Spalletti scettico

Italia: una Nazionale e una generazione senza talento e qualità, con dirigenti mediocri, servono più riforme e meno poltrone!

Ci sono solo tre giocatori che possono essere considerati di livello internazionale nell’attuale Nazionale, ovvero che potenzialmente potrebbero giocare da protagonisti (essere indispensabili per i loro club) in Premier League, l’unico campionato di riferimento. Mi riferisco a Donnarumma, Barella e Chiesa (Jorginho è in Premier ma con l’Arsenal sta faticando non poco da un anno).

Nazionale di oggi con quella del 2006 a confronto

Domanda: questi tre avrebbero avuto una maglia da titolare nella Nazionale del 2006?

Risposta: Donnarumma avrebbe fatto la riserva di Buffon senza ombra di dubbio. Barella non avrebbe trovato spazio con Pirlo e Gattuso, qualche possibilità con De Rossi (prima riserva) l’avrebbe avuta. Chiesa da seconda punta sarebbe stato la terza scelta di Del Piero e Totti. Da esterno sarebbe stato difficilmente collocabile nel 4-4-2 che Lippi scelse in quel mese per arrivare a Berlino. Con un 4-2-3-1 forse Federico si sarbebe giocato la maglia con Camoranesi a destra. A sinistra il buon Marcello prediligeva più copertura con Perrotta schierato nel ruolo inedito di esterno nel 4-4-2. Detto questo, per me Chiesa rimane un potenziale campione, gli sono grato ancora per l’Europeo vinto e i prossimi anni potrebbero vederlo tra i top europei, ma è l’unico in Italia che mi fa ben sperare.

Forse Di Marco, considerando la carenza del ruolo storica nel Maldini, avrebbe avuto qualche possibilità nel 2006, ma Grosso (Zambrotta era stato dirottato a destra) in quel mese era in forma strepitosa e fu determinante per la vittoria finale.

Italia: il bilancio degli ultimi 10 anni

Ma lasciando da parte i giochini che tanto ci piacciono per fare una riflessione e analizzare gli ultimi 10 anni di Nazionale: 2 eliminazioni ai Mondiali, un europeo con un eliminazione ai quarti di finale ai rigori con Conte, un Europeo vinto con Mancini e una qualificazione acciuffata per un soffio e un episodio favorevole al 92′ agli Europei.

Ricordiamoci che manchiano dai Mondiali in Brasile quando siamo stati sbattuti fuori al primo turno, iden in Sud Africa.

L’acuto è senza dubbio la vittoria degli Europei, al termine di un mese perfetto gestito da Mancini, con i tre giocatori citati che hanno giocato da protagonisti più un Verratti in grande spolvero e Jorghinho in formato Premier nel Chelsea.

L’ex regista del PSG, due anni fa, quando stava bene, era un giocatore di assoluto livello internazionale nel suo ruolo. Il capolavoro è stato quello di affidarsi per un mese a una coppia di ultratrentenni come Bonucci-Chiellini.

La Nazionale che in 3 delle 4 partite decisive (a eliminazione) però ha avuto solo episodi a favore: contro l’Austria con il goal annullato per fuorigioco per millimetri segnato dagli avversari, in un match nel quale gli azzurri hanno sofferto parecchi gli austriaci. La parentesi positiva è stata con il Belgio, in semifinale invece la Spagna ci ha messo sotto (ci siamo solo difesi) ma abbiamo vinto ai rigori. In finale con l’Inghilterra a Wembley abbiamo giocato alla pari e vinto dal dischetto.

Mancano attaccanti e fantasisti, i vivai ingabbiano il talento e la tecnica

E’ stata una vittoria del cuore e dalle indubbie abilità tattiche (bravo Mancini nella gestione in quella competizione) nel 2021 ma a livello di talento puro siamo stati inferiori a diverse Nazionali. Manca tanta qualità soprattutto in attacco. Era così nel 2021 ed è stato così negli Europei precedenti se pensiamo all’attacco di Conte Eder-Pellé per fare un esempio.

Negli ultimi 10 anni siamo stati capaci solo di tirare fuori un attaccante di livello come Chiesa. Nella terra dei Baggio, Zola, Totti, Del Piero etc etc non esiste più un fantasista.

I giovani italiani non trovano spazio in prima squadra (in ogni categoria) tranne rare eccezione e sono spesso ingabbiati in schemi, mentre nei viviai si lavora sul fisico e sulla tattica (per i 15 anni è più importante posizionarsi correttamente su un corner che palleggiare), mentre negli altri paesi del Mondo (pensiamo a Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Portogallo e Olanda) privilegiano lo sviluppo della tecnica dei ragazzi. Le scuole calcio stanno soffocando il talento, fin quando i nostri giocavano per la strada era un’altra storia e il talento in Italia si sprecava.

Gravina e la FIGC rimangono immobili: vince la politica della poltrona

E’ da più di 20 anni che lo diciamo ma nessuno fa nulla, Gravina rimane immobile e non tocca lo status quo per non perdere la poltrona. Fare qualcosa vuol dire – secondo la mentalità dei nostri dirigenti federali – solo pestare piedi a un gruppi di interesse e mettersi a rischio.

Le seconde squadre in Serie C sono viste malissimo dal movimento quando per la Nazionale sarebbero una benedizione. Per i top club ho qualche dubbio sull’efficacia perché quando hai il fenomeno dalla Primavera passa direttamente in Prima squadra, ma per i giocatori italiani di medio livello sarebbe un passaggio chiave per maturare rispetto che marcire in panchina, quindi le seconde squadre favoriscono comunque la mturazione del talento. Pensiamo al Gattuso di turno che è maturato negli anni, Ringhio passò dalla primavera del Perugia direttamente in Scozia, a Glasgow per giocare.

Ma la Federazione non fa nulla invece di rendere le seconde squadre obbligatorie, di creare una nuova filosofia tra gli istruttori delle giovanili, di promuovere la cultura della tecnica. Nulla di nulla.

Le seconde squadre sono un argomento tabù, indigeste a Lotito e De Laurentiis che hanno investito in multiproprietà (Salernitana prima della vendita e Bari rispettivamente. Guai quindi a toccare l’argomento, anzi la Juve che ha osato tanto va punita.

Tra figuracce Mondiali e un Europeo agguantato per un episodio favorevole

La Nazionale, tranne l’acuto dell’Europeo, ha rimediato solo figuracce con due eliminazioni Mondiali consecutive e con questa qualificazione agli Europei che ci ha visto vincere solo una partita importante (con l’Ucraina a Milano), per il resto abbiamo sofferto maledettamente a Leverkusen e abbiamo perso nettamente due volte con gli inglesi, l’unico team di livello del girone.

L’Ucraina ha – in questo momento – più talento e fantasia di noi. Dovremmo farci qualche domanda.

Ripeto: per un episodio favorevole (il rigore nettissimo non dato a Mudryk) siamo qualificati, nel caso contrario si sarebbe scatenata la guerra civile. Ma non solo: nel caso ci avessero negato un rigore del genere, sarebbe cascato il Mondo. Ma per i media e l’opinione pubblica va tutto bene così ed è proprio per questa assenza all’orizzonte di liberi pensatori (come lo era per esempio Brera) che hanno il coraggio di condividere il proprio pensiero, che il calcio in Italia ogni anno peggiorerà. Tutti appiattiti alla volontà dei vari Gravina, Marotta e Lotito.

L’unica nostra speranza è la qualità del commissario tecnico Luciano Spalletti, senza dubbio (rispetto a altri c.t.) l’esperienza non gli manca.

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