Andrea Agnelli

Juve: spesi sul mercato €1,1 miliardi in 7 anni, (-287,5 milioni), tutti gli acquisti e costi

Il tentativo dei soliti nostalgici (e parlo anche dei giornalisti) è quello di scaricare le colpe di questa situazione inconcepibile che sta vivendo la (ex) real casa bianconera (ha speso più di tutti ma ha giocatori in rosa non da Juve, di medio-basso livello) solo sulle ultime due gestioni (Giuntoli e Comolli). Non che non siano state disastrose (il toscano e il francese non hanno giustificazioni) ma i problemi vengono da lontano, ovvero dal 2018.

In 7 anni il saldo negativo sul mercato è stato di oltre 287 milioni più tutte le commissioni a agenti (che spesso hanno sfiorato o toccato i 30 milioni anni). La cifra è iperbolica del denaro perso dalla Juventus per operazioni che non l’hanno mai rinforzata, tranne pochi casi. E i responsabili, vedremo certificando operazione su operazione, sono tutti coloro che sono in società dal 2018 in poi.

Sul mercato, in 7 anni, dalla stagione post Ronaldo (quando già pesava), è stata spesa una cifra complessiva di quasi 1,1 miliardi senza conteggiare le commissioni (che variavano da 20 a 30 milioni a stagione, fate i vostri conti…).

Quanto la Juve ha speso sul mercato in 7 stagioni

Cifre in euro, ecco le spese di mercato, post operazione Ronaldo (non è in questo conteggio):

– 2019-20 -235,3 milioni
– 2020-21 -162,8 milioni
– 2021-22 -141,6 milioni
– 2022-23 -124,4 milioni
– 2023-24 -95,4 milioni
– 2024-25 -201,4 milioni
– 2025-26 -137,4 milioni

Totale costi operazioni mercato Juve dal 2019 al 2026: – 1.098.000.000 euro

Secondo voi, su 1,1 miliardi di euro, i responsabili sono solo Giuntoli e Comolli o ci sono anche altri responsabili che hanno iniziato una crisi senza precedenti, facendoci sprofondare il bilancio?

I saldi del mercato sono i seguenti (considerando i ricavi da cessioni):

– 2025/26  Saldo -50,5 milioni
– 2024/25  Saldo -87,3 milioni
– 2023/24  Saldo -28,7 milioni
– 2022/23  Saldo -12,8 milioni
– 2021/22  Saldo -77,6 milioni
– 2020/21  Saldo -52,2 milioni
– 2019/20  Saldo -27,6 milioni

Saldo negativo in 7 stagioni: -281,5 milioni

Il problema è che sono stati acquistati giocatori da quarto-sesto posto ed è stato bruciato un patrimonio. Nessuno in Serie A ha speso come la Juve, senza contare gli ingaggi dei giocatori.

Oggi stiamo solo valutando i costi sul mercato e il fatto che non c’è stato un manager capace di essere all’altezza.

La slavina inizia dalla morte di Marchionne

E’ dalla morte di Marchionne che gran parte delle aziende Exor hanno sofferto e son gestite male da manager non all’altezza. La Juve è l’emblema principale.

Si è voluto cambiare manager dopo pochi mesi dalla dipartita del grande manager italo-canadese e i fatti oggi – a 8 anni di distanza – sono chiari.

Oltre ad aver perso peso politico (nel 2018 avevamo un consigliere in lega e FIGC e il presidente ECA e membro del Comitato Esecutivo UEFA), il disastro finanziario parte da lontano (e ve lo dimostreremo con i fatti ufficiali).

Ma c’è ancora chi difende coloro che ci hanno cacciato in questa situazione (e i manager che sono arrivati dopo non sono stati all’altezza).

I problemi nascono ben prima del 2023 (primo anno di Giuntoli nel quale siamo costretti a riscattare Locatelli e Kean per cifre iperboliche e non possiamo fare il mercato per via della squalifica e penalizzazione dei 100 milioni).

I problemi iniziano nel post acquisto Ronaldo e sul mercato da quel momento abbiamo preso giocatori costosissimi che non hanno reso. Il problema sono i manager che si sono rivelati tutti non all’altezza (per usare un eufemismo) ma scaricare le colpe solo sulle ultime stagioni è una versione miope e, secondo me, anche partigiana.

Si salvano solo Bremer, Kalulu e Thuram (più Yildiz)

L’unico è stato Bremer in otto anni a rivelarsi un acquisto, sopra i 40 milioni indovinato. Su Chiesa mi riservo di dire che l’infortunio ha avuto il suo peso.

