Cristiano Ronaldo

La7 mette le mani sull’Arabia, la Serie A non piace alle tv, verso un campionato europeo per club, il PSG implode

Cairo di investire nel Toro non ci pensa neppure, il braccino rimane corto quando si aggira nelle zone del Vecchio Comunale (ora Stadio Olimpico), ma se si parla di affari diventa un formidabile squalo. E l’ex segretario di Silvio Berlusconi ha investito dove ci sono i campionati: Cristiano Ronaldo, Benzema, Kante, Firmino, Mane e altri buoni giocatori. Si ha voluto i diritti della Saudi League, La7 e le sue sorelle trasmetteranno la partita di cartello del campionato saudita per due stagioni.

Le televisioni ragionano in questo modo, l’appeal di un campionato è determinato dalla presenza di giocatori fenomenali. In Italia ci sono tanti buoni giocatori, quasi tutti in vendita o comunque bersagli molto vulnerabili di fronte a un’offerta seria: Osimhen, Kavra, Vlahovic, Chiesa, Lautaro, Theo Hernandez, Leao, Dybala. Tanti buoni giocatori, nessun campione e club debolissimi da un punto di vista economico-finanziario, immersi nei debiti. Il “fair-play” della UEFA li ha indeboliti e ha favoriti i ricconi.

C’era una volta un campionato con Platini, Maradona, Zico, Falcao e Rumenigge. Ora c’è solo una landa desolata. In una manciata di settimane sono andati via discreti giocatori, oramai il calcio italiano sta perdendo i pezzi, tutto è in vendita. Al momento hanno chiuso con la Serie A:

Milinkovic-Savic
Lukaku (forse sulla via del ritorno)
Tonali
Onana
Brahim Diaz
Skriniar
Brozovic
Kim Min-Jae
Ibrahimovic
Di Maria
Paredes
Højlund
Boga
Vicario
Igor

Sono stati ceduti anche giovani di prospettiva come Rasmus Højlund (un vero capolavoro dell’Atalanta: comprato a 20 milioni in Austria, rivenduto dopo una stagione a 75 milioni più 10 di bonus al Manchester United).

Oramai la Serie A è diventato un plusvalentificio, fino a poco tempo fa gonfiato ora reale (finalmente).

Nessun campione all’orizzonte (qualche ex fuoriclasse come Ibra e Di Maria che però hanno visto i loro giorni migliori parecchi anni fa più giocatori di peso come Dzeko) e qualche stella (Lukaku) e giocatori funzionali nei loro ruoli come Kim, Milinkovic, Skriniar, Brozovic, Brian Diaz che però in altri campionati dovranno dimostrare quanto fatto in Serie A e non è così scontato.

Il quadro non era esaltante prima figuriamoci oggi.

La cessione più importante è stata quella di Sandro Tonali (70 milioni ma con i bonus si può arrivare anche alla soglia degli 80 milioni).

In attesa di una super offerta ci sono Vlahovic, Chiesa, Osimhen e tante altre stellette e stelline, a agosto la Serie A potrebbe svendere anche i pali delle porte se la prossima asta dei diritti tv non dovesse andare in un certo modo.

Serie A: niente plusvalenze gonfiate? Niente mercato

Fuoriclasse in Serie A? Neanche l’ombra. Visto che nessuna società può fare le operazioni di plusvalenza a specchio (finalmente, era l’ora!) e aggiustare in qualche modo i conti economici di questa stagione (tranne qualche favorino a club amici, a Sassuolo lo sanno bene), è un mercato da depressione ma che rispecchia fedelmente le potenzialità economiche della Serie A, un campionato ormai volto al declino. Solo l’Atalanta e il Milan possono spendere perché hanno venduto molto bene.

Sono arrivati nomi che scaldano poco, solo qualche cognome che evoca antichi ricordi: Thuram, Weah, Scamacca, Pulisc, Castellanos, Reijnders, Loftus-Cheek, Retegui, Ndicka, Sommer, Toure e Aouar. Le terze/quarte scelte, con tutto il rispetto. Alcuni diventeranno dei buonissimi giocatori, altri deluderanno.

Perché le TV devono investire sulla Serie A dei campionati falsati?

Secondo voi, usando il cervello, in un quadro del genere, i network televisivi e streaming che interesse possono avere sulla Serie A? Gli investimenti per il mercato interno saranno moderati, nessun colpo di testa.

E all’estero? La precedente vendita dei diritti all’estero è maturata con gente come Cristiano Ronaldo e giovani emergenti come De Ligt. Oggi? Ci presentiamo con due ex riserve del Chelsea: Loftus-Cheek e Pulisc, due buoni giocatori, niente di più. Stiamo perdendo anche i nostri prospetti futuri (vedi Vlahovic, Osi e Chiesa).

