Gianluca Ferrero

Ferrero: “il rischio era di stare fuori dalle coppe per 2/3 anni”. L’errore di Dirigenza e Proprietà

Juventinocentoxcento è abituato a ragionare e commentare a freddo sulle vicende societarie e lo facciamo oggi, a qualche giorno da un’infuocata Assemblea. Ieri abbiamo dato grande spazio ai piccoli azionisti, riportando sulla nostra pagina Facebook Juventino 100×100, l’interessante intervento di Salvatore Cozzolino di Ju29Ro.

Le sue parole sono state coraggiose, da Juventino Vero, Juventino 100×100 e sono state apprezzate dalla nostra community. Io sono d’accordo con Cozzolino sull’arrendevolezza eccessiva che ci accompagna dal 2006 in poi e soprattutto sulla passiva e pessima gestione della comunicazione (che ci ha reso dei bersagli indifesi di fronte alla giustizia sportiva) ma non sarei mai voluto essere nei panni di Ferrero e dei nuovi dirigenti che hanno ereditato una realtà scabrosa, con una Juve sotto attacco da UEFA, FIGC, Procura di Torino, Procura federale, CONSOB e senza che la Proprietà volesse metterci la faccia pubblicamente.

Alla fine nel tritacarne ci sono finiti Ferrero, Scanavino e gli altri membri del Consiglio di Amministrazione, sia chiaro ben remunerati, è il loro mestiere, ma ci sono finiti loro nel fuoco incrociato e non era facile uscirne, con una Proprietà più incline al compromesso che alla battaglia, ma forse in quel momento erano le uniche armi che avevamo a disposizione (e esamineremo presto su questo blog i motivi).

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In un successivo articolo-analisi vi spiego quali sono le uniche due armi per difendersi davanti ai tribunali sportivi con efficacia, oggi è giusto lasciare la parola a Ferrero.

Anche la nostra community deve conoscere le parole del Presidente per farsi un’idea più accurata e completa della vicenda.

Come ha detto Ferrero, il rischio era quello di rimanere fuori dalla Champions League e dal Mondiale per Club per due/tre anni, con una perdita complessiva di 300-400 milioni come minimo (più tutto l’indotto degli sponsor internazionali). Voleva dire perdere un treno che non ci avrebbe consentito di ritornare competitivi forse per decenni. Semmai, con l’attuale monte ingaggi della Juventus, il club sarebbe stato costretto a regalare i giocatori più di liberarsi di stipendi così pesanti. Una tragedia sportiva.

Ascolta qui nel nostro video le parole di Gianluca Ferrero presidente della Juventus. Metti un bel LIKE AL VIDEO e ISCRIVITI GRATUITAMENTE AL NOSTRO CANALE! SOSTIENICI E COMMENTA, COMMENTA E COMMENTA!



Questo era il contesto in cui si trovava la Juventus nel gennaio del 2023, dobbiamo essere obiettivi e coerenti. Io sono coerente: ho condiviso la linea del patteggiamento sul filone stipendi, nel caso contrario ci saremo trovati con un’altra stagione rovinata. Gli errori sono stati fatti nel passato recente, a iniziare dal 2021 (li analizzeremo con calma).

Che poi è chiaro che questa dirigenza (e Proprietà) non ci difenda pubblicamente (facendo così il gioco dei nostri carnefici) ed è un errore costante. Sono critico anche io nei confronti di questo atteggiamento passivo voluto dalla Proprietà per perseguire altri interessi, ma è la stessa Proprierà che ha rimesso 80 milioni di aumento di capitale senza batter ciglio, però la mancanza di difesa rischia di costare caro anche e soprattutto agli azionisti.

Non difendendo pubblicamente la Juve, il rischio è quello di andare di fronte a questi tribunali sportivi da Santa Inquisizione senza protezioni.

Sono tribunali per modo di dire, dove valgono potere politico e le amicizie, con diversi “giudici” tutt’altro che credibili (alcuni addirittura tifosi di altre squadre a un livello a volte quasi becero) spaventati e condizionati dalle campagne stampa vergognose anti-juventine (di certi giornali non possiamo scordarci i titoloni…) e alimentati da una scarsa obiettività determinata anche dalla loro fede calcistica. Lo abbiamo visto sia nelle corti FIGC che al CONI quale sia il livello della giustizia sportiva in Italia. Una vera farsa da terzo mondo.

Lasciando spazio ai nostri nemici di condizionare l’opinione pubblica, il rischio è di essere giudicati da persone che non hanno altro interesse che farci del male.

