Juventus: un gioco più grande di noi, tra Super Lega e QatarGate

La Juve è finita nella guerra geo politica-calcistica tra Stati Uniti e Qatar, la vendita del 54% delle azioni nel 2024 non è utopia ma Exor può rimanere al comando. La voce del consorzio arabo non è credibile per il ruolo di JP Morgan. L’influenza qatariota sulle istituzioni europee è palese e favorisce la UEFA (vedi sentenza su Superlega).

La Juve ha le spalle grosse grazie a una multinazionale come Exor che registra ogni anno profitti miliardari ed ha come presidente un uomo, Ajay Banga, candidato a diventare presidente della Banca Mondiale, ma il club torinese è finito in un gioco politico molto pericoloso. Per farvi capire a cosa mi riferisco dobbiamo riavvolgere il nastro al lontano 2009 quando Joseph Blatter, tra lo stupore generale, annunciò l’assegnazione dei Mondiali a Russia (2018) e Qatar (2022), bruciando la candidatura degli Stati Uniti che erano i favoriti principali. Barack Obama che aveva scommesso molto su quel evento, si sentì preso in giro, convocò i vertici dell’FBI di indagare per corruzione dei membri dell’Esecutivo. Alla fine la FIFA aveva dato un vero e proprio schiaffo in faccia all’amministrazione Obama, assegnando la competizione al suo peggior nemico (Putin) e sbeffeggiandolo con il “piccolo” ma ricchissimo Qatar.

La Fifa di Blatter e la vendetta di Obama

Blatter era consapevole che tutto ciò fosse un errore quasi fatale: era favorevole alla candidatura a stelle e strisce ma alcuni suoi membri dell’esecutivo (palesemente corrotti come vedremo in seguito) lo costrinsero a sposare la causa qatariota. Platini fu spinto dal suo presidente Sarkozy ad allinearsi (e proprio in quel momento è nata l’operazione PSG-Qatar) e gli è costato la presidenza della FIFA.

L’affare tra Francia e Qatar era ed è grosso e riguarda anche vendita di armi e gas, non riguarda solo il soft power quatariota sull’opinione pubblica europea.
Sappiamo tutti che fine ha fatto la FIFA di Blatter, così come membri dell’esecutivo (anche di cittadinanza statunitense) ed è andata in fumo la carriera da dirigente sportivo di Le Roi Michel (entrambi sono stati assolti da un tribunale svizzero di recente dall’accusa di traffico di influenze e corruzione).

L’influenza qatariota verso le istituzioni UE e la UEFA


Dal 2009 al 2022 non è cambiato nulla e siamo passati al QatarGate con la corruzione di diversi membri euro-parlamentari (compresa la vice presidente greca dell’EuroParlamento Kailli e alcuni politici influenti italiani) ma è un affare ancor più grosso, è la punta di un iceberg che devono insabbiare in nome del gas e del petrolio.

Sono solo coincidenze, ma è sotto la luce del sole la forte alleanza tra Qatar e la UEFA di Ceferin così come l’alleanza del presidente del massimo organismo calcistico europeo con la Commissione europea. Il nuovo presidente dell’ECA è anche il numero uno del PSG, il qatariota Nasser Al-Khelaïfi, regista dell’assegnazione della Coppa del Mondo nel suo paese e proprietario di Bein Media Group che nel giugno del 2021, per pura coincidenza, pochi mesi dopo la sua nomina da presidente dell’ECA e dello scoppio dello “scandalo” SuperLega, ha siglato un accordo con la UEFA di Ceferin dal valore di 600 milioni di euro, per la trasmissione per tre anni, degli incontri di Champions League in Asia. W il calcio del popolo.

Perché il Qatar oggi è strategico per la UE


C’è un enorme conflitto di interessi ma a tutti sta bene così. Con lo scoppio della guerra in Russia e l’embargo al gas che viene dall’est, l’Europa ha un estremo bisogno di prodotti energetici e con l’alleanza tra Arabia Saudita e Putin (presso l’OPEC , determinando il prezzo del gas e del petrolio alle stelle), proprio il Qatar è diventato un alleato strategico.
La storia dell’Occidente insegna: fin quando “servi” (come è successo con Gheddafi) va bene tutto, il giorno che gira il vento, cambia anche la direzione della storia e il tuo destino. Si possono riassumere così secoli di storia e il complesso rapporto tra gli Stati Uniti e l’Europa con i paesi arabi ma anche con l’Europa dell’est. A Putin è stato consentito di invadere la Georgia (proprio nel 2009) e la Crimea nel 2014, ma quando gli USA hanno raggiunto l’autosufficienza energetica con l’estrazione del frac oil e gas, sono mutati i rapporti diplomatici con Russia (e anche con Arabia Saudita). Voi pensate che il calcio sia fuori da queste logiche? Vi sbagliate.

Il soft power arabo grazie al calcio


La classe dirigente del Qatar è consapevole di queste dinamiche storiche e cerca di esercitare con le proprie risorse e gli enormi flussi di denaro un soft power verso l’opinione pubblica europea e il popolo del Vecchio Continente e cosa c’è di meglio del calcio? Lo stesso schema lo stanno applicando i rivali degli Emirati Arabi Uniti con il Manchester City.

A questa strategia degli arabi, stanno rispondendo gli Stati Uniti che cercano di acquistare molti club europei, ben 8 sono di proprietà in Premier League. Anche in Serie A non scherzano. E la Juve?

La Juve è finita in dinamiche geopolitiche pericolose con la SL


La Juve è finita ingenuamente in mezzo a questa competizione tra Wall Street e stati sovrani. E’ vero che Exor ha le spalle larghe dal punto di vista economico ma è stata presa in contropiede sotto il profilo della politica sportiva. I giochi sono troppo grossi e riguardano interessi di Stati e continenti. La FIGC è una mera esecutrice di Nyon, a sua volta condizionata dal Qatar.

La SuperLega è il tentativo di una banca d’affari statunitense (JP Morgan), di prendersi il calcio continentale. Pronta e ferma è stata la risposta della UEFA-Qatar che hanno fatto leva anche sulle istituzioni europee. Per questa ragione sono molto pessimista in vista della prossima sentenza della Corte di Giustizia Europea. Ma nonostante tutto, una Lega alternativa alla Champions si farà (con dietro gli interessi economici e geo-politici degli USA che si sono già presi la Formula 1) ma ci vorrà più tempo.