Su tutti gli altri acquisti stendiamo un velo pietoso, tranne Kalulu e Thuram (rapporto qualità prezzo buono), oltre naturalmente ai giovani Yildiz, Soulé e Hujisen (gli ultimi due hanno portato preziose plusvalenze).

Il differimento dei costi negli anni successivi

Certe analisi superficiali sono volte solo a coprire i principali responsabili che hanno solo differito i costi negli anni successivi (proprio gli acquisti di Locatelli e Kean sono un esempio). Parlo di Agnelli, Paratici e Arrivabene: le operazioni sono state sproporzionate ai nostri fatturati e costosissime.

Gli scambi pianificati da Agnelli e Paratici hanno imbottito (negli anni successivi) i bilanci di costi d’ammortamento tossici. Pensiamo che Arthur (a bilancio per 85 milioni) lo stiamo pagando ancora ora, idem Milik.

I bonus a Vlahovic concordati nel 2023 e decisi di spalmare (con un preciso accordo con agente e giocatore) sono ancora oggi un costo rilevante a bilancio.

Per farvi capire i dirigenti dal 2019 al 2022 hanno agito come uno Stato che stampa moneta (e così fa esplodere l’inflazione svalutando tutto) o che accede al debito con titoli di stato con interessi notevoli che dovranno pagare le future generazioni (in questo caso dirigenze).

I veterani di oggi – che dovrebbero trascinare la squadra – sono stati acquistati nel biennio 2020-22 (McKennie, Locatelli, Cambiaso, Bremer). Solo il brasiliano è un giocatore (condizione fisica permettendo) che può ambire a traguardi ambiziosi, tutti gli altri sono calciatori da quarto posto (così insegna la storia e dicono i fatti).

Da salvare: gli investimenti sani sui giovani

E’ vero anche, come nota di merito, che lo stesso Agnelli, Paratici, Arrivabene e anche Cherubini (più Tognozzi) sono stati molto bravi nell’investire sui giovani che hanno, negli anni successivi, aumentato i ricavi da calciomercato.

Giusto sottolineare gli errori (in buona fede) ma anche le operazioni e gli investimenti sani e giusti che ci hanno permesso, insieme agli aumenti di capitale da oltre 1 miliardo, di non finire gambe all’aria.

Stagione 2019-20

Partiamo dalla stagione 2019/20, in un contesto già difficile con il Covid19 nella seconda parte e soprattutto gli oneri dell’operazione Ronaldo. Il disastro finanziario prosegue.

Gestione Agnelli-Paratici (tralasciando tutte le problematiche legali), pensiamo ai costi in bilancio (i dati sono ufficiali e sono riportati da Transfermarkt):

– De Ligt – 85,5 milioni
– Kulusevski – 39 milioni
– Danilo – 37 milioni (scambio parziale, a bilancio 37 milioni)
– Romero – 31,5 milioni
– Luca Pellegrini – 22,8 milioni (altro scambio, costo a bilancio folle)
– Demiral – 19,5 milioni
– Ramsey – 0 (ingaggio fuori parametro)
– Rabiot – 0 (ingaggio fuori parametro da 10 milioni a stagione quasi più un bonus alla firma di oltre 10 milioni)

Considerando tutte le operazioni (anche quelle non citate): a bilancio costi pluriennali per 235,3 (andranno tutti in ammortamento, stagione dopo stagione).

Totale ricavi da calciomercato: 208,4 (ricordiamo le plusvalenze da scambio che hanno aumentato questa voce ma anche gonfiato i costi di ammortamento degli anni successivi).

Stagione 2021/22

Gestione Agnelli – Paratici, Pirlo non aveva voce in capitolo sul mercato ma gli fu permesso di scegliere Chiesa:

– Arthur 80,6 milioni (il famoso scambio con Pjanic, in bilancio un costo folle)
– Rovella 26 milioni (nota bene: il giocatore era in scadenza e a gennaio ci siamo accollati 26 milioni con gli scambi con il Genoa pur di registrare plusvalenze, quando potevamo prenderlo a zero)
– Morata 20 milioni (spesa del prestito dai dati ufficiali)
– Mandragora 15 milioni
– Chiesa 12,6 milioni (spesa per il prestito)
– McKennie 4,5 milioni (spesa per il prestito)
– Gori 3,2 milioni (!)

Totale costi a bilancio (in ammortamento) 162,81 milioni più da mettere in conto il riscatto dopo due stagioni di Chiesa a oltre 40 milioni e di Mckennie a 21,9 milioni. Si sfonda il muro dei 220 milioni.

