La Juventus 2023/24 è da scudetto? Cerchiamo di rispondere in maniera più analitica e asettica possibile, seppur non sia facile visto che siamo degli uomini e abbiamo pensieri e sentimenti soggettivi e non solo oggettivi.
Dibattito troppo ideologico
Ma il dibattito che è nato in queste settimane, soprattutto dopo che Allegri ha parlato di obiettivo “qualificazione Champions”, è un dibattito drogato dalle solite posizioni ideologiche: da una parte gli anti-allegriani che pensano che la Juventus debba puntare allo scudetto e che la squadra abbia un potenziale assolutamente inespresso per colpa dell’allenatore, dall’altra invece gli allegristi che possono anche accettare la Juve al settimo posto, l’importante che Max non si tocchi, perché loro devono dimostrare di avere ragione. In realtà ragione ce l’hanno tutti e non ce l’ha nessuno.
Possiamo discutere per giorni o settimane se la Juventus stia sfruttando o meno tutto il suo potenziale tecnico. Siamo tifosi e, anche se abbiamo giocato a calcio, abbiamo capacità di analisi limitate anche perché conosciamo solo il 50% delle informazioni (quelle che vediamo in campo) e non sappiamo l’altra metà. Quindi, anche se fossimo dei ingegneri calcistici, non potremmo esprimere un giudizio attendibile. Cerchiamo solo di mettere insieme i puntini, seguendo la logica, per quel 50% che percepiamo.
Ciclo di Allegri alla Juve finito?
A essere onesto verso chi legge, vi dico la mia posizione: per me il ciclo juventino di Allegri è finito in quel di Monza, ha perso credibilità verso giocatori e una parte dei dirigenti. La sua più grossa responsabilità: i due mercati fatti seguendo le sue indicazioni e alcune deliranti conferenze stampa nella prima parte della stagione, soprattutto alla vigilia della partita di Firenze su PSG e Benfica. Ma è un pensiero personale che – spero – non inquini l’analisi.
I dubbi sul potenziale in attacco
Se dobbiamo valutare il potenziale della Juve inespresso, anche il sottoscritto è convinto che Vlahovic sia un bomber da almeno 20 reti a campionato (come ha fatto alla Fiorentina) ma che con Allegri arriverà a malapena in doppia cifra, a meno che Max non cambi modo di interpretare il calcio, ma ne dubito fortemente. Idem possiamo fare lo stesso ragionamento per Chiesa, però – per onestà intellettuale – giusto dire che Rabiot con Max sta rendendo al 110%, Gatti è migliorato molto, Danilo è su standard ottimi (lo era già con Pirlo).
La Juve di Allegri può vincere il campionato?
Però il tema non è quello. Oggi, se vi è chiaro, non andremo a valutare il potenziale espresso e inespresso della Juventus ma se la Juventus di Allegri, in queste condizioni, con lo stesso allenatore, possa vincere o meno il campionato. Oggi l’unica cosa che è cambiata è che non giocheremo la Champions. Questo fatto quanti punti può valere?
Partiamo da valutare la classifica (sul campo) della scorsa stagione:
Napoli 90
Lazio 74
Inter e Juventus* 72
Milan 70
Atalanta 64
Roma 63
Fiorentina 56
Primo dato che balza agli occhi: Juve sul campo dietro alla Lazio di Sarri ma davanti al Milan. A pari punti con l’Inter.
La Juve vale quella che è considerata la squadra e la rosa più forte d’Italia (l’Inter)? Il campo ha detto questo.
Il gap dal Napoli di 18 punti è colmabile?
Il secondo dato impietoso è che abbiamo un gap dal Napoli di 18 punti, nel calcio un’eternità. I partenopei però hanno perso il coreano Kim e soprattutto Luciano Spalletti più Giuntoli (un uomo non solo mercato ma molto abile nella gestione dello spogliatoio e nella tutela dell’allenatore).
Le partenze a Napoli rischiano di essere pesanti, però Spalletti lascia un’eredità preziosa (la squadra gioca a memoria e vincere aiuta a vincere).
Rudi Garcia non è uno sprovveduto, non è un fuoriclasse della panchina, ma in Italia ha dimostrato di saper far rendere le squadre forti. Se la società lo tutelerà come ha fatto con Spalletti (in questo caso però l’assenza di Giuntoli potrebbe essere decisiva), può essere un ottimo gestore e, senza far danni e toccar nulla, può mantenere la competitività del club e della squadra. Io il Napoli non lo sottovaluterei anche se la piazza festeggerà lo scudetto meritatamente ancora per un anno e l’eccesso di feste potrebbe essere deleterio per i calciatori.
