UFFICIALE: Allegri confermato, ma è un’ “Anatra Zoppa” , padre e padrone in un club debole e senza guida

Una premessa doverosa per non essere fraintesi: nel gergo politico, nella politica americana, il termine “Anatra Zoppa” indica un Presidente che nel Mid-Term perde con il suo partito il controllo del Congresso e, di fatto, non può più governare il paese. Perché contrariamente a quanto possa pensare la gente comune, costituzione alla mano, è il Congresso il fulcro di tutto negli Stati Uniti, a iniziare dall’indirizzo di politica estera. Il Presidente ha solo poteri molto forti in caso di guerra.

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Proprio come è stata la Juventus da novembre fino a una settimana fa. E, non a caso, Allegri era il ministro della guerra, in prima linea, da solo.

Lo stesso termine, Anatra Zoppa, viene usato per un senatore che è in scadenza di mandato e non può più candidarsi. Spesso questi senatori sono usati per votare le mozioni più strane e impopolari.

Massimiliano Allegri, confermato oggi su Sky da Maurizio Scanavino, amministratore delegato della Juventus ricorda proprio un’anatra zoppa, il classico traghettatore di una società in vendita. Lo sa anche lui. Mi direte voi: come fa a esserne così sicuro?

L’avete visto Allegri nelle interviste post partita a Udine come era nervoso? Eppure è da settimane che gli ripetono che è confermato. Nella prima volta nella storia del club bianconero ho visto un allenatore attaccare un proprio dirigente. Non succede mai nella Juventus. Oramai non c’è più società. Se l’avesse fatto ai tempi di Moggi o di Marotta non avrebbe più allenato.

Allegri ha tutti contro

Allegri non ha la fiducia della squadra, dei tifosi e, sa bene di dover convivere – per il suo contratto – con dirigenti che non l’hanno scelto e che hanno provato a fargli le scarpe. Se non avesse avuto due anni garantiti a quei costi, sarebbe già al mare da free agent.

L’aspetto più grave è un altro: Allegri è infuriato perché – come ha detto Cruciani a Juventibus riportando l’Allegri pensiero – la “nomina” di Giuntoli l’ha indebolito in particolare nei confronti della squadra.

La vicenda di Giuntoli l’ha indebolito

A febbraio/marzo, il responsabile dell’area calcio della Juve, Francesco Calvo, nominato da John Elkann stava cercando un direttore sportivo per la Juventus, su mandato dell’amministratore delegato di Exor e di Maurizio Scanavino. In particolare dopo la squalifica di Cherubini.

La storia del direttore sportivo

Calvo ha consultato Allegri che ha dato il suo benestare per gli amici di una vita Massara del Milan e Rossi del Sassuolo. Max ha bocciato di brutto Giuntoli e anche Manna non lo scaldava come ipotesi. Non so che tipo di giustificazioni abbia usato con Calvo ma è evidente che l’arrivo di Giuntoli avrebbe limitato il suo raggio d’azione. Ed è stato un gravissimo errore da parte sua perché non immaginava che Elkann volesse Giuntoli.

Dal 2021 è stato scelto Cherubini (che direttore sportivo non lo è mai stato neanche in Serie C ma è da sempre un direttore generale) proprio per garantire pieni poteri a Max, legato da amicizia con Cherubini, il quale però da gennaio non poteva e non può più operare perché squalificato.

Calvo ha proseguito – informando Elkann – le trattative con Giuntoli a aprile. Quando Allegri e Cherubini lo sono venuti a sapere è scoppiata una guerra interna furibonda che è proseguita fino a ieri. Proprio poche ore fa, sembra che a Calvo sia stato fatto un passo indietro.

Gli allenatori contattati

In questo mese e mezzo sono stati contattati (e su questo i loro agenti sono tesitmoni) Tudor, Italiano e Thiago Motta. Elkann ha fatto più di un sondaggio anche con Conte. E’ palese e tangibile il nervosismo di Allegri che – tra le righe con i suoi interlocutori – ha fatto sapere la mondo esterno che – secondo lui – la squadra ha iniziato a perdere punti quando sono venute fuori le voci su Giuntoli (che avrebbe voluto Spalletti, da qui lo stop di De Laurentiis) e sugli altri allenatori.

