Giuseppe Marotta

Marotta parla da tifoso di osteria, la sua gaffe su Saviano. Va rotta l’alleanza…

Fa discutere la conferenza stampa post consiglio di Lega Serie A di ieri. Per la prima volta ho notato un Marotta poco lucido rispetto al consueto, ha portato la discussione a livello “osteria” : ha pescato un episodio di 5 anni fa di Cuadrado (giocatore che poi non si è lasciato sfuggire stagioni dopo) quando nella stessa partita era stato espulso senza motivo Bentancur con dinamiche molto simili a quelle di Kalulu… Dalla serie, in 5 anni nulla è cambiato.

Se parla così il miglior dirigente del calcio italiano (che ho sempre stimato), siamo fritti.

Inter – Juve e il singolo episodio

Del resto sulle sponde nerazzurre sono bravi a proclamarsi sempre onesti, tralasciando la realtà delle cose. Marotta ha difeso Bastoni (giusto dal suo punto di vista), ha ammesso l’errore (facendo fare una figura barbina al finto prete Chivu) ma si è limitato a un solo episodio, la simulazione del difensore. Nessuno ha osato fargli notare dell’esultanza dopo il rosso che è il comportamento più grave e antisportivo dello stesso Bastoni, finito sotto le grinfie e le attenzioni di un tifoso interista ingombrante in queste ore (ma le sue affermazioni non sono riscontrabili, quindi non le riportiamo).


Della simulazione di Barella (che ha provocato il primo giallo di Kalulu), del rigore su McKennie, sul fallo di Opena nessuno ha proferito parola, nessuno ha osato chiedere all’uomo più potente del calcio italiano.

Marotta ha mancato di rispetto a Chiellini

Marotta però non ha parlato con la consueta lucidità: ha mancato di rispetto a un dirigente e consigliere FIGC in quota Lega Serie A, Giorgio Chiellini, che – nelle sue dichiarazioni – non ha mai tirato in causa i dirigenti dell’Inter e dei simulatori nerazzurri. Marotta invece offende Chiellini e tira fuori episodi da bar.

Chiellini e Comolli hanno solo denunciato la necessità di una riforma arbitrale e strutturale, Marotta non entra nel merito della questione perché a lui, questo sistema arbitrale poco credibile, sta bene.

Marotta ieri ha parlato come un De Laurentiis o Lotito qualsiasi. Sta perdendo i colpi? Il tenore e i contenuti del suo monologo sono quelli di un qualsiasi tifoso da bar.

La frecciata a Chiellini, penso sia solo un grave atto di guerra al quale la Juve deve rispondere a livello di politica sportiva, non riconoscendo più l’alleanza con l’Inter (che mi fa rivoltare lo stomaco).

Affermare che “Chiellini sia un dirigente giovane e inesperto”, dimostra che sta parlando da boss del calcio, da marchese del grillo della Serie A, come dire: “io so’ io e voi non siete un c….o”. Grande stile…. Arroganza ai massimi livelli.

I dirigenti illuminati della Lega… anzi no del fantacalcio

Del resto è circondato da dirigenti illuminati (che in parte ha contribuito anche lui a nominare), l’importante in Lega non era parlare di arbitri e riforme ma di Fantacalcio (butterano dalla finestra 40 milioni per il 51% del gioco), tanto per scimmiottare la Premier League.

A minare la credibilità della Serie A, per i dirigenti di Lega, non è il sistema arbitrale ma il pezzotto e il fatto che fino ad ora non avevamo il fantacalcio. Capito a che livello siamo finiti?

Stanno facendo copia incolla dei progetti Premier League ignorando il contesto.

Il problema è che la Premier può contare su un bacino d’utenza mondiale, costituito soprattutto dai paesi dell’ex impero britannico anglofoni, le cui popolazioni parlano inglese. Un’operazione che ha senso, in Italia secondo me rischia di essere solo una brutta imitazione limitata a un bacino d’utenza che è già molto attivo ma che non dà un extra boost per recuperare i 40 milioni investiti.

Ma del resto, se il calcio italiano è ridotto così male (e di sicuro lo spettacolo di sabato sera non attira nuovi tifosi dall’estero…) lo si deve a tutta questa serie di dirigenti raccomandati che sono arrivati là e non sanno neanche come.

Gli arbitri? Facciamo parlare i fischietti della base…

Sugli arbitri, bisognerebbe far parlare dal loro interno gli arbitri stessi, quelli di base che hanno visto il “figlio di….”, il “nipote…” fare carriera senza meriti. Fischietti che hanno fatto disastri nelle categorie minori sono arrivati fino alla Serie A. Oggi nella massima serie ci ritroviamo senza dubbio la classe arbitrale più scarsa degli ultimi 50 anni. Coincidenze?

La Juve vorrebbe il professionismo (che porterebbe per un periodo all’inevitabile commissariamento) ma naturalmente l’Inter è contraria.

Bisogna rompere la Santa Alleanza

Per la Juventus è arrivato il momento di rompere la Santa Alleanza con Marotta e far crollare la maggioranza in Lega. E’ un accordo capestro che ci rende prigionieri dei nostri stessi carnefici.