Totale entrate da calciomercato: 110 milioni (stesso discorso sulle plusvalenze da scambio)

C’è da sottolineare che il contesto è già difficilissimo con gli effetti dell’ operazione a bilancio di CR7 e il Covid19, ma la società non si tira indietro e opera un’operazione clamorosa come quella di Chiesa (alla fine il totale dei costi con bonus e commissioni supera i 60 milioni di euro). Nell’anno successivo, come vedremo, quella di Vlahovic.

La pandemia quindi non può essere una giustificazione, semmai un campanello d’allarme rimasto inascoltato.

Stagione 2021/22

Gestione Agnelli, Arrivabene, Allegri-Cherubini

– Vlahovic 83,5* milioni
– McKennie 21,9 milioni (riscatto, operazione di Paratici)
– Zakaria 11,3 milioni
– Gatti 9 milioni
– Kean 7 milioni (per il prestito)
– Kaio Jorge 7 milioni
– Locatelli (prestito, la mazzata arriverà due anni dopo con il riscatto a bilancio)

Totale costi a bilancio 141 milioni (tutto in ammortamento nelle stagioni successive e con gli oltre 34 milioni di Locatelli ancora da inserire.

Teniamo conto che ci sono anche i 21,9 milioni di Mckennie voluto da Paratici, ma anche i quasi 20 milioni di Vlahovic tra commissioni e bonus che stiamo ancora pagando. C’è poi da pagare negli anni futuri Kean per 30 milioni (riscatto dal prestito) per una cifra priva di logica per quel momento.

Considerando i 64 milioni di riscatti più i quasi 20 milioni di bonus e commissioni di Vlahovic sono altri 84 milioni da aggiungere ai 141 milioni siamo a 223 milioni sottratti però i soldi per il riscatto di Mckennie (voluto da Paratici e riscattato per 21,9 milioni) sono 210 milioni di costi sanciti dalla coppia Allegri-Cherubini che aveva mano libera sul mercato, solo il primo anno. Ma le perle continuano.

Totale entrate da cessioni: 64 milioni.

Stagione 2022/23

Gestione Agnelli, Arrivabene, Allegri, Cherubini

L’anno dei giocatori rotti o demotivati ma anche di un importante colpo:

– Bremer 46,9 milioni (si può dire l’unico acquisto costoso indovinato per rapporto costi-benefici in 8 anni?)
– Chiesa 44,6 milioni (riscatto dell’operazione di Paratici)
– Cambiaso 15 milioni
– Kostic 14,7 milioni
– Paredes 2,5 milioni (spesa prestito più ingaggio monstre)
– Milik 0,7 milioni (prestito, ma le condizioni del giocatore fisiche non offrono tante garanzie)
– Pogba 0 (commissione alla firma oltre 10 milioni, ingaggio super e anche le sue condizioni fisiche non offrono garanzie)
– Di Maria 0 (ingaggio super)

Totale costi 124 milioni (ma grava il riscatto di Chiesa e un monte ingaggi mostroso), la cifra non tiene conto però delle commissioni onerose dei parametri zero.

Totale entrate: 111,5 milioni

Stagione 2023/24

La stagione del commissariamento con Scanavino-Elkann, Manna ds, Giuntoli arriverà l’1 luglio e farà le operazioni Weah, Djalo, Alcaraz ma avrà nel primo anno pochissimo margine di manovra.

Allegri è l’allenatore ma ha poca voce in capitolo sul mercato: solo per la conferma di Rabiot che rinnoverà mentre prova a cedere a tutti i costi Vlahovic per ingaggiare Lukaku. Ma le due operazioni non vanno a buon fine. L’allenatore livornese vuole anche Berardi ma il Sassuolo non lo molla.

I costi:

– Locatelli 36,4 milioni (riscatto)
– Kean 30 milioni (riscatto)
– Weah 11 milioni
– Milik 7,3 milioni (riscatto)
– Djalo 5,3 milioni
– Carlos Alcaraz 3,8 milioni (prestito)

Considerando tutte le operazioni (anche minori) si arriva a costi per 95 milioni (soprattutto per i riscatti di Locatelli, Kean e Milik).

