In due anni e mezzo nessun miglioramento, ci siamo illusi per due primi tempi (Udinese e Lazio) e nulla di più. Se Scanavino e Elkann vogliono compromettere anche questa stagione e rischiare la qualificazione alla Champions si assumano le loro responsabilità.
La colpa principale di Allegri è quella di aver disintegrato la mentalità vincente alla Juventus. Le sue dichiarazioni di venerdì scorso sono gravi e le conseguenze si sono viste sul campo. Ma ci sono anche altre responsabilità.
Rispetto a quest’estate ci sono anche le condizioni economiche per un esonero e vi spiego perché.
Prima di tutto, si può creare un budget dall’eventuale e scontata rescissione di Pogba (se la società non prende provvedimenti neanche di fronte a un caso di doping così, vuol dire solo che siamo in mano a nessuno ed è giusto che gli azionisti agiscano contro gli amministratori).
Il budget non sarebbe banale: circa 36 milioni (l’ingaggio lordo del Polpo è di 12 milioni per 3 stagioni).
Soldi necessari per la liquidazione di Allegri (se la clausola è sempre valida) e/o per pagare l’ingaggio al nuovo allenatore.
In ogni caso, a bilancio i costi su Allegri ci sono a prescindere dal suo esonero o dalla sua conferma.
L’unico che può ricostruire una mentalità vincente dalle macerie è Antonio Conte che è libero ed è la prima scelta di John Elkann che l’ha già incontrato in primavera.
Ma Antonio Conte accetterà questa linea dell’austerity? Oppure è un bluff di Exor che non sta spendendo perché non si fida di questo allenatore?
L’altro nome è quello di Igor Tudor, bloccato da mesi da Francesco Calvo.
Perché Allegri ha distrutto la mentalità (vincente) juventina
L’ultima moda per una frazione della tifoseria è puntare il dito contro la squadra, sostenendo che i nostri giocatori siano dei brocchi, come del resto ha fatto il capo della setta venerdì in conferenza stampa, sminuendo le qualità dei propri giocatori. Gli antichi latini dicevano: mors tua, vita mea. Per salvare la mia cadrega ti faccio passare te per brocco.
Un errore grave, ma del resto doveva mettere le mani avanti , come fa da due stagioni a questa parte, nascondendosi dietro gli alibi (questo è l’errore imperdonabile che la società non coglie e dimostra tutta la sua pochezza, come se fossimo una provinciale qualunque). Del resto, lo “capisco” se l’allenatore non ci mette del suo e i nodi vengono al pettine, perché non c’è più il Pjanic di turno, l’Higuain, il CR7 o Tevez che risolve i problemi nei momenti decisivi e leva le castagne dal fuoco a una squadra che non è capace di fare due passaggi di fila da anni.
Lo capisco perché è l’unico modo per tirare su un pò di fumo negli occhi a chi non vuol vedere neanche quando non c’è un filo di foschia.
Parla come se fosse l’allenatore del Torino
Allegri parla come se fosse l’allenatore del Torino e non della Juve. E i nostri dirigenti acconsentono a questo scempio mentre i giocatori chissà cosa pensano quando il loro allenatore afferma che non sono forti. I più scarsi saranno contenti perché avranno degli alibi sui quali dormire tranquilli, ma c’è il rischio che gente con la mentalità vincente ti molli come ha fatto l’anno scorso a Monza dopo l’inquietante intervista al povero Sconcerti (altro errore di comunicazione da dilettanti).
Squadra non dà scudetto, ma neanche scarsa
Sostenere che questa squadra sia da scudetto o sia una squadra di brocchi è tipica dei disonesti dal punto di vista intellettuale (sia da una parte che dall’ altra fazione). Non è una squadra forte come l’Inter ma non è scarsa più del Sassuolo o del Bologna, due team ben organizzati con allenatori con idee chiare ma ripeto, gli emiliani erano reduci da 3 sconfitte in 4 partite prima di affrontare e rinascere contro la Juve.
Una Juventus organizzata potrebbe giocarsela con Milan e Napoli, due squadre dove si è vista la mano degli allenatori (Pioli da una parte seppur con i suoi limiti e Spalletti dall’altra).
Perché andiamo in difficoltà
Mia opinione personale: quando affrontiamo squadre che giocano a alta intensità e sono ben organizzate e ci chiudono qualsiasi linea di passaggio, la Juventus va in difficoltà, perché non ha nessun piano B (ma non ha neanche un piano A ben definito).
Quelle squadre le devi andare a prendere nella loro stessa area di rigore e pressarle nei primi 16 metri proprio come hai fatto un tempo contro l’Udinese. Se non fai così e le prendi alte, non troverai mai la chiave e lo spazio per tenere in pugno la partita e fargli male.
Per la cronaca affronteremo il Lecce martedì con meno punti in classifica dei salentini. La Juve è più scarsa o stiamo impazziti tutti? Eppure stiamo parlando della squadra con il minor monte ingaggi e la più giovane, si la più giovane del campionato e tengo a ribadire questo aspetto, visto che il secondo sport della setta con i paraocchi è quello di massacrare i nostri giovani.
Perché la squadra non è formata da brocchi come vogliono farci credere…
Ma volevo solo dare qualche dato inconfutabile che dimostra che questa squadra non è scarsa ma non avendo organizzazione e intensità non è continua e gioca a sprazzi anche all’interno di una stessa partita:
Bremer (nominato miglior difensore della serie A due stagioni fa e ora non si regge in piedi, ed è stato pagato 48 milioni bonus compresi)
Locatelli (nazionale campione d’Europa, pagato a peso d’oro perché voluto da questo allenatore e che gioca fuori ruolo e ci è costato più di 35 milioni),
Vlahovic (miglior attaccante di due stagioni fa con la Fiorentina di Italiano, operazione che tra bonus e commissioni è costata più di 100 milioni),
Chiesa (miglior giocatore italiano nel campionato europeo vinto due anni fa),
Rabiot (titolare con la Francia),
Danilo (titolare con il Brasile)
Kostic (titolare con la Serbia e nominato due stagioni fa miglior giocatore dell’Europa League)
Fagioli (nominato due stagioni fa miglior giovane della Serie B)
Szczęsny (portiere titolare della Polonia)
Weah e Mckennie (titolari degli USA)
Siamo da scudetto? No! Siamo così scarsi da perdere in quel modo contro il Sassuolo o di avere meno punti del Lecce? No, ma la partita di Reggio Emilia preoccupa perché è in continuità con quanto visto nelle ultime due stagioni, due stagioni nelle quali la squadra non ha mostrato miglioramenti né dal punto di vista collettivo né sotto il profilo individuale, tranne qualche rara eccezione (Rabiot).
Se abbiamo 10 punti è solo grazie a un calendario estremamente facile.
Quindi? Se dopo due anni e mezzo siamo al punto di partenza bisognerebbe farsi delle domande e non chiudere gli occhi e difendere l’indifendibile.

Un pensiero su “Perché ora c’è il budget per cambiare l’allenatore, giusto far fuori Pogba e con Conte libero…”