Marotta va isolato (ma ha politici influenti e amici procuratori dalla sua parte che lo proteggono), la Juve deve cercare altre alleanze con il Milan (Comolli è un ex uomo di Cardinale e di RedBird) e la Roma (entrambe di proprietà americane), far crollare il consenso in consiglio federale a Gravina se non farà le riforme.

E’ necessario far arrivare il consiglio federale, la lega e il presidente FIGC nell’incertezza alla vigilia degli spareggi mondiali. Gli equilibri politici sportivi devono essere messi a repentaglio in un momento storico fondamentale per la FIGC e il calcio italiano. Gravina deve diventare un’anatra zoppa, svuotato del consenso di chi lo ha eletto.

La politica contro la Juve e Elkann

A volte l’arroganza di Marotta e La Russa sono una spia lampante di quello che è successo alla Juventus da quando questo Governo è al potere. Dall’inchiesta sulle plusvalenze in poi. Elkann lo sa bene e sta vendendo tutti gli asset italiani, Exor ha ceduto le quote dell’80% di una società strategica che opera nel settore della sanità pubblica, dopo aver smantellato gran parte dell’apparato industriale e da Palazzo Chigi questa cosa non gliela perdonano.

Marotta ieri ha parlato non da Marotta ma da un presidente di medio cabotaggio emanando solo tanta arroganza, forse sta perendo lucidità o è stato colto dal vivo (come faranno ora i suoi simulatori ai prossimi tuffi? Gli arbitri come reagiranno?).

Ma c’è un aspetto inquietante che l’opinione pubblica non ha voluto cogliere nel suo intervento di ieri, ve ne parlerò nel mio blog juventinocentoxcento.

Inaccettabile la mancanza di rispetto verso un simbolo dell’anti-mafia

Nel mondo reale, quello extra calcio, in quanti conoscono Marotta e in quanti Saviano? Marotta dichiara di non conoscerlo in modo sprezzante, mentre Saviano lo conosce bene.

Saviano può rimanere simpatico o antipatico, in Italia lo giudicano soprattutto per le tendenze politiche e, in effetti, quando parla di politica o di calcio per me non è credibile rispetto a quando fa il suo mestiere di giornalista d’inchiesta sulla malavita organizzata.

Ripeto, può essere simpatico o antipatico, ma nessuno perda di vista il ragazzo che ebbe il coraggio di pubblicare un’inchiesta per svelare al mondo l’esistenza dei casalesi, mettendo a rischio la sua vita e quella della sua famiglia. Ed è facile scrivere quando vivi a Milano o Torino, a Caserta o Napoli un po’ meno.

Ci vorrebbe più rispetto per chi ha svelato al mondo l’esistenza di una mafia così potente.

L’Italia è un paese civile?

In un paese civile, ma l’Italia evidentemente non lo è, se qualcuno avesse snobbato pubblicamente un simbolo dell’antimafia, avesse mancato di rispetto a un giornalista d’inchiesta che ha donato la sua vita e l’ha consegnata a una scorta fin da ragazzino, l’opinione pubblica si sarebbe fatta sentire, anche con toni molto duri. In Italia non è successo nulla. In Italia, l’opinione pubblica fa presto a inchinarsi ai potenti, va di moda l’inchino.

Denigrare e snobbare Saviano per quello che ha fatto è un comportamento molto grave, da irresponsabili sotto il profilo dell’etica civile.

Saviano andava solo riportato al ruolo di “macchietta” solo perché stava parlando di calcio, forse, con poca lucidità.

Io non stimo Saviano quando parla di calcio, emerge il suo lato tifoso (come La Russa e il Sindaco Sala del resto o i politici juventini quando parlano di pancia) e non è credibile. Come non è credibile quando parla del centro-destra, a volte esagera, si comprende che le sue idee politiche stanno forzando certi ragionamenti.

Ma lo stimo come giornalista (ho letto tutti i suoi libri), e da italiano penso di essere grato a uno dei pochi giornalisti che hanno coraggio di denunciare. Ce ne sono e meritano rispetto.

Il Marotta che conosciamo avrebbe dichiarato altro…

Un Marotta lucido se la sarebbe cavata con poco e con eleganza, rispedendo le accuse al mittente, avrebbe potuto dichiarare: “Saviano parla da tifoso e non è credibile, prendo le sue accuse come quelle di un tifoso che parla di pancia”.

Dichiarare: “Saviano? Non lo conosco, ci penseranno i miei avvocati” ci riporta indietro di decenni. Lasciamo perdere, Marotta è una persona intelligente e sono sicuro che avrà capito l’errore comunicativo.

Lo giudico uno scivolone mediatico e etico molto brutto, non degno del Marotta politico che, con abilità e diplomazia (tirando abilmente acqua al suo mulino) ha sempre brillato rispetto alla media dei dirigenti italiani. E’ sempre stato un dirigente con una marcia in più.

Ma la Marotta League sta infervorando più Napoli che Torino. Oggi sul Napolista rispondono al presidente dell’Inter e gli ricordano che da quando ha tuonato dopo Inter-Napoli (partita menzionata ieri in conferenza), il Napoli ha subito sette rigori contro. Che il buon Beppe abbia tutti contro oramai è evidente. Ci attendono mesi molto caldi, per fortuna sua, i partenopei sono fuori dalla lotta scudetto o ne avremmo viste delle belle.

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