Se non vogliono difendere la Juve pubblicamente forse è meglio vendere o saranno costretti a passare da uno “scandalo” a un altro con aumenti di capitale vario.

In ogni caso, è giusto che conosciate le parole di Gianluca Ferrero che ha spiegato per filo e per segno come ha gestito la crisi di fronte alla “giustizia” sportiva della FIGC. Sinceramente certe parole di Ferrero sono state per me una coltellata al cuore, ma ripensando al contesto (dove la legge non contava nulla), sinceramente ho apprezzato il pragmatismo di Ferrero che ha sacrificato una stagione per salvare la Juventus. Lo so vado contro-corrente ma ha limitato i danni fatti da altri. Se fossimo andati allo scontro perenne con queste istituzioni sportive avremmo perso amaramente, a meno che la Corte di Giustizia UE, il 21 dicembre non firmi una sentenza storica, ma è molto difficile considerando il parere sfavorevole di tutti gli stati membri intervenuti nel procedimento giudiziario.

Ecco le parole del Presidente Gianluca Ferrero:

“Dobbiamo dire tutto, accettiamo le critiche se giuste. E cerchiamo di fare tesoro dei suggerimenti. Giusto avere una dialettica. Vorrei anche puntualizzare la posizione di questo consiglio all’atto della nomina nostra. Eravamo in quest’aula, poi una conferenza stampa. Avevamo detto e ho detto che avrei cercato di difendere la società in tutte le sedi con rigore e pacatezza. Quando parlavo di sedi parlavo di sedi competenti, lì dove ci siamo difesi. Quando ho parlato della storia gloriosa di questa società, dei suoi ultimi 100 anni, ma soprattutto della straordinaria serie di successi realizzati dai nostri predecessori, ricordando tutti i presidenti, con alcuni dei quali ho trascorso alcune parti professionali della mia vita. Massimo rispetto, ai presidenti e alla storia. A me però è sempre stato insegnato che le sentenze si rispettano. Sono stato nominato presidente alla fine del mese di gennaio e qualche mese mi viene dopo che c’è un processo.

Chiedo di partecipare: vengo anch’io, può partecipare al presidente? Mi viene detto di sì, che era importante. Vado. Partecipo a questo processo ed esco con -15 punti. Entro che forse rischiavo una multa, forse un milione perché nei primi due gradi avevamo vinto, ed esco con -15 punti, fuori da qualsiasi zona coppe. Una sentenza, poi mi direte che ho sbagliato, ma è un tribunale sportivo. Ho accettato, giocando a calcio, di essere giudicato. Cosa facciamo? Ci difendiamo? Urliamo su tutti i giornali? Attacco il Campidoglio? No! Mi difendo nelle sedi competenti, davanti al Coni, prendo i migliori avvocati e combattiamo. Portiamo delle assoluzioni. E poi -10. Non granché, ma -10. Ma mi consente di entrare nella rosa Uefa. I processi sono esauriti, c’è un grado ultimo andando oltre, con soldi e tempo c’è sempre un tribunale che ti dirà… Arrivati all’ultimo grado, oltre è impossibile andare, ci siamo fermati. Secondo giro: stipendi. Forti dell’esperienza abbiamo deciso di patteggiare, potete dirmi di aver calato le braghe, ma 700mila euro e ho chiuso la partita.

Uefa? Potevamo rischiare 2/3 anni fuori, non potevamo permettercelo e avete visto il danno. Qual è il danno? Sono più di 100 milioni per un anno. Figuriamoci due o tre anni fuori da queste competizioni. O noi corriamo in queste competizioni, e riusciamo a sostenere il bilancio con una squadra competitiva, oppure no. Ecco la ‘sorta’ di patteggiamento: è stata una decisione della corte dell’Uefa, alla quale ci siamo adeguati. Chiudendo la partita rinunciando alla Conference League. Difendermi così, nelle sedi competenti e rispettare le sentenze e gli organi della giustizia, ai quali in maniera volontaria, quando mi iscrivo ai tornei, firmo e rimetto a loro le questioni della giustizia sportiva. Poi è sommaria, ha altre esigenze rispetto a quello che si chiede. Abbiamo inteso farlo con serietà, nelle sedi competenti. Il risultato è che la squadra c’è, è seconda, si gioca una partita straordinaria, stiamo correndo e torneremo a giocare le coppe e a scrivere la straordinaria storia di questa squadra. Se ho sbagliato, succederà che lo vedremo prima o poi. Però oggi ho inteso fare questo con il nostro CDA”.

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