Il futuro di Spalletti, di Comolli e della Juventus raccontato da… Comolli!

C ‘è chi dà il rinnovo di Luciano Spalletti a un passo (fino al 2028), del resto lo stesso Damien Comolli, dopo lo speech di ieri a Londra durante il Financial Times Business of Football Summit, ha confermato di essere molto spallettiano, almeno a parole:

“Abbiamo bisogno di continuità, dobbiamo tenere lo stesso allenatore e la stessa strategia per più tempo, perché abbiamo avuto 7-8 allenatori diversi negli ultimi anni e la squadra sta diventando unita grazie al lavoro di Spalletti: siamo sulla strada giusta, serve continuità per avere successo” .

Comolli, come Spalletti, indica la strada dell’identità. Sembra esserci sintonia.

Comolli buon dirigente, ma il mercato è un’altra cosa…

Mia opinione personale: Comolli è un dirigente apicale che sa comunicare molto bene, potrebbe rivelarsi anche un buon organizzatore (è tutto da scoprire da questo punto di vista), è uno dei pochi dirigenti che dal 2006 ha il coraggio di parlare di arbitri (lo faceva solo Marotta) ma sinceramente sul mercato non lo farei operare, darei la delega a un altro dirigente o a Spalletti come stratega e Ottolini come esecutore (con carta bianca anche sul mercato dei giovani).

Dal punto di vista politico invece, Comolli, non mi sembra molto adatto a sporcarsi le mani con le meretrici del calcio italiano e della politica. Anche perché la proprietà ha perso qualsiasi potere a livello nazionale. Quindi, avendo le spalle scoperte e non conoscendo gli equilibri e i giochini sporchi che sono all’interno del “palazzo”, con continue lotte di potere, è senza dubbio tagliato fuori. Almeno ad oggi.

Gli arbitri

In ritardo il manager francese ha parlato di arbitri: “Non mi sono ancora ripreso dalla partita e penso che mi ci vorranno anni per farlo. Cercherò di non farmi sospendere anche dalla UEFA, visto sono già squalificato dalla Federazione italiana dopo quello che è successo contro l’Inter. La decisione dell’arbitro sull’espulsione di Kelly, però, è stata assolutamente frustrante. Quel direttore di gara aveva arbitrato solo 10 partite di Champions nella sua carriera. Mi chiedo come sia possibile mandarlo a dirigere una partita con così tanto in gioco. E dopo un rosso incredibile… Siamo fuori dalla Champions”.

Comolli non tira in ballo direttamente Rosetti e tutto l’apparato arbitrale UEFA, ma li tira per la giacchetta con i fatti: come è possibile fare una designazione del genere con un arbitro talmente inadeguato?

Ma siamo sempre sul punto: bisogna parlare dopo la partita anche per orientare la discussione sui torti. Se rimaniamo in silenzio, vigliaccamente continueranno a prendere decisioni contro di noi, nella consapevolezza che sbagliare contro la Juventus è conveniente sia a livello politico che mediatico.

Continuità con Spalletti

Ma torniamo al punto: Damien conferma di Spalletti, avanti con lui. Comolli indica la strada dalla “continuità” per tornare a vincere e non ha tutti i torti:

“Penso – risponde il manager francese – che la continuità nel nostro progetto sarà fondamentale. Penso che la squadra stia trovando amalgama e che si stia amalgamando grazie al contributo di Luciano Spalletti. Quindi, se dovessi usare una parola, è continuità ovunque. Continuità nell’allineamento, continuità nello stile di gioco, continuità con i giocatori che stanno mostrando quanto sono bravi con le prestazioni. Ed è probabilmente ciò di cui abbiamo bisogno se vogliamo avere successo”.

Anche perché senza continuità e identità, il sistema dei dati non può consolidarsi e funzionare è uno dei presupposti della metodologia “moneyball”. Puoi individuare gli acquisti anche sottovalutati dal mercato, a condizione che siano funzionali al tuo progetto.

Facciamo chiarezza sugli acquisti estivi

Parliamoci chiaro: gli acquisti estivi di Comolli non hanno reso minimamente, ma non si può parlare di giocatori scarsi. Bisogna essere coerenti con i giudizi della scorsa estate. Il problema è che tutti quei giocatori sono disfunzionali al progetto. Joao Mario è scarso? Uno che ha giocato 80 partite nel Porto da titolare non può essere scarso. E nel contesto favorevole lo sta dimostrando a Bologna. Ma lo stesso discorso vale per David o Openda. Come ha detto più volte Spalletti sono “due seconde punte”. Come puoi però prendere due giocatori del genere quando giocavi (e giochi) a una punta?

Mi piacerebbe vedere David in coppia con Vlahovic almeno una partita. Idem Openda.

Inoltre, sono acquisti che dal punto di vista caratteriale hanno quella personalità da Juventus? Altro dubbio, certezze che i dati non possono darti.

Comolli e Spalletti

Comolli e l’analisi dei dati

Comolli sui dati però è intransigente (e questo aspetto mi preoccupa, perché i dati sono importanti solo in fase di prima analisi):

“Una partita non dovrebbe cambiare il modo in cui pensiamo. Ed è anche per questo che usiamo i dati, perché i dati ci aiutano a prendere decisioni razionali in un ambiente incredibilmente emotivo e irrazionale, che è lo sport di alto livello. E dico sempre alle persone che siamo pagati per fornire emozioni, siamo pagati per creare emozioni e siamo pagati per non avere emozioni quando prendiamo decisioni”.

“E dobbiamo costantemente controbilanciare questo. Ieri siamo stati un business dell’intrattenimento e ieri è stata la più grande emozione che abbia visto in uno stadio da molto tempo, come ho detto. Ma la mia impressione, dopo la partita di ieri, mentre tornavo a casa in macchina, è stata che abbiamo una buona squadra. Quindi restiamo calmi e pensiamo a cosa possiamo aggiungere a quella squadra per provare a vincere il campionato l’anno prossimo”.

“Restiamo semplicemente calmi. Sappiamo di avere la squadra, sappiamo di avere i giocatori, sappiamo di avere l’infrastruttura e tutto per vincere”.

Tra dati e giocatori d’esperienza

Ripeto il concetto: i dati come prima analisi vanno benissimo, ma poi c’è tutto il resto. I nuovi acquisti devono essere funzionali al piano dell’allenatore (fino a ora, nei due mercati – estivo e invernale – non si è tenuto conto delle esigenze del tecnico), devono avere caratteristiche peculiari e soprattutto devono avere personalità e esperienza. Abbiamo tanti giovani da far maturare come Yildiz, Adzic (ha sbagliato mercoledì ma ha importanti qualità, deve dimostrare anche di avere mentalità vincente), altri non più giovanissimi ma emergenti come Conceicao e Thuram.

Servono giocatori esperti di personalità in campo e oggi, abbiamo una lista lunghissima di questi calciatori che sono a parametro zero, ne servono almeno due o tre da inserire, alla faccia anche dei dati.

Comolli ha parlato anche di grandi acquisti e investimenti. Una frase che non mi scalda dopo aver visto, dopo la nostra inchiesta sul blog, che abbiamo speso sul mercato dal 2019, la bellezza di 1,1 miliardi per rimanere con un pugno di mosche in mano.

Comolli può fare l’amministratore delegato, ha tutte le qualità per svolgere nel migliore dei modi il compito, ma deleghi il mercato a Spalletti e al suo direttore sportivo Ottolini.

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