Antonio Conte

Quel pranzo carbonaro tra Conte, Calvo e Giuntoli. I tre fatti che provano la spaccatura

Perdi male a Sassuolo, normale che vengano fuori le voci più incontrollabili (probabilmente non vere) sul futuro di Allegri, dopo due anni assai negativi (27 sconfitte, alcune umilianti come il 5-1 a Napoli, il 4-1 con l’Empoli, lo 0-3 con il Villareal, la doppia contro il Monza, l’umiliazione a Haifa, le pallonate prese 70 minuti a Lisbona etc etc). Cosa vogliamo pretendere dopo una conferma all’allenatore solo in forza di un contratto firmato da un ex presidente e con clausole importanti da onorare in caso di rescissione?

E’ da mesi che ripetiamo che confermare un allenatore senza fiducia e convenzione è un errore gravissimo.

L’ultima voce riguarderebbe un pranzo carbonaro, al ristorante “Il Delfino Blu” di Orbassano, nella periferia di Torino tra Francesco Calvo, Cristiano Giuntoli e Antonio Conte (fonte TuttoJuve. net).

Ve lo dico in tutta sincerità: le mie fonti non me l’hanno confermato, ma rispetto il lavoro degli altri, non ho la possibilità di confermare questa notizia, ma la riterrei inverosimile (non posso escludere il contrario). Uscire così allo scoperto in una fase talmente delicata mi sembra imprudente, a meno che Calvo non voglia far sapere al mondo che Allegri è un allenatore a termine. Ma non penso che John Elkann avvalli un atteggiamento simile.

Di sicuro, nelle settimane scorse, nel post Juventus-Bologna, autorevolissime fonti (Salvo Cozzolino e Juve29ro) hanno parlato di un ultimatum di Calvo verso Allegri, ultimatum mai smentito in nessun modo, né dalla società (ma in questo caso non è una novità visto che il club non commenta mai nulla) né da fonti ufficiose (in questo caso è molto strano). Un silenzio tombale, neanche un dirigente è andato ai microfoni a smorzare queste voci.

Antonio Conte nella scorsa primavera avrebbe più volte incontrato John Elkann in compagnia di Angelo Alessio ed è molto probabile che il leccese sia la prima scelta dell’amministratore delegato di Exor nel caso in casa Juve le cose volgessero al peggio. Ma il timing non convince così come altri dettagli di questa storia.

E’ vero che con l’eventuale rescissione di Pogba si creerebbe un extra budget per l’operazione, però è difficile anche dal punto di vista della sostenibilità economica di mantenere per due anni due top allenatori.
Le voci recenti parlano anche di incontri in agenda tra lo stesso Angelo Alessio e Giovanni Manna. La cosa a me sembra strana visto che Manna dovrebbe essere un fedelissimo di Max Allegri.

Ritengo invece più verosimile che Antonio Conte sia disposto ad accettare solo dal prossimo luglio la Juventus. Non gli piace prendere in corsa altre squadre, inoltre sa benissimo come lavora Allegri e quale sia stata la preparazione della Juventus in estate. Non penso che si fidi.

Ci sono voci su di lui anche accostato al Napoli, ai ferri corti con Garcia, definito da Enzio Maletto di una “Signora per due” l’ “Allegri di Francia”. La vicenda del Napoli fa ben capire quanto sia fondamentale un allenatore per una squadra di calcio (fate il confronto con la stessa rosa meno Kim tra la gestione Spalletti e quella di Garcia).

Ma torniamo a noi: ripeto, non credo al pranzo domenicale tra Giuntoli (che oltretutto sembra essere stato tutto il giorno alla Continassa a fare da predicatore e confessore secondo Tuttosport), Calvo e Conte.

Ci sono però tre fatti inconfutabili che dimostrano la spaccatura tra il tecnico e l’ambiente Juve. Insomma, il club bianconero sembra una polveriera:

1 – John Elkann non è mai stato visto allo Stadium (tranne che per quella partita di allenamento che ha sostituito il vernissage di Villar Perosa). Strano questa Juve porta il suo nome e cognome, come mai vuol prendere così le distanze? Nelle prime due giornate di campionato non c’era. Non la riconosce sua o teme che vi sia il problema, ad ogni partita, di scivolare sulla classica buccia di banana? Spero di vederlo stasera in tribuna, sarebbe un bel segnale per la squadra.

2 – Cristiano Giuntoli è sempre stato in panchina in tutta la sua carriera da direttore sportivo. Anche nel Napoli dove Aurelio De Laurentiis decide anche che tipo di shampoo comprare per i giocatori. Al suo insediamento alla Juve, nella prima conferenza stampa, il direttore tecnico ha espresso il desiderio di continuare questa tradizione, ma è sempre in tribuna. Come mai? Chi comanda alla Juve?

3 – Francesco Calvo e Massimiliano Allegri sono stati più volte protagonisti di vibranti dopo partita (a Siviglia, a Udine etc). Tra i due non corre buon sangue da quando Calvo ha scelto Giuntoli. E’ logico che Calvo e Giuntoli siano alleati, visto che l’ex ds del Napoli è stato chiamato proprio dal dirigente della Juve su mandato di Elkann (unite i puntini…). Al momento della conferma di Allegri, sui media e dai giornalisti allegriani sono filtrate notizie di un allontanamento di Calvo. Dopo pochi giorni però esce l’organigramma della Juve con un comunicato ufficiale e cosa scopriamo? Che tutte le deleghe più importanti del club sono in mano a lui. E’ lui il nuovo direttore generale della Juventus. Come è giusto che sia però della prima squadra si occuperà Cristiano Giuntoli. Calvo però avrà delega anche sull’Under 23 e il settore giovanile. Un organigramma studiato ad hoc per non fare entrare in contatto il manager con Allegri. Vi rendete conto su che presupposti è iniziata questa stagione?

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