I ben informati hanno sempre sostenuto che l’inchiesta sulla Juventus (fondata sulla fuffa) fosse collegata alla candidatura a Euro 2032 dell’Italia e a una palese vendetta di Ceferin e Gravina per l’affaire della Superlega.
Il problema è che il nostro paese che – riguardo le infrastrutture è rimasto al medioevo calcistico – è indietro su tutti i parametri rispetto alla Turchia. Pensate che bella figuraccia. Siamo noi il terzo mondo (sotto il profilo sportivo ovviamente).
L’ambigua Turchia: l’inflazione all’80% e 21 stadi nuovi costruiti
La Turchia del “Sultano” Erdogan ha costruito 21 stadi in 8 anni. Non focalizziamoci per favore sulla qualità delle strutture, questo è un altro punto. Che la Turchia sia al collasso dal punto di vista finanziario è un altro aspetto (quali prospettive da qui fino al 2032?), con l’inflazione che nel novembre del 2022 era salita all’83,45% (questo significa mettere in mutande 84 milioni di abitanti). Le guerre costano e l’esercito turco è presente in molti scenari caldi geopolitici.
Questo è il partner che ci siamo scelti. Complimenti.
Il problema è che negli ultimi 8 anni quanti stadi sono stati costruiti ex novo in Italia? E qui cala la nebbia. Turchia 21 – Italia 0.
Il medioevo calcistico dell’Italia
L’unico realmente costruito da zero è quello di Torino e non risale a meno di 8 anni fa.
Il “sistema-calcio” in Italia voleva costruirsi gli stadi con i soldi dei contribuenti grazie alla scusa dell’Euro 2032? Probabile e invece, pur di non perdere, Gravina si è lasciato irretire nella sua solita arte del compromesso macchiavellico: Italia-Turchia organizzeranno nel 2032 l’Euro, Ceferin l’ha già garantito. E’ sicuro al 99,9% con il beneplacito degli USA, del neo ambasciatore Jack Markell.
Demolire la Juve per l’Euro 2032? E certo, aiutare Ceferin nella sua vendetta personale ha agevolato tutto.
Il problema è che la FIGC non solo ha venduto la sua anima al diavolo ma lo ha fatto per 4/5 stadi. Alla fine è rimasta con poco in mano, rischia di rimanerci con il cerino, visto che 9 anni sono un arco di tempo molto lungo nel quale può succedere di tutto.
Saranno 5 stati italiani e 5 impianti turchi a ospitare la competizione europea. Quindi saranno costruiti 5 nuovi stadi? Oppure si chiederà il favore alla Juventus di mettere a disposizione almeno lo Stadium che è l’unico buono in Italia? In quel caso sarebbero 4. Saranno costruiti ex novo oppure assisteremo solo a un maquillage di quelli esistenti?
La figuraccia dell’Artemio Franchi
Ricordiamoci che i tedeschi si sono opposti a farci usare i fondi europei per ristrutturare l’Artemio Franchi di Firenze, siamo usciti da quella vicenda con le ossa rotte dal punto di vista dell’immagine.
Per Italia 90 fu costruito l’impianto di Bari (che già aveva un altro stadio), guarda caso con Antonio Matarrese presidente FIGC (mentre il fratello era presidente della squadra pugliese…) e quello di Torino (il Delle Alpi poi abbattuto per dare luce allo Stadium, con Montezemolo presidente del Comitato organizzatore). W l’Italia. Furono restaurati gli altri 10 stadi.
Cosa hanno in comune Italia e Turchia? Il nulla cosmico
Oggi che senso ha – dal punto di vista dell’immagine e della politica internazionale – organizzare una competizione con l’ambigua (parlo da un punto di vista geo-politico) Turchia? Cosa hanno in comune Turchia e Italia? Nulla tranne far parte della NATO.
Ma sappiamo che, con Erdogan, la Turchia ha una posizione che un giorno va a braccetto con gli Stati Uniti (che ha importanti basi militari) e un giorno con la Russia. E’ amica dell’Ucraina, libera i capitani della Azov solo per permettere a Putin di avere il pretesto per rompere l’accordo sul grano con Kiev. Ti puoi fidare di un partner del genere?
Non è che se fai un accordo con lui stai stringendo un patto con il Diavolo o gli stai semplicemente vendendo la tua anima?