Le uniche possibilità di agguantare qualche giocatore decente all’estero riguarda le occasioni come Alvaro Morata.

Mi metto dalla parte dei tifosi: che senso ha fare l’abbonamento per un campionato simile?

Hanno provato a distruggere la Juve, l’unica società realmente virtuosa con uno stadio di proprietà, con strutture proprietarie e con gli azionisti che hanno ricapitallizato post Covid per 700 milioni di euro, mentre gli altri navigano nei debiti miliardari e passano da un bond a un altro bond per pagare il precedente facendo anche loro plusvalenze a specchio. Al momento dell’iscrizione ai campionati FIGC, UEFA e Lega si girano dall’altra parte.

Hanno provato a distruggerci ma non ci sono riusciti per via delle proteste furibonde per mesi dei tifosi della Juventus sui social che hanno colpito la Serie A nel vivo (gli abbonamenti tv), alle operazioni di disdetta (Gravina di fatto ha ammesso la gravità dell’iniziativa…) e grazie anche all’opera di chi ha sbugiardato sul web certe manovre (pensiamo a dei video scottanti che hanno messo a nudo gli altarini di personaggi registi di questa squallida vicenda). Ci hanno tolto dalla Champions per volontà di Ceferin (inutile nascondersi) in cambio di poltrone pesanti, quando tutti hanno sempre fatto plusvalenze a specchio ma ha pagato solo la Juve.

Una società che ha portato in Serie A il giocatore più forte e famoso al mondo (Cristiano Ronaldo) al pari di Leo Messi, l’hanno massacrata per aver posticipato alcune mensilità degli stipendi per via della pandemia (ci ricordiamo cosa ha vissuto in quei mesi il popolo italiano? Il clima di terrore?).

Almeno chi ha provato a incastrarci ha dovuto dire addio alla sua carriera e alla sua credibilità (oramai peggiore di quella del mago Oronzo). Altri pagheranno perché le magagne affioriranno tutte, è solo questione di tempo, fidatevi.

Il sistema della giustizia sportiva della FIGC e del CONI oramai ha perso quel poco di credibilità che gli rimaneva. Aspettiamo con impazienza solo la sentenza della Corte di Giustizia Europea che, guarda caso, si riunirà con tutti i membri in quella che preannunciano essere una sentenza storica.

La sensazione è che la Serie A oramai sia diventato un campionatino da cortile e le responsabilità siano prima di tutto dell’architetto dei nuovi regolamenti della giustizia sportiva, ovvero di Gravina (un presidente federale che dopo due eliminazioni dal Mondiale non fa una riforma e non approva neanche un regolamento per le seconde squadre), della Lega di Serie A che non ha difeso l’unica società che poteva dare un impulso positivo e di interesse al campionato ingaggiando nuovi campioni, di fronte a una palese ingiustizia e iniquità.

Lotito, De Laurentiis, Marotta, Scaroni e tutta la truppa raccoglieranno quello che si meritano, ovvero le briciole dai diritti televisivi e i tifosi della Juventus sanno bene quale sia il modo migliore per colpire il sistema.

La speranza è che il club bianconero non investa più in Serie A, non compri più un giocatore nella massima serie e faccia definitivamente collassare il sistema in attesa di un campionato europeo gestito direttamente dai club.

La Juventus negli ultimi 10 anni ha investito più di 800 milioni nel campionato italiano ed è stata trattata in questo modo. Il sistema merita quel che si merita.

Un campionato europeo per Club, il PSG sta implodendo in Francia

Il futuro del calcio continentale passa da un campionato europeo gestito solo dai club, la Premier League sta iniziando a preoccuparsi dall’offensiva araba quando sono stati i primi a farli entrare, mentre anche il PSG sta implodendo perché in un sistema troppo debole, quello francese. Anche Neymar farà le valigie dopo Mbappé, i petrodollari in Ligue 1 si svalutano alla velocità della luce. E lo stesso succederà in Italia. Il Bayern Monaco cosa pensa di fare? Di vincere 20 Bundesliga di fila e poi?

E’ solo questione di tempo e sarà la fine per i parrucconi delle federazioni (che tutto quel che toccano lo fanno fallire) e dei burocrati. La pacchia sta per finire, i club saranno costretti a prendersi la scena, oramai sono con le spalle al muro. Basta una piccola scintilla e prenderà fuoco tutto.

Un pensiero su “La7 mette le mani sull’Arabia, la Serie A non piace alle tv, verso un campionato europeo per club, il PSG implode

Lascia un commento