Se il Como batte il Pisa (la Roma invece il Lecce), stasera la Juve è a -3 dai lariani e dal quarto posto con gli scontri diretti a sfavore. Tradotto: dovremmo rimontare 4 punti su 24 a disposizione. Vorrebbe dire doverle vincere quasi tutte, ma diventa quasi un’impresa immaginarlo se pensiamo che questa Juve ha perso punti in casa con Lecce e Sassuolo, è stata piegata a Cagliari. Sempre con il solito canovaccio e i soliti errori.
Due rigori sbagliati che ci costano proprio 4 punti. Non abbiamo un rigorista all’altezza, ogni volta che si batte un rigore, dal dischetto c’è confusione. Decide sempre Locatelli chi lo deve battere?
6 stagioni, soliti errori
I fatti dicono che si ripetono troppo spesso i soliti errori dal 2020 a oggi, parliamo di 6 stagioni nelle quali non lottiamo per lo scudetto neanche avvicinandosi un minimo.
L’approccio ieri di diversi calciatori non è parso all’altezza: Bremer, Cambiaso, McKennie, Thuram, Locatelli, hanno giocato con troppa supponenza e superficialità. E quando regali mezza squadra agli avversari questi sono i risultati. Inaccettabile con una partita a settimana.
Ciclo più perdente della storia della Juve dal 1970
Noto troppa presunzione dentro e fuori dal campo. Ragazzi, chiariamo le cose: se analizziamo i fatti storici, questi calciatori fanno parte del ciclo più PERDENTE della storia della Juventus.
Solo dal 1987 al 1989 hanno fatto peggio, ma era la Juve del post Platini, con la Fiat in crisi e dopo 15 anni di dominio non solo in Italia ma anche in Europa.
E nel 1990, con grande umiltà sia dell’allenatore che dei calciatori, un gruppetto di uomini sottovalutati riuscì a vincere la Coppa Uefa (vi partecipavano le seconde, terze e quarte dei top campionati…) e la Coppa Italia. Con una società juventina fino al midollo. Oggi è lo stesso? Ho i miei dubbi.
Tre stagioni dopo si rivinse la Coppa Uefa. Poi iniziò il ciclo di Lippi e della Triade.

Come fu ribaltata la rosa del post farsopoli
Post farsopoli, nonostante la serie B, dopo 5 stagioni abbiamo rivinto il campionato, 4 stagioni di Serie A (con un secondo e un terzo posto più due settimi). Chiellini, Marchisio, Del Piero e Buffon facevano parte di quel ciclo difficile ma poi si sono rifatti con gli interessi. La condizione è stato però un cambio di dirigenza che ha fatto pulizia eliminando mezza squadra (da Amauri in giù).
Arrivarono Marotta (consigliato da Marchionne) e Paratici più un presidente ambizioso al tempo come Andrea Agnelli che ruppe la gestione del cugino con discontinuità anche nelle scelte ma soprattutto nelle motivazioni e fino al 2018 sbagliò poco o nulla. Poi con la rottura con Marotta non ne ha indovinata più una neanche lui.
Il gruppo dirigente scelse di salvare i tre campioni del mondo in rosa (Buffon, Del Piero e Barzagli), ve ne aggiunse dopo una stagione un altro (Pirlo) e preservò due giovani promettenti come Marchisio e Chiellini. Tutto il resto fu tagliato.
Sostenere che la Juventus sia cambiata solo con 4 innesti e sia tornata a vincere è un falso storico.
Una rivoluzione in tre mercati
E’ sbagliato però sostenere che il salto in alto di quella Juve arrivò in un mercato con quattro innesti. Ci sono volute tre sessioni di mercato decisive (due estive e una invernale).
In due anni con un notevole sforzo sul mercato (Bonucci, Vidal, gli stessi Pirlo e Barzagli, Vucinic, Lichtsteiner, Quagliarella e Matri) venne ribaltata la rosa e si scelse un allenatore motivatore. Fu vera rivoluzione attuata in due stagioni e con un allenatore motivatore con la fame.
Oggi abbiamo solo l’allenatore ma abbiamo una dirigenza all’altezza di rivoluzionare una rosa e in due stagioni riportarci in alto?
