Conte alla Juve è una voce che gira con molta insistenza a Torino negli ultimi giorni.
A rilanciare l’idea di Conte è stato Massimo Mauro a Pressing: “Ho sentito alcuni amici a Torino che dicono che potrebbe tornare Conte alla Juventus…” Mauro è sempre stato amico di Andrea Agnelli e della famiglia.
Come per il patteggiamento, la Juve tiene tutto in silenzio e la sensazione è che la società lavori sotto traccia su diversi fronti: direttore sportivo e allenatore. Ma su Conte è difficile per via dell’ingaggio.
Oramai è un caos informativo di prim’ordine. Vi riportiamo le voci più autorevoli nella nostra diretta sul blog JuventinoCentoxCento.com.
Massimo Brambati, amico stretto del tecnico leccese, è stato molto ambiguo e non ha smentito: “So qualcosa ma è meglio se non dico nulla”. Parole che potrebbero confermare quanto detto da Momblano (lo vedremo più tardi).
Guarda il nostro video: le scelte e le stratregie di Elkann su Antonio Conte e Massimiliano Allegri

La nostra premessa è che da nostre verifiche effettuate con persone vicine sia alla società che al tecnico leccese, è caduto un silenzio difficilmente interpretabile. Le fonti hanno spento la radio. In un quadro così complesso, due fonti non possono dirci nulla. C’è una terza fonte (però non così vicina a Conte) che sembra insistere su una trattativa avviata e fallita tra Elkann e l’allenatore salentino.
Ve lo diciamo per onestà intellettuale perché non vogliamo vendervi fumo, ma raccontarvi quello che sappiamo e non sappiamo.
La nostra fonte: “Elkann ha scelto Conte, ma rimarrà Allegri”
Secondo un agente FIFA ben introdotto negli ambienti torinesi, John Elkann avrebbe voluto Antonio Conte (che sarebbe disposto a abbassarsi l’ingaggio e concordare un piano sportivo sostenibile), ha scelto un allenatore top. Dei nomi circolati (Tudor, Thiago Motta, Italiano) nessuno è ritenuto dalla proprietà così potenzialmente affidabile da poter garantire almeno il quarto posto nella prossima stagione.
Perché nella testa di Elkann, di Scanavino e Ferrero, gli uomini dei conti, è essenziale che la Juve non sbagli la prossima stagione e si qualifichi per la Champions. Reggere una stagione senza Europa va bene, due annate farebbe sprofondare il club in una crisi finanziaria e annullerebbe gli effetti dei due precedenti aumenti di capitale da 700 milioni.
Per arrivare a Antonio Conte però la Juve deve fare i conti con il contratto di Massimiliano Allegri. Senza un accordo economico equilibrato per le casse bianconere, la società non può permettersi un top allenatore.
Allegri non vuol trattare alle condizioni della società
Allegri però sembra non voler trattare sulla buona uscita. L’idea di partenza era quello di garantirgli un anno di stipendio cash per liquiditarlo, ma Max non molla. E’ nel suo diritto farlo, anche se questo atteggiamento sta spaccando la squadra in due parti: da una parte gli allegriani-agneliani, dall’altra gli uomini di Elkann e di Exor.
Ci dovrà essere un incontro entro 10 giorni tra le parti (ieri Elkann non era a Torino). Un incontro risolutore ma non filtra ottimismo, nonostante l’evidente spaccatura in società, sul nome dell’allenatore ma anche sul patteggiamento (vedi lo stralcio di Andrea Agnelli) come vi avevamo raccontato un mese e mezzo fa attraverso le parole di Tony Damascelli. Tutto quello che era stato predetto, si è verificato.
In queste condizioni, con Allegri che punta i piedi, Conte rimarrà un sogno, nonostante diversi appuamenti con Elkann, uno dei quali a Milano con Angelo Alessio presente all’incontro.
Momblano: contatto Conte-Juve ma non è andato bene
Anche Luca Momblano su Juventibus è molto scettico: ”Un’esplorativa diretta Conte é riuscito a farla con la Juventus di recente. Conte ha preso atto che non é il momento per lui. C’é una presa di coscienza sua e anche della Juve che non é il momento”. Non è il momento perché non c’è il budget. Ma Elkann se non può arrivare a Conte terrà Allegri probabilmente, a meno che Calvo non lo convinca sulla bontà del progetto Tudor. Ma è un’ipotesi che oggi non la danno in agenda.
Adidas pronta a intervenire?
Si erano diffuse voci anche che Adidas partecipasse per coprire parte dell’ingaggio faraonico del tecnico. La stessa operazione che fece Puma per portarlo sulla panchina della Nazionale italiana.
Vi chiederete: ma perché Adidas dovrebbe pagare l’ingaggio di Conte?
Perché Adidas ha investito forte sulla Juventus quando era un top club europeo e l’unico che avrebbe le capacità di rilanciare la Juve e l’investimento della casa d’abbigliamento sportivo potrebbe essere proprio Antonio Conte.
In questo modo Adidas, con un contributo all’ingaggio, salverebbe un proprio investimento, visto che la Juve sta cadendo nel baratro, questa è la sensazione.
Zampini: “molto preoccupato per le divisioni interne”
Massimo Zampini di Juventibus si è detto preoccupato per “le divisioni interne, le fazioni e le correnti all’interno del Club, rischiamo grosso”. Così ha concluso l’opinionista romano.
Indipendentemente dai nomi, mantenere da una parte la fazione agneliana con Allegri, Cherubini e company e dall’altra quella di John Elkann con Calvo, Scanavino e Ferrero, rischia di mandare la Juve al macero. E’ lo stesso allarme che lancia stamani Tuttosport in prima pagina.
L’attuale gestione juventina sembra quella della Ferrari, da anni dilaniata dalle lotte intestine.
La speranza è che Giuntoli alla fine arrivi per iniziare a mettere un po’ d’ordine. Secondo Michele Criscitiello al massimo entro 10 giorni sarà a Torino. Stesso timing che risulta a noi. Nel frattempo Giovanni Manna farà il d.s. a interim poi si vedrà. Lo vuole la Sampdoria su consiglio di Fabio Paratici che l’aveva portato alla Juve.
Ivan Zazzaroni è sicuro: “Allegri rimarrà, me lo ha confermato al telefono Calvo 4 giorni fa”. Anche a Tuttosport e alla Gazzetta risulta la conferma del tecnico. Momblano invece lo dà per sicuro partente. Vedremo, una cosa è certa: difficilmente uno tra Allegri e Calvo potrà rimanere alla Juve.
Durante la conferenza stampa post partita, a Udine, Allegri è parso tutt’altro che sicuro di restare. Sembra finito nel tritacarne come finì per mesi Binotto alla Ferrari, stesso stile. Più di una fonte parla di una lunga e difficile trattativa per la rescissione. Oramai si dice tutto e il contrario di tutto.

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