L’improvvisa retromarcia di Elkann

Elkann ha fatto una inversione a U su Allegri e la Superlega molto probabilmente perché non può più sbagliare una mossa in vista della vendita. La Juventus il prossimo anno dovrà garantirsi la qualificazione alla Champions e, Allegri, dal suo punto di vista è una garanzia come lo è Conte. Non è la stessa cosa invece con Tudor. Vi abbiamo spiegato che Elkann avrebbe voluto ripartire da Conte, ma non poteva mantenere due top allenatori stipendiati senza Champions quest’anno.

La lezione di Ciro Ferrara

Con il croato tutto può andar bene o male. Elkann è già stato scottato dalla precedente esperienza: con l’esperto Ranieri la Juve è volata in Champions, appena sono arrivati i Ferrara o i Del Neri e si è voluto scommettere è stato il disastro. La panchina della Juve pesa, John ne è consapevole.

Memore di quelle esperienze Elkann ha deciso di proseguire, senza grande convinzione, su Allegri perché comunque è legato da un contratto di ancora due anni e ai nuovi acquirenti deve presentare i conti in ordine con la Champions (da qui la rinuncia anche alla Superlega) e senza sprechi con due o tre allenatori a libro paga. Perché se Tudor avesse fallito JE avrebbe dovuto presentare ai nuovi buyer magari 3 allenatori sotto contratto.

Zampini: “sono spaventato perché hanno fatto una mossa in cui non credono”

Come ha detto Massimo Zampini “sono preoccupato non perché hanno scelto Allegri o un altro allenatore ma perché non sono convinti di questa scelta e non è convinto neanche Allegri, non c’è fiducia reciproca”.

La promozione di Manna su input di Allegri

Allegri sa benissimo che è un traghettatore per via del suo contratto e basta. E’ in una situazione di debolezza e sta puntando di nuovo i piedi su Giuntoli, la sua vera spada di Damocle.

Per questa ragione è stato promosso Giovanni Manna che può essere gestito al meglio da Max per usare un eufemismo. Ma Manna cosa ha per meritare la Juve? Avete mai visto un direttore di Serie C andare direttamente a gestire la Juventus? La verità è che ancora una volta, Max non dovrà rendere conto a nessuno e farsi gli affari suoi come l’anno scorso quando è arrivato una settimana dopo dall’inizio del ritiro. Sarà il padre e padrone dell’area sportiva con un ridimensionamento di Calvo che ha perso la guerra interna.

Ma come sempre alla Juve contano solo le amicizie, i raccomandati e non la meritocrazia.

Elkann ha mandato al fronte Calvo e non l’ha protetto.

Allegri però sarà il padre e padrone di una società inconsistente, debole, che cede ai ricatti di UEFA e FIGC, che ha una comunicazione che fa acqua da tutte le parti (il comunicato stampa sulla Superlega è indecifrabile e imbarazzante per il club), con dirigenti fantasma che non rispondono mai agli attacchi esterni.

Ma Allegri rischia di ritrovarsi da solo, per sua scelta, vista la forte opposizione a Giuntoli.

Allegri e la società contro i tifosi che non si sentono più parte del progetto

Società debole e che si è messa contro la maggioranza dei tifosi, non proprio un bel inizio o forse siamo arrivati alla fine, questa società non inizierà mai.

Certe scelte così impopolari e illogiche (primo monte stipendi, in campionato sul campo a 20 punti dal Napoli, in Champions umiliati con 5 sconfitte su 6, 17 partite perse, un goal subito a partita) si spiegano solo con una logica: la vendita.

Per dirigenti inesperti e l’ allenatore il ciclo è già terminato e avere contro il 90% del tifo non è il massimo, con la stampa che non aspetta altro di fare processi. Il rischio di deragliare dopo pochi mesi è concreto. Nello spogliatoio ci sono molti giocatori scontenti, sarà difficile tenere la barra dritta.

Anche perché se dopo Calciopoli si cercò di ripartire comunque con entusiasmo con Didier Deschamps, oggi i tifosi sono furiosi dopo il peggior anno della storia della Juventus. Si sentono esclusi da tutto, il feeling generale è di non far parte di un progetto che non esiste, non esistono sentimenti e attaccamento alla maglia di dirigenti anonimi e che non hanno alcuna esperienza calcistica e che, si sono fatti, ancora una volta condizionare da Allegri.

Allegri sta tenendo in ostaggio un club per un contratto capestro firmato da Andrea Agnelli. Contento lui…

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