Andrea Agnelli

Andrea Agnelli vende a Elkann il 3%: alleanza in vista tra i cugini? L’ex presidente lavora con l’A22 (Superlega) e incassa €300 milioni

Un uomo solo al comando e quel uomo si chiama John Elkann. Notizia di poche ore fa: il ramo umbertiano guidato da Andrea Agnelli ha venduto il 3% delle sue quote della “Giovanni Agnelli BV”, la holding di famiglia che controlla – a sua volta – Exor (la cassaforte di famiglia). A chi le ha vendute? Alla “Dicembre” la società degli eredi di Giovanni Agnelli, l’Avvocato, ovvero i fratelli Elkann: John, Ginevra e Lapo.

Una lettura superficiale indurrebbe a commentare che Andrea Agnelli (rappresentante del ramo degli eredi del Dottor Umberto) voglia del tutto dismettere i suoi interessi nell’impero di famiglia, ma in realtà a me sembra esattamente il contrario, almeno i fatti dicono così.

Prima di tutto da quello che filtra da Torino è che Andrea sembra fermamente convinto a non cedere altre quote e non abbia intenzione di uscire dal business di Stellantis, Ferrari e dalla holding (Exor) che controlla la Juventus.

In questo momento il ramo umbertiano è sceso all’8,9% e fonti confidenziali di Tuttosport hanno rivelato che Andrea non venderà altre quote. Ma perché ha venduto una parte? Ve lo spiegheremo tra poco.

Andrea vende a John e rafforza la sua leadership

La cessione del 3% a John e al ramo dei cugini Elkann, in realtà sembra voler rafforzare la governance del cugino John e smentirebbe le voci dei maligni che vedono i due in conflitto. Con questo ulteriore 3% gli Elkann si rafforzano (in particolare John), salgono a oltre il 40% del controllo della Giovanni Agnelli BV, considerando anche la causa per l’eredita del patrimonio di Gianni Agnelli (l’Avvocato) e di sua moglie Marella Caracciolo, promossa dalla madre degli Elkann Margherita contro i figli.

Il segnale sembra chiaro: Andrea – vendendo al cugino – ha voluto rafforzare la posizione di John, la matematica non è un’opinione, non vedo altre interpretazioni.

Semmai, da quello che ha scritto il Sole 24 Ore è accaduto qualcosa di non secondario all’interno della “famiglia reale” italiana: prima di tutto cambia la leadership della Giovanni Agnelli BV e Andrea, paradossalmente, vede crescere il suo peso “politico” interno.

La Giovanni Agnelli BV vale circa 10 miliardi e la governance viene rappresentata d’ora in poi da 3 macro gruppi per snellire (molto probabilmente) i processi decisionali: il ramo degli Elkann, quella degli Agnelli (Andrea) e quella dei Nasi (con Alessandro). Hanno siglato una sorta di patto di sindacato? Da approfondire.

Agnelli in Cda rappresenterà anche il macro gruppo degli Elkann

L’aspetto clamoroso è che Andrea Agnelli rappresenterà in Cda anche il macrogruppo di John (che si è dimesso dalle cariche di presidente e dal consiglio) pur non facendone parte. Se non è un’alleanza questa… poco ci manca. Chiamatela come volete.

Andrea incassa €300 milioni e continua a lavorare per il progetto Superlega

Ma perché Andrea ha venduto? Ha incassato circa 300 milioni e, secondo fonti del Sole 24 Ore, l’ipotesi più probabile è che quei soldi servano per rifinanziare alcuni progetti che ha iniziato in Olanda, dalla sua residenza di Amsterdam. AA possiede anche una società d’affari a Londra, gestita da Antonio Giraudo.

Andrea Agnelli però fa anche parte della A22 (la società che gestisce il progetto Superlega) e della quale è stato fondatore attraverso la Juventus. Essendo però il club bianconero uscito, non è che Agnelli è pronto a ricapitalizzare A22, in modo tale da non perdere i privilegi finanziari da fondatore come Real Madrid e Barcellona?

Siamo alla vigilia della sentenza della CGE che dovrà esprimersi il 21 dicembre sul ruolo della UEFA (sia per la causa della Superlega sia per il ricorso dell’Anversa). Qualcosa bolle in pentola? Presto lo sapremo.

Ma una cosa è certa: anche a John è sempre piaciuto il progetto Superlega ma essendo coinvolto con Stellantis con il Governo francese (che ne è uno degli azionisti) non può sbilanciarsi e schierarsi in conflitto con Macron che ha sempre visto male la SL. E se quello tra i cugini fosse un gioco delle parti?

E se questa vendita avesse anche sigillato una partnership dei due cugini per la Juventus? Solo così si potrebbe spiegare la conferma la scorsa estate di Max Allegri, ma certezze non ne abbiamo, anche se i fatti parlano di un riavvicinamento abbastanza chiaro.

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