Dai vostri commenti di ieri sulla nostra pagina FB Juventino100x100, l’80% dei commenti dimostra che i tifosi puntano il dito contro la mentalità del tecnico, mentre un buon 20% lamenta la pochezza della rosa.
Diciamo che non sta funzionando il pacchetto: allenatore più pagato della Serie A e rosa con il monte ingaggi più alto. Entrambi sembrano sopravvalutati e la combinazione si può dire che non sia da Juventus. La classifica non la guardo neanche perché questo calendario, fino ad ora, non ci ha messo di fronte a vere corazzate.
Sarebbe un errore e un’ingiustizia puntare il dito di questa situazione solo su una persona (Allegri), i nostri vecchi dirigenti ne hanno fatti di casini (se avete dei dubbi riascoltate alcune intercettazioni sulla mala gestio della società), mentre i nuovi stanno dimostrando uno scarsissimo attaccamento alla maglia e alla storia della Juve. Allegri è l’uomo ponte tra le due generazioni di manager che la pensano in modo opposto e sta dimostrando di essere troppo condizionato dalla paura di questo cambio epocale.
Ma solo il fatto che lui stesso e i suoi discepoli lamentino – più o meno direttamente – il fatto di non avere una rosa tecnicamente valida, può essere un’ammissione di incapacità.
Quando e perché Conte fece la differenza
Ricordiamo che la grande Juve di Conte-Marotta-Agnelli-Paratici-Nedved aveva Pirlo e Buffon che erano gli unici due che avevano vinto un campionato, Bonucci-Chiellini fino a quel momento erano stati criticatissimi, Barzagli un oggetto misterioso. Marchisio idem, un attacco spuntato. Il capolavoro fu quello di valorizzare giovani emergenti (quelli che abbiamo citato) e soprattutto far rendere al 150% giocatori come De Ceglie, Pepe, Extegarribia, Matri, Vucinic, Peluso (dal secondo anno), Marrone (dal secondo anno) etc. E’ su questi aspetti che si vede la mano di un allenatore (pensiamo al Milan di Pioli di due anni fa è un altro esempio) e non di un gestore.
Un allenatore non si valuta in base ai crediti del passato
Non si vive di ricordi di un tecnico che ha vinto con uno squadrone messo a punto da un altro allenatore (Conte), con veri campioni nel primo ciclo come Pirlo, Tevez, la difesa più forte del Mondo e il centrocampo secondo solo al Barcellona. E’ così che si sono trasformati i vari Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Vidal e Pogba dopo 2/3 anni di lavoro sul campo di Antonio Conte.
Nel secondo ciclo la Juve spese tantissimo: Higuain, Cuadrado, Dybala, Mandzukic, Piajnic, Matuidi e la ciliegina sulla torta Ronaldo. Pensate che solo Bernardeschi e Doulgas Costa sono costati 80 milioni in due.
Allegri fu bravo a ricostruire e gestire tecnicamente la squadra con il supporto di un budget enorme e di una società solida alle spalle (Marotta-Agnelli) ma quell’eccesso di spesa lo paghiamo ancora oggi (e non è colpa di Allegri sia chiaro).
Il doppio errore di Agnelli di dire no a Conte e prendere Allegri
Il vero errore è stato di Andrea Agnelli di voler a tutti i costi dire no al costruttore Conte nel 2019 per motivi personali, quando i soldi stavano per finire e la squadra era palesemente a fine ciclo. Ma non solo: i suoi stretti collaboratori (Paratici e Nedved) avevano individuato proprio in Antonio l’uomo della rinascita bis.
Il secondo grande errore è stato quello di chiamare nel 2021, quando i soldi erano finiti davvero, l’amico Max Allegri a ricostruire. E questo è un errore gravissimo unito al fatto che gli è stato sottoposto un contratto fuori da ogni parametro per la Juventus solo per imporre ai futuri dirigenti (Arrivabene e company) le sue volontà. Può sembrare una banalità ma non lo è: Allegri non è un allenatore-costruttore, è un gran gestore di squadre già solide e formate. Se fosse andato all’Inter avrebbe vinto almeno uno dei due scudetti persi da Inzaghi. Ne sono certo.
Le responsabilità dei vecchi dirigenti e di Allegri
Se la Juve oggi è in queste condizioni anche tecniche è per colpa di quel gruppo di lavoro: la parte tecnica era stata affidata proprio a Allegri e al direttore sportivo Cherubini. Arrivabene aveva stretto la cinghia (salvo poi allargare i cordoni della borsa con Vlahovic). Nedved era una sorta di consigliere tecnico ed è stato, insieme allo stesso Arrivabene e ai feedback di Allegri, a voler far fuori Dybala. E poi c’era Agnelli che aveva già, con le sue scelte, messo la Juve non nelle condizioni ideali per ricostruire da zero la squadra a fine ciclo. Eppure l’esempio di Allegri al Milan negli ultimi anni di Berlusconi doveva essere un esempio lampante da prendere in seria considerazione.
