Non furono Marotta e Paratici a portare Arturo Vidal alla Juventus nel 2011, contrariamente alla narrativa che si evoca quando si parla dei primi anni della gestione Agnelli e quando si fa riferimento ai colpi di giocatori “semi-sconosciuti” come l’operazione brillante del cileno e il capolvoro Pogba.
Il retroscena di mercato è gustoso e lo rivela Massimo Brambati (persona molto vicino a Antonio Conte e a Luciano Moggi).
Il dettaglio svelato dall’opinionista tv (e procuratore) testimonia come, all’inizio del ciclo vincente, tutti diedero un contributo fondamentale: il Presidente Andrea Agnelli (che scelse Conte anche grazie ai consigli di Big Luciano), Beppe Marotta (che aveva dato un’organizzazione e stabilità alla società, convicendo anche Pirlo a firmare per i bianconeri), Fabio Paratici (dal secondo anno in poi sbagliò pochissime operazione almeno fino all’uscita del suo maestro Beppe dalla Juve), Pavel Nedved (con Raiola ha architettato il colpo Pogba I). Da queste scelte è nata la prima fantaastica Juve di Antonio Conte.
Brambati svela: “Marotta aveva già preso Gökhan Inler e il centrocampo della Juve sarebbe stato Inler-Pirlo e non Pirlo-Vidal (all’inizio Conte aveva in mente una Juve con il 4-2-4, ndr). Nel momento in cui stanno guardando una partita della Nazionale Svizzera, arriva una telefonata a Antonio Conte e si evince dalla telefonata che Vidal ha litigato con Jupp Heynckes, suo allenatore al Bayer Leverkusen e quindi Vidal si sta liberando dal club tedesco. Conte a quel punto disse ai dirigenti: ‘Io posso far giocare Pirlo e Inler che vanno alla stessa velocità a centrocampo? Io devo fare giocare Pirlo e uno che va a 200 all’ora. Io voglio Vidal‘. E sono andati a prendere Vidal, queste non sono chiacchere, questa è storia”.
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Da quella telefonata è nato il grande centrocampo della Juventus. Nel primo anno di Conte, ci fu un cambio di modulo in corsa (dal 4-2-4 al 3-5-2 sperimentato per la prima volta a Napoli) proprio per agevolare l’inserimento a centrocampo di Vidal vicino a Pirlo e Marchisio (che risolse la partita con il Milan di Allegri e Ibra con una doppietta dopo un assedio per quasi 80 minuti).
Nel secondo anno arrivò anche Pogba e, a un certo punto, Conte rinunciò a una punta per mettere in campo un duttile 3-5-1-1 (come quello di oggi di Allegri almeno nei numeri) con Marchisio che giocò da sottopunta dietro a Vucinic in varie partite (anche nel derby) e successivamente ci provò Vidal a fare da trequartista, in modo tale da avere i fantastici 4 (Pirlo, Marchisio, Vidal e Pogba) tutti in campo.
Brambati ricorda anche un altro dettaglio di mercato che riguarda l’estate di quella che sarebbe dovuta essere la quarta stagione di Conte che però si dimise nel primo giorno di ritiro per contrasti sulla diversa visione di mercato con i dirigenti.
Massimo svela: “Vi vorrei ricordare che con Marotta si era già firmato un contratto per prendere Iturbe (dal Verona, ndr) a 25 milioni, se non c’è Conte che dice ‘voi siete pazzi a prendere Iturbe a 25 milioni, io voglio Cuadrado’. Iturbe l’hanno rimandato al mittente”. E lo prese la Roma. Cuadrado invece andò al Chelsea e non alla Juventus. Infuriato Conte si dimise.
Dopo un anno senza Conte, la Juve prese in prestito Cuadrado dai Blues. Era un’altra Juve.

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