Nel 2019, con le ambiguità accresciute di Erdogan verso la Casa Bianca, soprattutto dopo il fallito golpe, 50 testate nucleari sembrano essere state spostate dalle basi turche a quella di Aviano, in Friuli.
Ma le ambiguità ci sono state anche da parte degli USA verso il “Sultano” se pensiamo che l’ F-16 turco che doveva abbattere l’aereo presidenziale di Erdogan, era stato rifornito in volo da un aereo turco che era decollato da una base americana. Le tensioni tra Obama e Erdogan sono state palesi al Mondo.
La stretta di mano tra Meloni-Biden
Forse non è un caso che il Governo del potentissimo Senatore Lotito abbia voluto questo compromesso e non è un caso che l’annuncio della partnership con la Turchia arrivi il giorno dopo che la Premier Meloni abbia stretto la mano a Joe Biden alla Casa Bianca, mentre Gravina lo faceva con Ceferin.
Senza il via libera dello Zio Sam non si sarebbe fatto nulla. I rapporti con la Turchia sono di difficile gestione e interpretazione, un partner solido (per gli stadi ma con un’inflazione alle stelle) ma per nulla affidabile nel lungo periodo. Chissà cosa potrà succedere nei prossimi 9 anni e cosa ne pensano i nostri partner europei che si sono sempre rifiutati di accogliere la Turchia nell’Unione Europea.
Chissà come reagirà l’opinione pubblica se la Turchia dovesse invadere un altro paese sovrano come è stato qualche anno fa in Siria solo per fare piazza pulita dei curdi.
Turchia che per far cadere il veto sull’ingresso alla Svezia nella NATO, ha preteso che l’organizzazione di esuli curdi nel paese scandinavo fosse riconosciuta come un’organizzazione terrorista.
Turchia-Italia quindi due storiche nemiche: solo un secolo fa, nel 1911, l’Italia dichiarò guerra alla Turchia in Libia. Di acqua sotto i ponti ne è passata ma anche dal punto di vista storico sono due paesi molto distanti tra loro.
E non è una coincidenza che la doppia candidatura alla Uefa sia arrivata nello stesso giorno della squalifica del club torinese.
Squalifica UEFA: quali conseguenze per la Juve? L’aumento di capitale…
Veniamo a noi: quali saranno le conseguenze sulla Juventus?
E’ evidente che ci sia un palese accordo tra UEFA e Juventus, seppur messa all’angolo con una pistola alla tempia: alla fine il Presidente Ferrero salva la prossima partecipazione alla Champions (se ci qualificheremo) e se la cava con una multa da 10 milioni (più eventuali altri 10), tutto in cambio dell’uscita dalla Superlega.
Il vero danno l’hanno fatto FIGC-CONI creando un buco (mancati ricavi) da 80 milioni di euro circa nel prossimo bilancio 23/24. Abbiamo risparmiato circa 35 milioni per i mancati rinnovi di Angel Di Maria, Cuadrado e il non riscatto di Paredes (il rinnovo automatico di Alex Sandro è un danno aziendale serio), ma senza un paio di plusvalenze pesanti difficilmente gli azionisti potranno esimersi da un aumento di capitale a fine 2024.
Grazie alla FIGC di Gravina, l’Italia si è andata a infilare in un potenziale vespaio, nel giorno in cui la Juventus è stata condannata dalla UEFA: nessuna partecipazione alla CONFERENCE (Grazie!) e multa potenziale da 20 milioni di euro (in realtà è un 10+10 a determinate condizioni).
Il Presidente Ferrero è stato sacrificato sull’altare della patria davanti ai tifosi (sarà molto probabilmente ricordato solo per questa pagina amara) perché ha dovuto fare un palese accordo con UEFA e FIGC con la pistola puntata alla tempia, salvando però la Juve da una “giustizia” sportiva del tutto arbitraria (e qui mi fermo).
Tutto quello che è successo potrebbe essere materiale interessante per i Giudici della Corte di Giustizia Europea, sull’abuso di posizione dominante della UEFA, ma soprattutto sul palese conflitto di interessi: si auto proclamano monopolisti sia per la gestione del business dell’organizzazione delle competizioni europee ma anche monopolisti della “giustizia”, una giustizia sportiva palesemente coesa con la politica.
La loro credibilità è inesistente, vedremo se anche i giudici europei vorranno giocare la stessa ambigua partita o faranno il loro dovere.
