Luciano Moggi, ospite di Massimo Zampini su Juventibus, alla chiusura del mercato, ha regalato diverse chicche agli appassionati del canale Twitch punto di riferimento del tifo bianconero.
Moggi parla di Giuntoli: “A Napoli ha abbassato il monte ingaggi ed ha vinto lo scudetto, la Juve si trova a dover correggere errori commessi in passato. Non si può criticare Giuntoli perché si è trovato in un impiccio grosso, doveva vendere per comprare. Ma come fai a vendere giocatori quando la squadra ha giocato così male negli ultimi anni?”
Poi spiega la logica dello scambio Vlahovic-Lukaku: “La cessione di Vlahovic non era una cessione dettata da presupposti tecnici ma solo per crearsi un budget (il Chelsea doveva dare almeno 30 milioni oltre a Lukaku) per rifinanziare la squadra, così avevi già un sostituto e un budger per fare delle operazioni e completare il team”.
Moggi spiega perché non si è mossa una foglia sul mercato: “La Juve non ha il materiale per vendere, perché le prestazioni della Juventus del passato non sono tali da mettere in evidenza un giocatore, questo è il problema. Criticare è facile i dirigenti. La squadra è incompleta: Alex Sandro in difesa lo sappiamo…. A centrocampo, se al posto di Rabiot ci fosse uno pensante, sarebbe meglio per Vlahovic. Quando il francese porta la palla per 30 metri, mette nei guai gli attaccanti che perdono tempi di gioco”.
L’ex dg bianconero è contrario alle critiche verso l’allenatore e verso Giuntoli “… già in società c’è qualcosa che non funziona. La Juventus quest’anno ha fatto quello che doveva fare perché doveva recuperare quanto in passato ha fatto, ovvero operazioni economiche disastrose. Miracoli non li può fare Giuntoli. Nessuno avrebbe potuto fare nulla”.
E’ lapidario nei giudizi: “A Giuntoli darei 10 per il coraggio di essere venuto”.
La Juve è un casino? “Non è un casino ma è difficile da assemblare ora. Il Napoli è una squadra con un proprietario solo, li si fa quello che dice il proprietario, Giuntoli però ha dato a quel proprietario un qualcosa in più che poi ha portato il Napoli nel tempo ad essere una delle squadre migliori d’Europa. Giuntoli è bravo però operare in quel contesto lì è – in questo momento – impossibile, c’è da prendere solo critiche e nessuna lode. Quindi bisogna lasciar lavorare Giuntoli per il futuro perché il presente….”.
Moggi ha poi tirato una frecciatina a Allegri post Bologna: “Quando una squadra non vince e il secondo allenatore va in televisione non è mai una bella cosa”.
Al tal proposito interviene Zampini: “servirebbe un dirigente? Allegri chiede un dirigente che risponda agli attacchi alla Juve, è anche vero che da quello che dicono le cronache, magari è stato proprio Allegri a non avere un buon rapporto con qualche dirigente e a non volerlo accanto a sé (Calvo sicuro, Giuntoli? ndr)”.
“Gli sbagli ci sono e sono tanti: Allegri ha fatto degli sbagli, su questo non c’è dubbio. Inizialmente non voleva Giuntoli, aveva altre idee che possono essere anche rispettabili o meno. Ma parlare di Giuntoli in questo momento, è parlare di un dirigente che ha saputo fare il mestiere suo. Conosco bene il Napoli, è arrivato in sordina là. Là devi fare quello che vuole il presidente, ma ha portato giocatori importanti a De Laurentiis”.
“Per portargli dei giocatori bisogna alzare la mano e chiedere il permesso: ‘si può?’. Nella Juventus invece bisogna essere decisionisti perché non si può chiedere a nessuno, perché una proprietà vera e propria non esiste che funziona e ti dice cosa fare. E questa può essere la difficoltà inziale, ma in questo contesto a Giuntoli non si possono fare rimproveri”.
Luciano Moggi fa capire che la società è divisa al suo interno. “C’è sostanzialmente qualcosa sotto. Gli antagonismi sono dentro, se vai a cercare un rivale, lo puoi trovare anche dentro la Juve”.
Zampini: “non è una bella cosa quella che ci dici”
Moggi: “può essere anche stimolante, però non c’è più la società compatta di una volta. Quando c’era l’Avvocato Agnelli e il Dottor Umberto ci chiedevano: “ci sono novità?”. Non mettevano mai bocca sulla gestione, si fidavano. Non pensavano minimamente di dire: “comprate quello o l’altro”. Si fidavano, sapevano che sapevamo fare il nostro mestiere. Oggi non c’è un’unità di comando, ci sono più voci all’interno e questo può creare problemi a chi deve fare compravendita come Giuntoli. Soprattutto mette in difficoltà chi deve gestire lo spogliatoio e avere il carisma per tenerlo, al riparo dagli spifferi dall’esterno”.
Moggi parla in modo esplicito di una spaccatura e di diverse anime all’interno del club e la sua è una voce che conferma tutte le indiscrezioni che abbiamo condiviso sul nostro blog in questi mesi. Evidentemente non vi raccontiamo fandonie.
Nei prossimi articoli cercheremo di approfondire la questione: la prima spaccatura sembra essere all’interno della proprietà, di Exor e tutto poi si riflette a cascata sull’organigramma della Juve tra vecchi e nuovi dirigenti e staff tecnico.

Un pensiero su “Moggi: “società divisa, Giuntoli è bravo ma può trovare rivali all’interno… proprietà assente””