Un -18 quindi difficilmente colmabile (possiamo recuperargli nella migliore delle ipotesi 6-7 punti se a Napoli non si fanno del male da soli, visto che non abbiamo l’impegno della Champions).
Certo siamo solo a metà del mercato, da qui al 31 agosto può succedere di tutto, ma a oggi, con questa Juve la vedo dura riuscire a recuperare, con lo stesso allenatore, lo stesso identico sistema di gioco e senza campioni potenziali.
Juve 2022/23: sesto attacco, terza difesa
Guardiamo i goal segnati in Serie A nella passata stagione:
Napoli 77
Inter 71
Atalanta 66
Milan 64
Lazio 60
Juventus 56
Bologna 53
Fiorentina 53
Roma 50
Monza 48
Salernitana 48
Dal Napoli in attacco il gap è di 21 (!) reti in attivo. Una differenza importante.
Guardiamo le migliori difese:
Napoli 28
Lazio 30
Juventus 33
Roma 38
Torino 41
Inter 42
Milan 43
Fiorentina 43
Atalanta 48
Udinese 48
Juve con terza migliore difesa (ma una media alta di goal subiti per una squadra difensiva che utilizza quasi tutto il suo 11 in fase di non possesso) e sesto attacco.
Juve: chi parte e chi arriva
La Juve, rispetto alla squadra dell’anno scorso, ha perso Cuadrado, Paredes e Angel Di Maria.
L’argentino – in media – riusciva a garantire una buona prestazione e due/tre negative o anonime. Cambia quindi leggermente in peggio, visto che non ha la stessa qualità garantita da Angel ma gli standard non sono comunque da top. Il vero dato che ha penalizzato Vlahovic è il fatto che Di Maria e Pogba non hanno garantito lo stesso supporto dato da Dybala e Morata nei primi 5 mesi in bianconero dell’ex viola.
Per questa ragione sostituire al meglio di Maria sarebbe fondamentale per il rendimento realizzativo di Vlahovic. Avendo un sistema di gioco difensivo, se non hai uomini di collegamento come Dybala (che può dare la palla in verticale come nessun altro in Serie A) e un giocatore simile a Morata (abile nel portare la palla negli spazi e in velocità in ripartenza) diventa difficilissimo per il serbo fare la differenza.
Ma non si sta parlando minimamente di sostituire Di Maria (o Dybala), quindi non siamo ottimisti neanche quest’anno.
Su Paredes stendiamo un velo pietoso, è stato inconsistente per 7 mesi su 9. Si è salvato nelle ultime partite ma a stento. Rovella può dare garanzie di continuità che lui non ha dato.
Cuadrado nell’ultima parte di stagione ha fatto bene (male nella prima), in una zona del campo dove la Juve è senza dubbio deficitaria. Valutiamo con calma Weah e vediamo se arriveranno altri giocatori. Io mi terrei stretto Cambiaso in questo contesto.
Il centrocampo non è da grande squadra ma Fagioli avrà una stagione in più nelle gambe e potrà crescere ancora (diventerà un ottimo giocatore, Luciano Moggi garantisce, ma gli manca ancora un pizzico di esperienza per giocare a certi livelli, siamo sulla buona strada). Locatelli continuerà a fare il quarto centrale di difesa e il sesto difensore? Visto che in quella posizione spesso scala sulla linea del reparto arretrato e viene un bel po’ castrato.
L’incognita Pogba influisce sulle aspettative
L’unico che può spostare gli equilibri è Pogba, ma stando alle parole di Allegri, il Polpo è un’incognita totale, ci vorrà un mese solo per capire se potrà allenarsi con il gruppo. La sua figura è fondamentale – torniamo a bomba sul tema – per servire il centravanti in verticale e in profondità. In fase di rifinitura.
La difesa è la stessa, senza Bonucci che però l’anno scorso era ben al di sotto degli standard di una grande squadra di Serie A. Cambia poco. La speranza è che non partano i portieri o siamo in mezzo a una strada.
Davanti abbiamo già detto: Vlahovic è stato castrato dalla tattica ma anche dalla pubalgia e dalle caratteristiche dei compagni (Rabiot porta palla per 40 metri ma per lui diventa un incubo visto che perde tempi di gioco).
La speranza che si risolva almeno il secondo problema (pubalgia) anche se l’intervista di Allegri (“Dusan deve essere gestito”) non induce a nulla di buono. Chiesa vorrebbe giocare esterno ma nel 3-5-2 non trova la sua posizione ideale (suo padre invece ebbe un’eccezionale evoluzione da seconda punta). Se Allegri osasse con il 3-4-3 forse potrebbe essere il compromesso giusto per Chicco.