Totale entrate da mercato: 66,7 milioni

Stagione 2024/25

Gestione Elkann-Scanavino-Giuntoli più Motta che ha parecchia voce in capitolo: la sua volontò è decisiva per volere a tutti i costi Koopmeiners. Con lui vengono valorizzati Savona e Mbangula più mette al centro del progetto Yildiz ma vuole il taglio di Hujisen e Chiesa. Vuole la conferma

– Koopmeiners 58,4 milioni
– Douglas Luiz 51,5 milioni (scambiato ma a bilancio va quella cifra)
– Thuram 20,6 milioni
– Alberto Costa 13,8 milioni
– Cabal 12,8 milioni
– Conceicao 9,8 milioni (spesa prestito senza obbligo o diritto)
– Nico Gonzalez 8,4 milioni (spesa prestito con obbligo)
– Di Gregorio 4,8 milioni (spesa prestito con obbligo)
– Adzic 7,2 milioni
– Veiga 4 milioni (prestito senza obbligo o diritto)
– Kelly 3,8 milioni (prestito con obbligo)
– Muani 3,6 milioni (prestito senza obbligo o diritto)
– Kalulu 3,3 milioni (prestito con diritto)

*(in realtà tra commissioni agli agenti più bonus al giocatore e alla Fiorentina, a leggere i comunicati stampa ufficiali, si arriva quasi a 100 milioni)

Totale costi 201 milioni (in ammortamento) più i futuri riscatti di Kalulu, Di Gregorio e Kelly.

Ricavi da cessioni. 114 milioni di euro

Stagione 2025/26

Gestione Elkann-Comolli-Chiellini:

– Conceicao 32 milioni (decisione di Comolli, non c’era alcun obbligo)
– Nico Gonzalez 28,1 milioni (riscatto obbligatorio, operazione Giuntoli)
– Kelly 17,2 milioni (riscatto obbligatorio, operazione Giuntoli)
– Zhegrova 15,2 milioni
– Kalulu 14,3 milioni (riscatto spontaneo, operazione Giuntoli)
– Di Gregorio 14,3 milioni (riscatto obbligatorio, operazione Giuntoli)
– Joao Mario 12,6 milioni (operazione di scambio ma costo a bilancio)
– Openda 3,3 milioni (prestito, il riscatto obbligatorio di fatto è a 42 milioni)
– David 0+12 milioni (commissioni)
– Holm (prestito)
– Boga (prestito)

Totale: 137,3 milioni di costi con le commissioni di David 149,3 milioni

Costi ascrivibili a Comolli: Conceicao, Zhegrova, Openda, David, Joao Mario, considerando gli obblighi di riscatto futuri arriviamo a o milioni siamo a oltre 100 milioni, se invece non calcoliamo il riscatto di Openda siamo a 59,9 milioni. Ma il riscatto c’è da pagare nei prossimi anni purtroppo.

Totale ricavi da cessioni: 87 milioni.

Saldo mercato Juve dal 2019 al 2026: -281,5 milioni

Ufficialmente (dati transfertmark senza contare commissioni e bonus che sono stati rilevanti, quindi dati netti) i saldi dei calciomercati degli ultimi anni:

– 2025/26  Saldo -50,5 milioni
– 2024/25  Saldo -87,3 milioni
– 2023/24  Saldo -28,7 milioni
– 2022/23  Saldo -12,8 milioni
– 2021/22  Saldo -77,6 milioni
– 2020/21  Saldo -52,2 milioni
– 2019/20  Saldo -27,6 milioni

Saldo negativo in 7 stagioni: -281,5 milioni

Sono tutti responsabili (in buona fede)

Ricordatevi però che il giochino è sempre stato quello di posticipare i costi rilevanti dal 2019 in avanti, quindi giudicare dai numeri la singola stagione non ha senso. Considerate che nelle stagioni 2019/20 e 2020/21 (sotto la gestione Agnelli-Paratici) sono state caratterizzate con saldi relativamente contenuti per via delle plusvalenze da scambio che abbiamo pagato poi con quote di ammortamento significative (per non dire devastanti) negli altri cinque anni e che stiamo ancora pagando. Troppo facile addossare la colpa solo ai dirigenti attuali o recenti che non hanno operato bene, ma non possono pagare il conto per tutti.

Ha senso il dato complessivo, ovvero un saldo negativo di 281,5 milioni ai quali devono aggiungersi le commissioni per agenti e soprattutto intermediari (che in alcuni anni arrivano a 30 milioni a bilancio), bonus ai calciatori. La cifra supera i 300 milioni alla grande. Considerando che queste 7 stagioni sono coincidenti o successive a un’operazione onerosissima come quella di Cristiano Ronaldo, possiamo capire perché 1 miliardo di ricapitalizzazioni non sono bastate a sanare un bilancio che ancora oggi, quando lo si legge, soprattutto per la parte patrimoniale fa accendere la spia rossa.

Inoltre, tenete conto che i ricavi (le entrate da calciomercato) derivano soprattutto dalla vendita-svendita dei nostri giovani, senza quegli investimenti (in questo caso lungimiranti di Agnelli, Paratici, Cherubini, bisogna anche sottolineare i meriti e non solo i demeriti) sui giovani avvenuti negli anni passati, la Juventus non si sarebbe potuta permettere certe operazioni.

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