Gasperini non voleva la Juventus? Una “beata M….” (cit.) altra leggenda strumentalizzata in chiave anti-bianconera, Gasp era intenzionato a valutare bene l’eventuale offerta da Torino, ha preso tempo e ha anche pensato, per un certo momento, di uscire dall’accordo con la Roma, secondo quanto racconta Giovanni Albanese di Sportitalia. La Juve è stata sempre il sogno della sua vita, questo era l’ultimo treno.
Albanese su 2TALKS con Glauco, ha raccontato bene la vicenda ricostruendola in base alle informazioni a sua disposizione. Ha confermato questa versione dei fatti anche a Juventibus con Luca Momblano.
Gasperini non ha voluto la Juve? Fake news!
SE (e ripeto SE) la sua versione dei fatti corrispondesse al vero… la notizia di Gasperini che rifiuta la Juventus potrebbe rientrare solo nella pura strumentalizzazione anti-juventina.
PREMESSA: non dubitiamo della serietà del giornalista (che oltretutto vive gran parte delle sue giornate alla Continassa), nel caso contrario non avremmo neanche riportato la sua versione dei fatti.
Però sono fatti che gli sono stati raccontati e riportati da un’altra fonte e quindi non possiamo sapere se sia vero, ma la Juventus non ha mai smentito (neanche attraverso giornalisti a lei vicina) questa versione, né ha mai smentito telefonate con Comolli e Chiellini.
La prima telefonata Chiellini – Gasperini
E’ giovedì, l’innominabile leccese ha appena tirato il pacco a Chiellini e Elkann, mentre Gasperini a Firenze ha terminato la riunione con la Roma: sono d’accordo su tutto, sintonia con Ranieri perfetta, offerta da 5 milioni di euro a stagione per 3 anni. Ma… squilla il suo telefono.
Chiellini e Gasperini si sentono (Albanese addirittura mette il dubbio che sia stato l’allenatore a proporsi alla Juve appena saputo della trattativa saltata con Conte e non viceversa).
Chiellini ottiene – secondo Albanese – giovedì sera la disponibilità di Gasperini che chiede 48 ore alla Roma (notizia confermata da tutti i media). Giovedì sera la Juve è convinta di strappare il si a Gasp.
La frenata di Comolli al telefono con Gasperini
Il giorno dopo però avviene l’impensabile. Il giornalista di Sportitalia racconta che Comolli chiama Gasperini e gli assicura che potrebbe rientrare tra le candidature della Juventus ma che che gli serve più tempo, perché ha necessità prima di costituire il settore tecnico e poi scegliere l’allenatore.
Non gli dà alcuna rassicurazione sui tempi e sulla scelta.

Il punto di vista del manager francese
In linea teorica, il ragionamento di Comolli è da uomo di calcio: “prima scelgo il direttore sportivo e poi con il nuovo d.s. mi confronto per scegliere l’allenatore”. Un ragionamento lineare, nulla da dire, ma avere il match point per chiudere con un allenatore come Gasperini (disposto a rompere e uscire dall’accordo con la Roma da mesi) ti capita una volta nella vita, soprattutto se hai un progetto tecnico che si basa sui giovani e i giocatori emergenti.
Di fatto dal match point passiamo invece al rifiuto di servire la palla. Game over.
La posizione dell’ex allenatore dell’Atalanta
Gasp sarebbe stato l’ideale e invece l’allenatore dell’Atalanta la prende – giustamente – male: ha un contratto sicuro da 5 milioni con la Roma perché dovrebbe mettersi nel casting della Juventus non avvertendo tutta questa fiducia nel futuro responsabile tecnico dei bianconeri?
Scelta legittima, ma Gasp non ha rifiutato la Juventus, ha soltanto declinato un sondaggio anche un po’ umiliante visto il suo standing di allenatore.
Sabotaggio o semplice scelta legittima da parte di Comolli di non ritenere Gasperini un allenatore adatto a portare avanti quello che ha in testa?
Non si sa, ma a me pare una follia prima pensare di ingaggiare Conte con Comolli (hanno due visioni del calcio opposte) e poi Gasperini.
Juventus: in società idee confuse
Questa storia è la testimonianza che il cambio del settore tecnico avvenuto dal 29 maggio al 2 giugno è uno degli errori più grossolani che potevano accadere nella storia della Juventus. Un’aberrazione programmatica da squadra dilettantistica che rischia di compromettere la prossima stagione.
Comolli vuole valutare Tudor?
Secondo Albanese (e questa può essere vista anche come una cosa positiva) su 2TAKS, Comolli vuole prima conoscere Tudor, un allenatore che non conosce, prima di prendere una decisione per la panchina della Juve.
Parte da un presupposto chiaro: prima di tutto la Juventus ha già un allenatore sotto contratto. E questo ragionamento non fa una piega. Dicono che sia un ottimizzatore delle risorse interne (altro pregio). Vuole conoscere personalmente Tudor, la sua visione e come lavora con la squadra.
Su questo non ci piove che sia un uomo di calcio intelligente nel muoversi così. I ragionamenti fatti da Comolli sono lineari e razionali, ma se fatti a marzo. Oggi 1 giugno è un po’ diverso. Ma la responsabilità di questa situazione (visto che non ha ancora firmato il contratto) non sono le sue ma di chi lo nominerà nel giugno 2025 in un momento così caotico e cruciale. Non lo si poteva nominare a marzo?
