare pesantemente la squadra.
L’estate successiva con Cherubini-Allegri-Nedved, uscito all’ultimo Ronaldo, prendemmo Moise Kean a condizioni proibitive e molto onerose.
Se non è improvvisazione questa, quando CR7 chiedeva da mesi di voler essere ceduto. Idem con De Ligt quest’anno: si sapeva che l’olandese non voleva rinnovare e alla fine la Juve si è trovata con l’acqua alla gola ed ha dovuto strapagare Bremer (con le clausole si arriva a 48 milioni al Toro).
A voi sembra che ci sia stata programmazione? A me no sinceramente.
Arrivabene: “vi spiego come scegliamo i giocatori”
Riguardo quella Juventus pre-Scannavino (la gestione Arrivabene-Agnelli-Cherubini-Allegri-Nedved) ti invito a rileggere una intervista di Arrivabene rilasciata a Guido Vaciago su Tuttosport nel luglio 2022. Arrivabene parlava sui criteri su come veniva scelto un giocatore e sulla loro metodologia nella gestione. Parla in particolare di una riunione tecnica alla quale era invitato anche Allegri. Nell’intervista pubblicata da Tuttosport fa riflettere questa dichiarazione dell’amministratore delegato:
«Esiste quella riunione di cui ho parlato. In quella riunione sono stati portati determinati nomi, alcuni dei quali arrivano come quello di Vlahovic. Apri una porta, lanci un nome, tutti ti guardano come se fossi matto e poi, piano piano, la macchina si avvia e costruisci l’operazione. Così è nato Pogba. Da una domanda: “Ma perché non prendiamo Pogba?”. Attenzione, l’idea non basta: l’idea è solo una provocazione, poi bisogna metterla in pratica. Devi sempre capire se quella provocazione ha i numeri per la messa a terra, la sostenibilità di cui si parlava prima. Se i numeri “quagliano”, devi portare l’operazione in Consiglio d’amministrazione e non puoi presentarti senza numeri che abbiano una logica, se parliamo di giocatori importanti, naturalmente».
Perché è un modus operandi che non mi convince
Sinceramente, dopo aver vissuto il calcio nel mio piccolo anche dietro le quinte, quel giorno mi si raggelò il sangue ed ho capito perché la Juventus era totalmente fuori strada. Il CEO bresciano (che secondo me ha avuto il merito di risanare gran parte dei conti) parlava di scelte collegiali: si riunivano tutti e discutevano profilo su profilo, dando l’impressione di una totale o quasi improvvisazione sulla prima squadra (magari non era così ma dall’esterno sembrava esserlo). Il fatto che lo stesso Arrivabene e Agnelli (che ha scelto gli ultimi due allenatori: Pirlo e Allegri) intervenissero pur non essendo dei tecnici, a mio avviso era un grosso errore, se le cose sono andate realmente come ha raccontato.
Il club non ha mai avuto un vero direttore sportivo cresciuto dal punto di vista tecnico. Cherubini ha sempre avuto più un ruolo da amministrativo (in Serie C faceva il direttore generale)
Ma non voglio passare per l’anti-Arrivabene, anzi grazie a lui la Juventus ha presentato l’ultima semestrale con un rosso molto contenuto rispetto allo stesso periodo della stagione precedente e senza plusvalenze. Quindi, da questo punto di vista, da tifoso non può che avere la mia gratitudine.
Ma l’errore di quella Juventus orizzontale era chiaro a chi mastica un po’ di calcio. Mancava l’uomo forte dal punto di vista tecnico che doveva essere il collettore di tutte le scelte che riguardava allenatore, i giocatori, la scelta dei preparatori atletici e dei medici sociali.
Come agiscono le società vincenti sul mercato
Nelle società forti e vincenti, nel programmare la costruzione di una squadra (e la scelta di un allenatore) c’è un tecnico (un vero e proprio direttore sportivo) “sgamato” , esperto, che conosce il mercato e il calcio e sa che Pogba ha determinati problemi, che conosce tutte le voci e le fregature e che, soprattutto, ha bene in mente quali siano i difetti della propria squadra, di come gioca di quali siano le idee dell’allenatore e le sue esigenze. Conosce ogni tipo di caratteristica di Vlahovic, sa dei suoi limiti dal punto di vista della mentalità e della sua compatibilità con altri compagni.
E’ logico che se Arrivabene e Cherubini bussano alla porta di Allegri (che ha fatto tutto il girone d’andata con Morata e Kean) e gli propongono: “lo vuoi Vlahovic che sta segnando una raffica di reti alla Fiorentina?”, l’allenatore è il primo che non può dire di no. Non può dire di no perché se rifiuta di prendere Vlahovic e poi non arrivano i risultati è il primo a saltare. Come sia andata realmente la scelta su Vlahovic e chi l’abbia voluto c’è però un alone di mistero. Qualcuno ha agito sopravvalutando la forza di Vlahovic e sottovalutando le problematiche nel suo inserimento e la sua compatibilità con il modo di giocare della squadra.
Il d.s. dovrebbe scegliere l’allenatore e non il presidente
Nelle società che vincono funziona così: il presidente (o l’amministratore delegato) nomina un direttore sportivo, il direttore sportivo sceglie l’allenatore in base alle sue competenze tecniche e tenendo conto delle caratteristiche della squadra.
Alla Juventus è avvenuto tutto il contrario: il Presidente (Agnelli) ha scelto un allenatore (Allegri) e gli ha fatto 4 anni di contratto, poi entrambi hanno scelto insieme il direttore sportivo (Cherubini). Un mese dopo è arrivato l’amministratore delegato (Arrivabene) e si è trovato con le mani legate e l’unico modo, molto probabilmente, per entrare nella gestione era questa organizzazione orizzontale. Ma una società di calcio se vuol vincere non può funzionare così. E qui mi fermo.
Nella prossima puntata sull’analisi del mercato della Juventus parleremo della struttura orizzontale applicata sia alla Continassa che a Maranello. Seguiteci!
Foto in copertina: Pogba e Pirlo (immagini a uso editoriale acquistate da DepositPhotos)

3 pensieri su “Juve e mercato: come sono nati gli acquisti Pogba-Vlahovic per Arrivabene”