Chiamiamola come vogliamo: sliding doors, bivio, snodo, resa dei conti.
Per mesi abbiamo raccontato la storia di un matrimonio finito, defunto. Di una Juventus pronta a salutare Dusan Vlahovic alla prima offerta utile. Di un centravanti diventato simbolo di un passato salariale che non combacia più con il nuovo corso.
Poi il serbo è entrato in regime di svincolo (oggi può firmare con chiunque) ma le offerte non sono arrivate, tanti club sono scappati anche per le commissioni richiesta dal suo agente Ristic (famoso per le sue richieste alle squadre, alla Juventus costò una fortuna il trasferimento dalla Fiorentina).
E invece oggi la domanda torna di moda: Vlahovic può restare?
La risposta, sorprendentemente, è sì ma come hanno certificato le fonti interne del nostro amico Stefano Amarezza di You Ventus TV “è una trattativa difficile”
Oggi la sua riconferma non dipende dai goal o dal campo ma dai procuratori, agenti e intermediari.
Il vero nodo: non è tecnico, è contrattuale
Se prima il divorzio pareva annunciato, con Luciano Spalletti, il destino di Vlahovic non è più così scontato. Il tecnico di Certaldo è rimasto molto deluso dal mercato di gennaio, ha capito che non ci sono né risorse né uomini capaci di portare attaccanti di livello internazionale alla Juventus. E allora…
L’allenatore ha bisogno di:
👉un riferimento centrale potente che, spalle alla porta faccia salire la squadra
👉un terminale offensivo
👉un giocatore che occupi l’area
E oggi, al netto dei limiti e delle discontinuità, quel giocatore esiste.
Il problema non è il campo, non riguarda la scelta tecnica (Spalletti ha deciso, vuole lui). Il problema è il contratto.
La Juventus vuole abbassare il monte ingaggi e riportare il serbo dentro parametri sostenibili.
Vlahovic, dal canto suo, non intende accettare un ridimensionamento senza contropartite.
Senza un ridimensionamento del suo stipendio non ci sarà budget per fare un minimo di mercato, con i rinnovi di Yildiz, McKennie e probabilmente Locatelli (più Spalletti), il monte ingaggi è già bello saturo, difficile ricavare risorse da quel budget per trasferirlo al fondo “acquisti”. Molto dipenderà dai riscatti di Nico Gonzalez e Douglas Luiz o la società si ritroverà senza risorse per via del Fair Play finanziario (i ricavi sono diminuiti e la spesa per ingaggi+ammortamenti passerà dall’80% al 70% per regolamento).
E qui entra in gioco il vero protagonista della storia.
Il “blocker” Ristic
Darko Ristic non è solo un procuratore. È stato, fin dall’epoca fiorentina, il custode della traiettoria economica e della carriera di Vlahovic.
E oggi rappresenta:
👉 la continuità con il passato
👉 la difesa del vecchio status salariale
👉 il principale ostacolo a un compromesso rapido
Non è un mistero che in ambienti juventini venga visto come il “blocker” della trattativa. Ma anche al Milan. Ristic a casa Milan è rimbalzato. La proprietà di Red Bird non gradisce pagare commissioni agli agenti, per questa ragione la trattativa si è subito arenata, nonostante la volontà di Allegri.
Però, secondo Criscitiello, Allegri sta meditando l’addio al Milan. Oppure è solo una mossa per mettere pressione alla dirigenza rossonera, in particolare a Furlani. E qui potrebbe irrompere sulla scena un suo grande amico (e suo agente): Giovanni Branchini.
Ristic ha sempre lavorato per massimizzare il valore del suo assistito. E accettare una revisione al ribasso significherebbe, di fatto, certificare un ridimensionamento ma anche due anni di trattative fallite.
L’ipotesi Branchini
Ed è qui che il vento cambia. Nelle ultime settimane ha iniziato a circolare, con insistenza crescente, il nome di: Giovanni Branchini. E’ stato suggerito da Max al calciatore? Allegri ha un filo diretto con il serbo, nonostante nel 2023 voleva venderlo a ogni costo per prendere Lukaku.
Branchini (procuratore anche di Miretti oltre che di Allegri) è un agente bravo nel costruire ponti, trovare compromessi e chiudere operazioni politiche prima che economiche.
Se Allegri gode di buona stampa è anche grazie a lui. Se Branchini prenderà in mano il fascicolo Vlahovic lavorerà per il Milan (per conto di Max, la soluzione più logica) oppure della Juve? O del Barcellona?
Guardate che non si tratta solo di un eventuale cambio di agente. Si tratterebbe di un cambio di approccio.
E’ probabile che Vlahovic non voglia fare la fine di Rabiot, suo ex compagno che rifiutò un’offerta da 8 milioni di Giuntoli (con la madre procuratore che chiese al rinnovo un maxi bonus) per poi trovarsi disperato dopo 3 mesi a firmare per il Marsiglia da free agent con il mercato già chiuso per circa 3 milioni (al Milan oggi ne guadagna circa 3,5).
Con Branchini, le trattative potrebbero sboccarsi.
La nuova Juventus ha bisogno di soluzioni, non di rotture
La dirigenza non vuole uno scontro con il calciatore però vuole sostenibilità, continuità tecnica (che però porterebbe in modo inevitabile ad avere una squadra da 70 punti circa, da quarto posto al massimo…) e stabilità progettuale.
E la permanenza di Vlahovic, a cifre rimodulate, rappresenterebbe una soluzione ideale per Spalletti. Non ci sono 60 milioni da investire in un attaccante e non serve ripartire da zero. Vediamo con Openda e David i problemi di ambientamento.
Ricordiamoci che il costo annuale di un calciatore non si calcola solo con l’ingaggio lordo ma anche con le quote di ammortamento annuali. In questo bilancio Vlahovic peserebbe per 24 milioni di ingaggio lordo più altri 20 di ammortamento, circa 44 milioni.
Se dovessimo andare a prendere un top attaccante, per assurdo, arriveremo a un costo annuale molto simile. In caso di rinnovo di Vlahovic peserebbe l”ingaggio lordo più una commissione spalmata su 4/5 anni. Di fatto la Juve risparmierebbe quasi 30 milioni annui, se il serbo accettasse una “formula Yildiz”, circa 6 milioni netti più bonus.
I due scenari
Se resterà Ristic, la trattativa sarà lunga e complicata, molto probabilmente si arriverà a una fumata nera o grigia.
Se entrerà Branchini, la strada potrebbe improvvisamente aprirsi o chiudersi in modo improvviso considerando l’ipotesi Milan e Allegri sullo sfondo.
Certo, la Juve potrebbe giocare d’anticipo perché c’è il rischio di non andare in Champions. In quel caso mancherebbero ancora più risorse e appeal per convincere un top attaccante a venire a Torino. Vlahovic potrebbe essere quindi la soluzione più concreta.
Può restare davvero?
Sì ma sarà difficile. La trattativa è considerata difficile. Sarà una scelta di governance che coinvolgerà anche Elkann, come nel 2021.
E come spesso accade nel calcio moderno, il destino di un numero 9 si decide molto prima del calcio d’inizio.