Il mercato come potrebbe cambiare le prospettive
Ad oggi siamo questi e difficilmente il mercato ci regalerà altre sorprese. Giuntoli non può fare miracoli purtroppo, i contratti e gli ingaggi faraonici sono sotto gli occhi di tutti degli esuberi juventini sul mercato.
L’unico tarlo che ho nella testa è questo: alla fine è stato ri-promosso McKennie che non è un giocatore da Juventus. Ma perché allora mettere sul mercato Zakaria? Perché ha più pretendenti? Siamo al 27 luglio e non è stato ancora ceduto. Se dovrà essere svenduto allora svendiamo anzi l’americano, vero pupillo di Allegri ma incomprensibile il suo utilizzo così continuo.
McKennie l’anno scorso giocò titolare a Napoli e poi fu ceduto in prestito dopo 5 giorni. Una delle solite follie e paradossi.
Forse non sarebbe meglio mettere in vendita l’americano e tenersi stretto lo svizzero? Svendere per svendere, mi tengo stretto il più forte dei due.
In ogni caso, l’amara verità è che la Juve, senza Pogba (che oggi è più un’incognita di una certezza), senza il miglior Vlahovic (ovvero al netto della pubalgia) e con un Chiesa utilizzato in un certo ruolo, diventa difficile pensare a una Juve così competitiva a tal punto da puntare allo scudetto. C’è solo il “vantaggio” di non giocare la Champions.
Allegri sembra convinto che Lukaku sia più funzionale al suo gioco rispetto a Vlahovic. Ma neanche Romelu è adatto per giocare spalle alla porta, ama la profondità (ricordate con Conte?), però può fare più reparto da solo se Chiesa sarà bravo a accorciare sulle seconde palle, idem Kessie è un giocatore molto adatto alle esigenze del livornese.
Senza dubbio sono due giocatori che potrebbero potenzialmente spostare l’asticella della Juve perché più funzionali al progetto tattico dell’allenatore, ma recuperare 18 punti al Napoli e arrivare prima dell’Inter, esperta e rodata non è facile.
Il Milan continua ad avere Pioli in panchina (una sicurezza) ma ha cambiato mezza squadra e ci vorrà un po’ di tempo di assestamento. Rispetto alla stagione dello scudetto, non ha più Kessie (e l’anno scorso abbiamo visto quanto ha sofferto negli equilibri a centrocampo), non ha più Tonali e Bennacer infortunato.
A centrocampo avrà tanti giocatori nuovi, difficile farsi un’idea a luglio. In teoria la strada non dovrebbe essere in discesa, considerando anche il peso (mancante) di Maldini e Massara nello spogliatoio rossonero. Non sarà facile neanche per Pioli, rimasto da solo (questa la sensazione) come Allegri (anche per sua volontà) negli ultimi due anni.
Il Milan ha però tre giocatori che possono fare la differenza: Leao (se trova continuità), Theo Hernandez e Maignan. Inoltre ha uno Giroud che in quel contesto tattico è perfetto.
La Juve è da scudetto se…
La Juve per me è a un bivio: può lottare (non vuol dire vincere) per lo Scudetto (ma non sarà facile) solo se recupera i migliori Pogba, Vlahovic e Chiesa, tre giocatori che insieme a Bremer possono spostare gli equilibri in Serie A (magari rafforzando anche le fasce).
Nel caso di partenza di due di questi tre, gli acquisti di Lukaku e Kessie sono gli unici che possono dare una chance. In questo caso Giuntoli è davanti a un bivio: istant team per Allegri o investimenti futuribili su giocatori talentuosi e giovani (David per esempio) ma in mano a un allenatore che ha dei limiti nella crescita di questo tipo di calciatori emergenti?
I due fattori positivi: Giuntoli e avere solo un obiettivo
Alcuni punti li potremmo comunque recuperare (non tutti) anche grazie a due fattori extra campo: il primo è Giuntoli che se va d’accordo con Allegri, sono convinto che tutelerà il tecnico e lo metterà nelle condizioni migliori per pensare solo ad allenare. E un miglioramento può arrivare.
L’altro è non avere un impegno gravoso come la Champions. Sono due fattori che possono portare qualche punto in più, ma ci vuole ben altro per tornare a lottare per il titolo. E abbiamo visto poc’anzi quali siano le condizioni.
Ditemi la vostra: questa Juve di Allegri è da scudetto secondo voi?