Dal 2021 c’è un gruppetto perdente
Siamo nel 2026, è da 5 anni che non si vince nulla e molti giocatori sono alla Juve dal 2021. Vorrà dire qualcosa questo dettaglio? Questi sono fatti e non opinioni.
E c’è anche un’aggravante: questo gruppo oltre a essere perdente, non mi sembra neanche molto aperto a accogliere nel migliore dei modi i nuovi: da Koopmeiners, Douglas Luiz, Openda e David, come mai non si sono mai ambientati?
Spalletti ieri ha gestito bene il match o è stato più bravo Grosso?
Altri interrogativi. L’allenatore ha preparato bene la partita? Ha gestito bene i cambi? Io sono uno spallettiano ma non ho fette di prosciutto davanti agli occhi. Ieri ha sbagliato nel preparare bene il match anche a livello motivazionale se 5 calciatori hanno cannato così la partita. I cambi non mi sono sembrati convincenti, l’inserimento degli attaccanti fuori timing.
Ricordo che Grosso ha dovuto gestire un Sassuolo con parecchi assenti per via dell’epidemia.
Troppo presuntuosi?
Percepisco nell’aria troppa presunzione: dalla dirigenza fino all’ultimo calciatore, compreso lo staff tecnico. Il quarto posto lo davano quasi per scontato quando non è scontato affatto.
Le vere Juventus non sbagliavano mai l’approccio a queste partite.
Oggi invece si pareggia 1-1 con il Sassuolo in casa e i nostri giocatori vengono applauditi dallo Stadium. Non meritavano neanche i fischi per l’impegno di 6/7 elementi, ma il silenzio era la soluzione consigliata.
Abbiamo un punto in meno rispetto alla stagione (disastrosa precedente). Era difficile fare peggio ma i nostri dirigenti ci sono riusciti.
Mercato sbagliato ora arriva il conto da pagare
E’ stato sbagliato il mercato, come puoi pretendere di farla franca ogni anno? Ma Comolli e Chiellini chi li ha messi lì? Che curriculum avevamo per meritare la Juve? Sono le scelte estemporanee e poco sensate di Elkann che sta gestendo questa società con l’unico obiettivo di arrivare ai soldi della Champions.
Con il Sassuolo era una finale, finale giocata fino all’1-0 poi ci siamo addormentati e abbiamo gestito una fase difensiva in maniera inguardabile con almeno 5 giocatori “sulle nuvole”.
Il Sassuolo prima dell’1-1 ha avuto tre palle importanti per pareggiarla. La fase difensiva ci aveva spaventato a febbraio (quasi 3 goal di media subiti a partita).
Spalletti doppia faccia: male la fase difensiva
Oggi non ci fa stare tranquilli. Spalletti mi ha convinto nella gestione della fase del possesso ma non mi sta assolutamente convincendo in quella di non possesso. Da novembre a oggi non ho visto miglioramenti, solo fragilità.
Certo, non sta allenando fenomeni, questo è chiaro ma ci vuole più umiltà e consapevolezza dei propri mezzi da parte di tutti, Spalletti deve cercare di essere spietato nelle sue analisi e comprendere i limiti di questi calciatori e invece insiste con Cambiaso, non cambia giocatori spremuti (McKennie), non dà una ridimensionata a Locatelli che ha oramai uno strapotere dentro e fuori dal campo.
Si atteggiano tutti da fenomeni ma non lo sono, questo dice la storia. Dal 1970 in poi, questo è il gruppo più perdente di tutti.
L’equivoco: giocatori da 10/15 partite non sono da Juve
La sensazione è che stiamo parlando di calciatori che fanno 10-15 partite l’anno buone e la piazza (oramai abituata alla mediocrità nelle prestazioni e negli obiettivi) si esalta e li esalta e così fa male a se stessa.
I tifosi, giornalisti e dirigenti hanno perso di vista la storia di questa squadra: i giocatori DA Juve fanno 38 partite buone. Non 10/15. Questa è la differenza abissale che non ci ha permesso in 6 anni di lottare in modo serio per lo scudetto. Neanche sfiorare questa utopia.