Questo gruppo di lavoro ha fallito: Dybala nella Juventus non si reggeva in piedi, è stato cacciato da Allegri e dall’uomo dei conti (Arrivabene). Alla Roma l’argentino gioca egregiamente il doppio delle partite che giocava alla Juve negli ultimi anni. E spesso fa la differenza.
In una squadra che non ha un’organizzazione di gioco (responsabilità sempre del tecnico), gli levi anche Dybala e Morata (che erano molto bravi due anni fa a raccordare attacco con centrocampo), capisci che non hai più speranze se non li sostituisci.
I gravi errori sul mercato
Paratici aveva bloccato nell’estate del 2021, Calhanoglu in scadenza di contratto con il Milan, la coppia Cherubini-Allegri ha preferito dare 37,5 milioni (pagabili in 7 anni) al Sassuolo per Locatelli, pur di non avallare un’operazione fatta qualche mese prima dal rivale (Paratici che nel 2019 volle la testa di Allegri).
Allegri è lo stesso che rinunciò a Pirlo (non facendolo rinnovare) per Van Bommel. Nel tempo ha dimostrato di non essersi mai pentito di questa scelta. Non ama i registi, questo è chiaro.
La squadra tecnicamente è scarsa, la colpa di chi è? Metti Calha e Dybala (allenato bene però) nel motore e poi ne riparliamo. Sono scelte. Se preferisci Locatelli e Di Maria fuori ruolo, non venire a lamentarti e parlare di Juventus da quarto posto. Abbiamo il monte ingaggi più alto della Serie A anche per scelte fatte dall’allenatore ma non solo da lui.
La cessione di CR7: un mix di motivazioni
In quella stagione fu fatta fuori la testa anche di CR7, colui che mise una parolina contro il mister nel 2019. Ma dare la colpa ad Allegri in questo caso è folle, il tecnico non faceva salti di gioia nell’allenarlo (sempre per questioni personali) ma anche la società aveva capito che non poteva permetterselo ed ha fatto di tutto per cederlo anche facendo una minusvalenza a bilancio. Una cessione che però fu gestita in modo dilettantistico negli ultimi giorni di mercato quando invece CR7 aveva già la valigia in mano da 4 mesi (vedi panchina a Bologna).
Come sono scelte rinunciare a Kulusevski, giocane che è tecnicamente tutto meno che scarso, dite quello che volete, io guardo quasi tutte le partite degli Spurs, dell’Arsenal, del Liverpool e del City tutti i week end, e so di cosa parlo. Kulu è un lontano parente dei 6 mesi fatti alla Juventus con Allegri.
Vogliamo parlare di Angel Di Maria e di come è stato impiegato? Per 15 anni gioca da esterno destro per rientrare sul suo piede magico (il sinistro) e Allegri cosa fa? Lo mette a fare la sottopunta nel 3-5-1-1 (o 5-1-2-1-1 a seconda delle fasi di gioco). Logico che l’argentino non facesse salti di gioia.
Vogliamo parlare delle scelte in attacco? Sandro Sabatini, grande amico di Max, ha detto che Allegri ha voluto fortemente Vlahovic due anni fa. E’ stato il suo primo sponsor e Agnelli ha sganciato l’assegno da quasi 100 milioni (con commissioni più bonus). Dopo un anno con la pubalgia vissuto a 60 metri dalla porta, Max lo vuole scaricare per Lukaku. Per fortuna il serbo è orgoglioso e, al netto degli acciacchi fisici, fino ad ora ha fatto la differenza (con la Lazio nel secondo tempo sarebbe finita in tragedia senza il suo eurogoal).
Nella Roma si sta vedendo un Paredes differente rispetto a quello in bianconero, più nel vivo del gioco da regista puro. Non un campione ma senza dubbio l’argentino sta migliorando il palleggio della squadra di Mourinho.
E’ così che è stata smantellata la squadra dal punto di vista tecnico. E non voglio parlare dei Rovella, dell’impiego di Fagioli etc perché sono giovani e in questo caos tattico non daranno mai il meglio di sé.
Ma chi si lamenta oggi di una rosa non tecnicamente eccelsa, non è atterrato ieri da Marte ma ha contribuito all’impoverimento tecnico. E poi vogliamo dirla tutta?
Io mi farei delle domande se Fagioli e Locatelli non riescono mai a fare tre passaggi di fila mentre De Roon (che non ha proprio dei buoni piedi) sembra un fine palleggiatore. Ed ogni volta è la stessa storia. Idem contro il Bologna (vedi Freuler) o il Sassuolo (Boloca). Io inizierei a provare a rispondere a questi interrogativi.

Un pensiero su ““La Juve è scarsa tecnicamente”, si ma chi l’ha portata a impoverirsi in questo modo? Ecco i responsabili”