Leggo parecchie polemiche sull’affare Soulé. Inevitabili. Da romantico del calcio sono un pizzico deluso perché giocatori con il piede mancino come il suo sono fiabe e poesie, ricamano calcio, quello forse al quale eravamo abituati noi negli anni ‘80.
Chi è realmente Matias Soulé?
Matias è reduce da uno splendido girone d’andata con il Frosinone e una seconda parte di stagione orribile. Normale, quando giochi per non retrocedere sei esposto a alti e bassi e, quando è la tua prima stagione intera in Serie A, non sai come dosare e gestire le tue energie fisiche ma anche psichiche (chi ha visto l’ultima partita del Frosinone capisce a cosa mi riferisco), spesso in una stagione lunga e logorante le energie mentali fanno la differenza, per un giovane non è facilissimo capirlo il primo anno come possano essere dosate e gestite.
Ma qui veniamo al punto: Soulé ha mostrato un bel potenziale tecnico appena è stato messo nel contesto tattico giusto (non nel 5-3-2 o 3-5-2 bianconero) da Di Francesco.
Un bel potenziale tecnico con dei limiti fisici evidenti che non lo rendono oggi ancora un giocatore da grande squadra. Questo non vuol dire nulla perché chi prende Soulé oggi fa un investimento soprattutto per il futuro: se viene allenato al meglio ha un potenziale incredibile anche da questo punto di vista e potrebbe fare il grande salto. Io sarò sempre il suo primo tifoso.
Inoltre, Matias ha la testa del calciatore e del professionista consapevole, cosa che non hanno altri suoi giovani colleghi (ma anche più esperti che si credono ancora Maradona) alla Juventus. Serve tempo all’argentino per fare il salto definitivo in alto, ci riuscirà? Non è mai facile entrare tra i top mondiali, ma quando sei consapevole dei tuoi pregi e difetti parti in vantaggio.
Perché Soulé ha rifiutato la Premier per la Roma
Ha rifiutato la Premier (il West Ham metteva sul piatto quasi 35 milioni fissi) perché sa benissimo che l’intensità di quel calcio la reggerebbe per 30 minuti scarsi in questo momento. In Premier oramai lavorano tanto sulla forza e la resistenza (come in tutti gli sport professionisti mondiali), da un certo punto di vista sarebbe stato l’ideale per i suoi miglioramenti e per diventare un giocatore completo ma avrebbe perso diverse sue caratteristiche peculiari come la leggerezza nei movimenti e la rapidità nello stretto. Vi ricordate Kean all’Everton? Ha messo su un fisico mostruoso ma si è snaturato, ha perso brillantezza e la sua tecnica (forse condizionata da una postura differente) è sembrata più ruvida.
L’unico neo riguarda il fatto che troverà due mancini brevilinei come Dybala e Baldanzi, due fotocopie, ma è probabile che Paolino vada via, non c’è altra spiegazione.
Meglio crescere alla Roma con De Rossi, un tecnico che ha creduto in lui (e nelle sue motivazioni) più che in Chiesa. Anche l’allenatore della Roma ha dimostrato tanta consapevolezza: meglio puntare su un giovane motivato che su un Nazionale affermato che storce la bocca dinanzi a un ingaggio da 5.5 milioni e non riesce a capire l’importanza di indossare la maglia giallorossa (forse solo noi boomer possiamo capire, perché abbiamo visto in azione la squadra di Conti, Pruzzo e Falcao).

Il ragionamento su Chiesa
E’ lo stesso ragionamento che su Chiesa hanno fatto Giuntoli e Motta. Molto simile a quello di De Rossi sull’attitudine.
Le motivazioni e la condizione atletica al 100% fanno la differenza nel calcio d’oggi. I top club non hanno bisogno di giocatori che pensano solo a soldi, ad essere la prima donna nello spogliatoio e che si fermano appena avvertono il primo dolorino, con i calendari di oggi e il peso dei salari nel bilancio delle società.
Soulé invece di motivazioni ne ha parecchie, lo abbiamo visto nella prima parte di stagione al Frosinone.
Soulé e la Juventus
Purtroppo il rapporto tra Soulé e la Juventus non è mai sbocciato perché negli ultimi 3 anni si è preferito puntare su Di Maria e Kostic non sui giovani, su un modulo che uccideva il suo talento da esterno (e soffocava quello di Illing Junior e Yildiz).
In altre condizioni, quest’anno, senza un bilancio devastato, la Juve avrebbe tenuto l’argentino per farlo crescere all’ombra di giocatori pronti (per la lotta allo scudetto), magari nell’ottica di costruirsi in casa un’alternativa di lusso. E lui si sarebbe ritagliato lo spazio giusto anche per essere decisivo in alcuni momenti, ne sono certo.
Qual è il reale pensiero di Motta e Giuntoli su Matias
Motta ne apprezza le doti tecniche e lo stima per la sua serietà e determinazione ma fino a che punto? Se lui e Giuntoli alla fine sono disposti a cederlo anche a 28 milioni (26+2 bonus easy) + 2 di bonus non facili da raggiungere più il 10% della rivendita (in futuro forse si potrà arrivare alla fine alla cifra di 35 milioni). Una somma ben al di sotto delle aspettative e questo atteggiamento pone degli interrogativi.
Le risposte sono implicite nelle azioni dei dirigenti e dell’allenatore juventino. Evidentemente se Giuntoli (e Motta) hanno accettato 28 milioni + 2 di bonus difficili, hanno un’opinione di Soulé di medio livello anche in ottica futura (contrariamente alle voci che filtravano ad hoc per cercare di alzare il prezzo) e solo il tempo potrà dirci se sarà un giocatore da Juventus o meno e se Giuntoli avrà ragione o torto.
