Andrea Agnelli

Agnelli e Giraudo al TAR: offensiva senza precedenti, uscita di Andrea da Exor per riprendersi la Juve?

In molti ignorano il fatto che Antonio Giraudo sia sempre stato il mentore di Andrea Agnelli anche (e soprattutto) dopo la morte di suo padre Umberto. E’ l’amministratore della società dell’ex presidente juventino a Londra e consigliere personale di sua madre. Alcuni maliziosi ma ben informati (come Gigi Moncalvo) sostengono che Margherita Agnelli (la madre di John, Ginevra e Lapo Elkann) sia solita telefonare al manager torinese per consigli e consulenze.

Sappiamo bene della guerra giudiziaria in atto tra la figlia dell’Avvocato e i fratelli Elkann per la pesante eredità proprio di Gianni Agnelli. Una causa che sta andando avanti da anni e che sembra sia indirizzata a favore di John, almeno a giudicare dalle ultime udienze.

Ritornando però a Giraudo, l’ex a.d. bianconero ha un appuntamento al TAR Lazio: in discussione c’è l’eventuale rinvio alla Corte di Giustizia Europea per valutare la compatibilità dell’ordinamento della Giustizia Sportiva della FIGC (determinato dalla legge ordinaria del 2003) con le norme e i principi dell’Unione. Non voglio – in questa sede – scendere in tecnicismi molto complicati ma Giraudo, avendo di fatto subito un vero e proprio “ergastolo dal punto di vista sportivo” determinato da un processo farsa sommario della FIGC nel 2006, sostiene che tale sua condizione sia incompatibile con i principi del diritto “Europeo”, visto che alla fine la portata di tale provvedimento va – senza alcun dubbio – a inficiare la sua sfera personale. Può un processo sommario, nel quale il diritto alla equa difesa di fatto non è garantito, condizionare la vita di una persona? I giudici amministrativi italiani dovranno fare una prima valutazione e, in caso di dubbio, qualora ravvisassero incompatibilità con il diritto dell’Unione, potrebbero rinviare alla Corte di Giustizia Europea.

In caso di accoglimento, la giustizia sportiva italiana sarebbe terremotata.
A Strasburgo Giraudo è già protagonista con una causa alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (difficile l’ammissibilità ma il caso del dirigente torinese è stato accolto e verrà esaminato e discusso). Lo Stato Italiano rischia un risarcimento record.

Parallelamente l’offensiva al TAR Lazio continua con Andrea Agnelli, anche in questo caso, l’ex Presidente bianconero va avanti spedito: ieri ha rinunciato alla richiesta cautelare di sospensiva degli effetti della squalifica subita dal Giudice Torsello (alla CAF) e dal Collegio di Garanzia del Coni per la questione “plusvalenze”, per poter discutere il suo ricorso nel merito nel breve termine dopo l’estate. E’ probabile che anche i suoi legali sollevino la medesima questione denunciata da Giraudo, con un potenziale rinvio alla Corte di Giustizia Europea.

Le manovre di Giraudo e di Agnelli vanno lette come un’unica strategia per demolire definitivamente il sistema feudale della FIGC nella gestione della “giustizia” sportiva. E potrebbero risultare un clamoroso autogoal le parole del Giudice Torsello (presidente della Corte d’Appello Federale) pronunciate ad un convegno universitario a febbraio quando si vantava di dover gestire i processi sportivi in maniera celere anche a costo che il procedimento fosse di natura più sommaria.

Giraudo e Agnelli mettono fortemente in discussione la giustizia sommaria e arbitraria della FIGC e potrebbero creare un vero terremoto creando uno squarcio profondo e difficilmente risanabile non solo alla federazione italiana nel caso in cui la Corte di Giustizia Europea prendesse posizione in tal senso.

Mai come in questo momento il potere illimitato di UEFA, FIGC e di tutte le federazioni europee è in discussione e potrebbe non essere più lo stesso. Gli abusi di posizione dominante e l’enorme conflitto di interesse (con il business del calcio e della giustizia gestite dalle stesse identiche persone, senza alcuna garanzia di un equo processo di fatto per i tesserati) potrebbero essere stroncati definitivamente dai giudici europei.

Sul caso Superlega la Corte di Giustizia Europea ha posticipato ancora l’appuntamento con la sentenza per accorparla – di fatto – con il rinvio sollecitato dall’Anversa nella causa sempre contro la UEFA e con un parere dell’Avvocatura Generale che riconosce l’abuso di posizione dominante dell’organismo calcistico europeo presieduto da Ceferin.

Agnelli, Giraudo e Moggi rivogliono la Juve?

E’ chiaro che Andrea Agnelli vuole scardinare il potere precostituito e lo sta facendo con il fidato braccio destro di suo padre Umberto (Antonio Giraudo) e il suo storico consulente calcistico (Moggi). Sia Giraudo che Agnelli vogliono essere riabilitati nel mondo del calcio per riprendersi la Juventus e portare avanti progetti alternativi alla UEFA come quello della Superlega o di una Champions finalmente gestita dai club e non dai burocrati di Nyon.

A dicembre dell’anno scorso, quando le acque erano agitate e le dimissioni ancora calde, sia Moncalvo che Panorama ipotizzavano un piano di Andrea Agnelli per acquistare la Juve da Exor (della quale è socio). L’ex Presidente possiede parecchie azioni della Juventus FC mentre qualche anno fa – non a caso – Giraudo fu invitato a vendere il suo consistente pacchetto di titoli (circa l’1,5% del capitale grazie alle stock option).

Considerando il valore sempre più basso del titolo è potenzialmente possibile un rastrellamento in borsa. A gennaio anche il Corriere della Sera, con Massimo Nerozzi, portò alla luce un piano di Andrea per riprendersi il club bianconero.

