La Juventus, almeno dall’esterno, sembra divisa tra due anime. Il primo a parlarne è stato, la scorsa settimana, l’autorevole Guido Vaciago, direttore di Tuttosport a Juventibus: “la dirigenza juventina è divisa sulla conferma di Allegri, se ne riparlerà a fine campionato”.
A smentire le dichiarazioni ufficiali di Calvo (ma non poteva dire il contrario) sono stati anche i due inviati della Continassa, Romeo Agresti e Fabiana Della Valle che, nel giro di pochi giorni sono passati dalla conferma sicura a “non è così scontata la permanenza di Allegri”.
Società divisa sul d.s.?
La società però sembra divisa anche sulla figura del direttore sportivo. Sembrano essere in contrasto due visioni differenti. C’è chi vorrebbe una figura funzionale a Allegri (Giovanni Rossi) e chi invece vorrebbe un uomo forte e di polso con una delega ampia (Cristiano Giuntoli). Non c’è nulla di scandaloso, la Juventus vive una fase di transizione molto delicata ed è normalissimo che ci sia la vecchia anima (quella allegriana) che spinge da una parte e quella degli Elkann che va in un’altra direzione, nonostante le dichiarazioni soft in questa fase (con la sola eccezione di Lapo…. che però ripeto: sottovalutarlo è un errore in questo momento, è pur sempre uno degli azionisti di riferimento della Dicembre che controlla Exor e quindi la Juve).
Le due anime della società: quali sono
Domenica sera, pre Bologna-Juventus, Francesco Calvo, oltre a confermare in maniera decisa il tecnico livornese, aveva lanciato un messaggio pesante anche al nuovo futuro direttore sportivo: il nuovo d.s. (se mai arriverà) dovrà essere compatibile con l’attuale struttura esistente. In molti avevano letto le dichiarazioni come se fossero contrarie all’arrivo di Cristiano Giuntoli. “Io, Allegri e Cherubini già lavoriamo per programmare la prossima stagione”.
Gli uomini di Andrea Agnelli rimasti (Allegri, Cherubini, Storari) sembrano essere sulle barricate. Francesco Calvo (persona di fiducia soprattutto dell’ex a.d. Arrivabene) che ruolo sta giocando in questo momento? E’ tra i due fuochi? Le sue dichiarazioni sono per ricucire le due anime che convivono nella società (normale in una fase di transizione) quella agnelliana-umbertiana e quella degli Elkann? Siamo in un momento delicatissimo per la società. E’ necessario rifondare per ricreare una unità di intenti.
Ma la proprietà cosa ne pensa sul futuro? Proviamo a rispondere con gli elementi che abbiamo in mano.
Elkann imporrà Giuntoli? Potrebbe anche raddoppiare con Marotta
Qualcosa sfugge anche ai più attenti osservatori. Iniziamo dai dati di fatto. I due massimi esperti di mercato, Pedullà e Di Marzio, danno Giuntoli vicinissimo alla Juventus. La loro credibilità per questo tipo di informazioni è sopra la media.
Di Marzio ieri durante la festa scudetto: “Il Napoli rischia seriamente di perdere Giuntoli, credo andrà alla Juve”. Se non è una bomba questa…
Pedullà si è sbilanciato: “è dalla scorsa estate che la Juventus segue le vicende di Giuntoli”. Il club bianconero ha dato 3 settimane di tempo al direttore sportivo per decidere.
Ma aggiungiamo una cosa: la Proprietà della Juventus segue sia Giuntoli che Marotta dal 2021, quando esplose la bomba della Superlega ed esplose in mano a Andrea Agnelli.
Da quel momento i rumors sono sempre andati in una direzione: Giuntoli direttore sportivo e Marotta presidente o direttore generale. Non a caso Lapo due giorni fa si è sbilanciato sul dirigente interista.
Un dato però è certo e oggettivo: Marotta non verrà alla Juventus fin quando non si sarà chiusa la vicenda sulle plusvalenze, almeno a livello di giustizia sportiva, ma la sua figura è ritenuta chiave per ricostruire una credibilità di politica sportiva in seno al club bianconero. E’ necessario riaprire un dialogo forte con le istituzioni sportive come la Federazione e la UEFA. Ma l’arrivo di Beppe non sarà immediato, ci vorranno mesi o forse un anno.
Marotta voluto da John
Un dato storico da non sottovalutare: John Elkann scelse Beppe Marotta ben prima che Andrea Agnelli fu nominato Presidente. I contatti tra Elkann e Marotta iniziarono nel 2009 su consiglio di Marchionne e anche dell’ex presidente della Sampdoria Garrone.
Un mese dopo la morte del povero amministratore delegato di FCA-FIAT, Marotta è stato cacciato dalla Juventus, non di certo per mano di Elkann che lo vorrebbe, ritenendolo strategico per far placare l’offensiva politica contro la Juve.
Giuntoli dovrebbe pensare al campo, Marotta all’organizzazione e ai rapporti ad altissimo livello con il mondo del calcio, per tutelare la Juventus.
Direttore sportivo Juve: i candidati
Nel caso il ds del Napoli rifiuti, è pronto Giovanni Rossi del Sassuolo che (ha già lavorato con Allegri e con Marotta) non ha ancora rinnovato con gli emiliani. Lui sarebbe una figura compatibile alla visione di Calvo e di Allegri.
Lo stesso Allegri è uscito allo scoperto sul direttore sportivo nel post Juventus-Lecce, rivendicando di essere molto legato all’attuale d.s Federico Cherubini.
Il suo amico Massara non verrà: il Milan non lo molla e neanche lui è troppo convinto di passare in bianconeri. Berta invece guadagna all’Atletico Madrid 2 milioni di euro ed è corteggiato dal Real. Vorrebbe una delega in bianco.
Per Pedullà e Di Marzio ci sono alte probabilità che sia Giuntoli ad essere il nuovo direttore sportivo. Lo stesso De Laurentiis ieri sera ha seminato degli indizi pesanti. Ha puntato i piedi sulla conferma di Luciano Spalletti ma non ha mai citato o ringraziato il suo direttore sportivo. Segnali abbastanza chiari.
Nella foto Beppe Marotta (photos per uso editoriale DepositPhotos .com)

Un pensiero su “Di Marzio sgancia la bomba, le due anime della Juve divise sul d.s.”