Ma con questa cessione come si svilupperà la strategia di Giuntoli e soprattutto come a bilancio la plsuvalenza Soulé riuscirà a finanziare due operazioni in entrata di due top giocatori.
La Strategia della Juventus sul mercato
Evidentemente Giuntoli e Motta ritengono il suo sacrificio accettabile per raggiungere Koopmeiners, Todibo, mentre Huisen servirà per arrivare a Adeyemi e/o forse Galeno (gioca a sinistra e rientra sul destro). L’acquisto del brasiliano sarebbe fattibile solo se rimanesse Chiesa come esterno destro.
Logico che bisognerà aspettare anche la cessione di Huijsen per fare spazio a Todibo, visto che le rose ora sono ristrette a 25 giocatori e la Juve si è auto imposta la regola: esce uno entra l’altro.
Ma la plusvalenza Soulé finanzia sia Koopmeiners che Todibo per la prossima stagione dal punto di vista economico.
Oggi la cessione di Soulé è vitale per finanziare la seconda parte del mercato bianconero. Motta vuole a tutti i costi Koopmeiners, lo ritiene la chiave per il suo gioco, il centrocampista universale capace di coprire in fase di non possesso e di segnare 15 goal a stagione.
Voi mi direte, ma come fai con 28 milioni di plusvalenza a finanziare due acquisti? Oltretutto la Roma ci pagherà in 4 anni immagino io.
I tifosi e una parte dei media non sanno come funzionano i bilanci delle squadre di calcio.
Non è che se io incasso 26 milioni posso spendere 26+2 milioni, quel tipo di ragionamento è valido nel gestire la liquidità e i flussi di cassa, il denaro contante a disposizione. Se Soulé viene pagato in 4 anni, avrei a disposizione solo 6,5 milioni di euro in realtà. Quindi?
Come funzionano i bilanci dei club di calcio e l’importanza delle plusvalenze
Cerco di usare un linguaggio semplice e meno tecnico possibile per essere comprensibile.
Sia per i parametri UEFA che della FIGC, l’equilibrio deve esserci soprattutto sul conto economico. Cosa vuol dire? Che sono decisivi gli aspetti contabili per il prossimo bilancio d’esercizio. I bilanci si compongono di due documenti: il conto economico (che è quello che interessa a noi ora) e lo stato patrimoniale (fondamentale soprattutto in ottica di lungo periodo) che sono naturalmente collegati, ma hanno logiche differenti nella gestione.
Riguardo al conto economico la Juve registrerà 28 milioni immediatamente di plusvalenza (in genere i bonus facili da raggiungere vengono registrati immediatamente sia lato ricavi che costi quando vai a comprare). E questi 28 milioni dovranno coprire costi per il bilancio d’esercizio della stagione 2024/25.
C’è poi un risparmio di circa 1 milione di ingaggio netto di Soulé che a bilancio pesavano per quasi 2 milioni lordi. Totale tra 28 di ricavi più 2 di risparmiati siamo a 30 milioni per l’operazione dell’argentino.
Come la plusvalenza Soulé finanzia Koop e Todibo
Mettiamo il caso che la Juventus si metta d’accordo con l’Atalanta per Koopmeiners sulla cifra realistica di 55 milioni + bonus, per un contratto di 5 anni.
Il prossimo anno l’olandese a bilancio andrà per una quota di ammortamento di 11 milioni (55 milioni /5 anni), più 4.5 milioni di ingaggio netti che peseranno a bilancio per 8.5 milioni circa. Totale 19.5 milioni di euro.
Todibo: prestito oneroso il primo anno di 7 milioni di euro (più riscatto obbligatorio a 23 milioni di euro, quando c’è l’obbligatorietà il costo va registrato a bilancio subito), andranno a bilancio 30 milioni di euro per 5 anni. Totale 6 milioni di ammortamento annuale più ingaggio da 4.5 milioni lordi (2.5 netti). Totale 10.5 milioni.
Totale Koopmeiners più Todibo 30 milioni.
L’equilibrio nel lungo periodo e la gestione dei flussi di cassa
Nel lungo periodo è logico che devo ragionare comunque nel incassare 30 e spendere 30 o l’equilibrio di lungo periodo verrà meno. E’ anche vero che la Juventus, grazie alla Next Gen, ha quasi il doppio del numero dei giocatori delle altre squadre sotto contratto (la maggior parte essendo giovani a ingaggi contenuti) e quindi può permettersi ogni anno di vendere e di incassare proprio dalla Next Gen una ventina di milioni, anche con operazioni da 2/3 milioni.
In ogni caso i flussi di cassa sono un altro problema: teniamo conto che spesso le squadre di calcio vanno in compensazioni tra loro con operazioni passate o future, per questa ragione vi è anche la tendenza a fare operazioni soprattutto tra club di Serie A: magari in futuro la Juve prende un ragazzo dalla Roma di prospettiva e abbuona una rata annuale alla Roma per Soulé. Celebre è il riacquisto di Bonucci dal Milan che non ce lo avevano pagato ed avevano difficoltà finanziarie.
Inoltre ci sono pagamenti dilazionati (come fanno la Juve e fanno tutti i club di Serie A) e i fidi bancari (la Juve può contare su linee di credito importanti).
Ma l’aspetto più importante sono le voci a bilancio nella prossima stagione che andranno a influenzare il conto economico: la Juve mira a un prossimo pareggio di bilancio per rendere la gestione sostenibile. Questo è l’anno della rifondazione, è l’anno zero e quindi è giusto ragionare così. Nelle prossime stagioni invece, una volta che è stata costruita la squadra (o almeno l’80% del gruppo) invece ci saranno pochi ritocchi e minori investimenti, mentre vi dovrà comunque essere una copertura costante di plusvalenze.