Elkann favorevole a una futura vendita al cugino

Exor potrebbe vedere di buon occhio tale operazione, una volta che le acque si saranno calmate, con squalifiche e processi alle spalle. Elkann non ha la passione del cugino ma è vincolato da una promessa affettiva spesa nei confronti del nonno Gianni sulla Juve. Consegnarla ad Andrea vorrebbe dire da una parte togliersi un peso finanziario e dall’altra però lasciarla in mano ad un Agnelli, sostenuto sempre dai due consiglieri di una vita (Giraudo e Moggi) e così mantenere la parola data al nonno.

Andrea vende le sue quote in Exor?

Ma come Andrea potrebbe acquistare la Juve? Con quale liquidità? Fate attenzione a una relazione che è stata pubblicata nel gennaio del 2023, nella quale si diffuse la voce negli ambienti finanziari legati alla Borsa Italiana di una clamorosa e storica dismissione di Andrea da Exor proprio a causa della Juve.

Le sue dimissioni imposte alla Juventus hanno scatenato un vero attrito all’interno della famiglia secondo Il Sole 24 ore e il portale Borse.it . Un siluramento indotto che non è mai stato digerito da Andrea che si è dimesso dal consiglio di Exor e di Stellantis. Per molti un atto dovuto visto le inchieste in corso ma potrebbe esserci molto di più.

Ecco cosa scrisse il Sole 24 Ore riportando un comunicato di Equita SIM il 9 gennaio 2023: “la quota in discussione di proprietà del ramo della famiglia facente capo ad Agnelli è pari all’11,85% del capitale della holding di controllo Giovanni Angeli BV (equivalente al 6,1% del capitale di Exor) che varrebbe oltre 0.9bn in base al meccanismo di fissazione del prezzo definito dalle regole della holding (valore mediano dell’azione Exor nel mese precedente al netto del debito e delle azioni proprie)”.

“Lo statuto della holding controllante (che detiene il 52% di Exor) prevede che, in caso di uscita di qualche azionista, le azioni vengano acquistate dalla stessa holding di controllo, la stessa fonte non esclude che per finanziare l’operazione la holding possa vendere titoli Exor sul mercato”.

Secondo quindi tali ambienti finanziari legati alla Borsa di Milano potrebbe esserci una rottura totale tra i due cugini, non a caso il patteggiamento di John per la Juventus e il ricorso al TAR di Andrea sembrano preludere a tale ipotesi, ma potrebbe anche essere un gioco delle parti. Non a caso l’ex presidente si è sganciato dalla Juve proprio per portare avanti una difesa più aggressiva.

La storia della Juve insegna: già fatte operazioni simili

Non è la prima volta che si prefigura uno scenario del genere. Nel 1990, dopo sonore sconfitte in campo e sul mercato per via del Milan di Berlusconi che usava Fininvest come un bancomat per finanziare gli acquisti dei rossoneri, Gianni Agnelli si decise a mettere la Juventus sotto il cappello della FIAT (facendo gestire il primo anno il “giocattolo” a Luca Cordero di Montezemolo prima di ritornare alle mani fidate di Boniperti) e furono fatte spese fuori da ogni logica per contrastare i rivali. Da Baggio, Hassler, Vialli, Jugovic, Lombardo, Platt etc. In quegli anni però arrivò solo una Coppa Uefa mentre i creditori (Cuccia di Mediobanca in testa) e azionisti di FIAT iniziarono a storcere il naso. Così l’Avvocato e il fratello Umberto decisero di spostare la Juventus sotto la IFIL, la holding della famiglia Agnelli, sotto lo stretto controllo di Umberto e con Moggi, Giraudo e Bettega. La delega era una: “zero aumenti di capitale da parte della famiglia”. Ifil si è trasformata in EXOR che da holding è diventata una sorta di fondo di investimento e le spese pazze della Juve (vedi i due aumenti di capitale da 700 milioni) non sono stati graditi da amministratori e investitori.

Non stupisce quindi che la Juventus potrebbe passare da Exor a un altro membro della Famiglia (Andrea).

Si è raffreddato l’interesse saudita per la Juve

Vi diciamo che questo piano potrebbe tornare presto in auge per una semplice ragione: i segnali indiretti sono chiari. Fino a poco meno di un mese fa si rincorrevano le voci sull’interessamento del fondo saudita Tharawat (guidato dal Principe Turki Bin Salman grande tifoso juventino) nei confronti di un eventuale acquisto della Juventus o di una quota di minoranza.

Tale pista però sembra raffreddarsi (i sauditi non prevedevano l’ingaggio di Giuntoli ma volevano un loro dirigente). Potrebbe anche essere che EXOR stia aspettando le sentenze della Corte di Giustizia e le mosse di Andrea Agnelli nel tortuoso rapporto con la Giustizia sportiva italiana.

Si tratta di un tempo relativamente lungo, nel quale Scanavino e Ferrero hanno ampie deleghe per risanare il club con una dieta molto rigida, non a caso Giuntoli è volato a Londra per pianificare le varie dismissioni (Vlahovic, Zakaria, Chiesa e Bremer, di questi 4 il rischio è di perderne almeno 3).

Gli errori di Agnelli ma un amore incondizionato…

Andrea Agnelli in questi anni, una volta fatto fuori il manager di fiducia (della Famiglia) Beppe Marotta, ha commesso una serie di errori importanti ma la sua fede juventina e il suo attaccamento ai colori bianconeri non sono mai stati in discussione ed è anche per questa ragione che rimane molto amato dai tifosi bianconeri e, avrà sempre un posto speciale nella storia del Club per essere stato il Presidente dei 9 scudetti consecutivi.

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