La rottura sembra definitiva tra Andrea Agnelli, il cugino John Elkann e gli altri rami della famiglia. A gennaio, l’ex Presidente si era dimesso dal CdA di Exor e di Stellantis. Sempre a seguito delle sue dimissioni forzate nella Juventus, erano insistenti le voci di un’uscita del ramo “Umbertiano” (guidato proprio da Andrea) dalla galassia Agnelli e Exor.
Oggi il Sole 24 Ore (nella sua edizione cartacea) fa riferimento a una potenziale vendita delle quote di Andrea Agnelli dalla Holding di Famiglia e della stessa Exor.
Se tali voci dovessero rivelarsi fondate, Andrea Agnelli uscendo da Exor e dalla Giovanni Agnelli BV, uscirà di fatto dalla Juventus. Continuerà a mantenere delle azioni del club ma a titolo personale e non tramite la holding guidata dal cugino John Elkann e che raggruppa tutti gli Agnelli. Di fatto il suo peso e influenza nel club bianconero andrebbe a ridursi drasticamente.
Il mondo finanziario è stato scosso dalle ultime mosse del mondo Exor, appartenente alla famiglia Agnelli e che detiene anche il controllo della Juventus. L’annuncio di un massiccio buyback azionario da un miliardo di euro ha attirato l’attenzione degli investitori, ma la strategia adottata per portare a termine questa operazione è stata quanto meno insolita.
Il cuore dell’operazione prevede che il 75% del buyback (riacquisto sul mercato delle proprie azioni), pari a 750 milioni di euro, venga effettuato attraverso un’Offerta Pubblica di Acquisto (Opa).
La sorpresa sta nel fatto che la holding di controllo, la Giovanni Agnelli BV (spesso definita la cassaforte della famiglia), parteciperà a questa Opa per 250 milioni di euro. Questa operazione è prevista per concludersi entro la metà di ottobre, ma cosa sta succedendo dietro le quinte?
Gli esperti analisti di Equita, come riportato da Calcio e Finanza nei giorni scorsi, hanno avanzato l’ipotesi che questa operazione possa servire per “liquidare alcuni soci“. Ipotesi riportata oggi anche dal Sole 24 Ore.
Ciò che alimenta le voci di mercato è l’idea che, una volta ottenuti i fondi necessari tramite la vendita di azioni Exor, la Giovanni Agnelli BV potrebbe a sua volta lanciare un buyback per acquisire le quote di alcuni soci. In particolare, da tempo circolano voci riguardo a un possibile cessione di Andrea Agnelli.
L’interessante prospettiva di questa strategia è che permetterebbe a questi soci di uscire dalla holding senza coinvolgere gli altri azionisti e senza intaccare il patrimonio complessivo. È importante sottolineare che, per ora, queste sono solo indiscrezioni di mercato e non ci sono conferme ufficiali in merito.
Per capire meglio la situazione attuale, dobbiamo fare un passo indietro fino a gennaio, quando è emersa la notizia, riportata dal Sole 24 Ore, di una possibile rottura all’interno della famiglia Agnelli, proprietaria della Juventus.
A quanto pare, il ramo Umbertiano, guidato da Andrea Agnelli, era intenzionato a uscire da Exor dopo il suo allontanamento dalla Juventus. In base alle informazioni di Equita SIM di Milano, la quota in questione, appartenente al ramo della famiglia legato ad Agnelli, rappresenta l’11,85% del capitale della holding di controllo Giovanni Agnelli BV (equivalente al 6,1% del capitale di Exor) e avrebbe un valore superiore a 900 milioni di euro, secondo le regole stabilite dalla holding.
Inoltre, lo statuto della holding di controllo prevede che, in caso di uscita di qualche azionista, le azioni vengano acquistate dalla stessa holding. Non è escluso che per finanziare questa operazione, la holding possa decidere di vendere titoli Exor sul mercato.
In sintesi, la situazione all’interno della famiglia Agnelli e della holding Exor è in continua evoluzione, e le recenti mosse finanziarie stanno generando molte speculazioni sul futuro di Andrea Agnelli e sulle dinamiche di controllo all’interno della Juventus e di Exor.
Resta da vedere come si svilupperà questa storia intrigante nel mondo degli affari e del calcio, ma anche il fatto che Andrea Agnelli abbia preso residenza in Olanda, potrebbe essere funzionale anche situazioni di opportunità fiscale, visto che con la vendita di quote così rilevanti, potrebbe registrare plusvalenze record da non dichiarare in Italia ma nei Paesi Bassi. C’è una bella differenza. Naturalmente si tratta solo di ipotesi concatenate tra loro.
E chissà se con un miliardo fresco in mano Andrea non punti a riacquistare la Juventus, magari dopo un delisting. Glielo permetterà il cugino John?

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