ESCLUSIVA – E’ da qualche settimana che si sta scaldando la pista saudita (e non mi riferisco ad Allegri), si parla con insistenza di un interessamento per l’acquisto di una quota importante della Juventus (per poi subentrare definitivamente a Exor molto probabilmente).
Da nostre verifiche risulta l’interessamento di un fondo saudita che vorrebbe mettere le mani sulla Juventus. Per questa ragione non mi sorprendono le voci sulle recenti offerte a Massimiliano Allegri che arrivano dall’Arabia (anche se da proprietà diverse come vedremo).
Ma non vogliamo vendere fumo: da quello che siamo riusciti a verificare (ma il grado di difficoltà è elevato per queste operazioni) si tratta solo di un interesse, non siamo riusciti a capire se c’è una trattativa aperta o addirittura qualcosa di più. I nostri interlocutori, per il momento, di più non possono dirci.
Possiamo solo essere certi che diversi soggetti internazionali (sia nella penisola Araba che negli Stati Uniti) in questi mesi si siano informati sulla Juventus, come riporta anche l’agenzia Reuters.
Da Torino non trapela nulla, ma se si analizzano i fatti a mente fredda, la Juventus sembra un club in questo momento commissariato, prima di una possibile vendita. Vi spiegheremo tutto nel dettaglio in un prossimo articolo con 5 indizi pesanti che fanno presupporre la volontà di Exor di vendere.

Smentito il coinvolgimento di PIF
Dopo aver verificato tali rumors vi dico subito con assoluta certezza che non stiamo parlando di Public Investment Fund (PIF), il fondo d’investimento controllato dal principe Mohammed bin Salman (proprietario del Newcastle e dei primi 4 club d’Arabia), ma di un altro ramo della famiglia reale, molto influente e che gestisce un importantissimo fondo.
Il Principe Turki bin Salman
Il fondo in questione fa capo al Principe Turki bin Salman Al Saud (nella foto in copertina e in basso), personalità molto influente nella Monarchia (è uno dei figli più ascoltati dal Re Salman) e che ha una caratteristica che piacerà: è un grande tifoso della Juventus. E non è un caso che una sua foto con la maglietta del club di Torino abbia fatto il giro di mezzo mondo due anni fa, durante le vaccinazioni. Ed è strano perché il Principe Saudita ama il basso profilo, tipico degli uomini d’affari appartenenti alla strettissima cerchia della Monarchia.
Ma vi dico già che non siamo arrivati a lui per questa storia, sarebbe troppo banale e non vale certo una conferma attendibile sui rumors che circolano in questo momento fuori dall’Italia.

Il fondo Tharawat
In realtà il rumor riguarda il fondo saudita Tharawat che può vantare interessi e investimenti in diversi settori dell’economia. Il principe Turki ne è a capo come presidente e amministratore. A noi la voce è arrivata sulle manovre del fondo Tharawat ed abbiamo scoperto solo in un secondo momento che alla guida c’era Turki Bin Salman.
A febbraio erano emerse voci su un interessamento arabo, ma ancora non si erano definiti tutti i dettagli. Si parlava al tempo di una valutazione della Juventus pari a 1,8 miliardi di dollari (calcolando però il 100% delle quote, Exor possiede il 64% e fino al 47% può controllare la società con un premio di maggioranza).
Oggi siamo riusciti a comprendere chi ci sia realmente alla guida di questo “interessamento” sul club bianconero.
E’ una notizia che richiede sempre la massima prudenza ma tutti gli indicatori e i comportamenti contraddittori della società in questi mesi portano a una conclusione: la Juventus potrebbe essere sul mercato nei prossimi mesi. L’ipotesi è molto credibile. E il Principe Saudita potrebbe cogliere l’occasione se ci saranno le condizioni.
Cessione a gennaio post centenario?
C’è chi sostiene addirittura che l’operazione venga formalizzata entro gennaio 2024. Ed è un’ipotesi molto credibile perché nel 2023 gli Agnelli festeggeranno i 100 anni nella Juventus. Conclusosi l’anno, si sentiranno liberi anche di cedere la maggioranza.
Il principe Turki bin Salman Al Saud si starebbe muovendo con il suo fondo Tharawat con un bassissimo profilo attraverso intermediari a Londra. Ma non è da escludersi che questo interessamento sia collegato anche alle strane vicende che riguardano Giuntoli e Allegri, con queste offerte dall’Arabia e continui tira e molla, con una narrazzione dei media che non tiene conto di alcuna logica.
La famiglia interessata alla Juventus è considerata anche molto vicino a Ceferin. E questo dettaglio potrebbe spiegare l’improvvisa retromarcia sulla Superlega.
Ma cerchiamo di fare ordine sugli indizi che stanno rendendo sempre più credibile la vendita della Juventus verso gli acquirenti del Golfo Persico.
La retromarcia sulla Superlega
Il timing sulla retromarcia è molto sospetto.
Vi racconto una storia, ma una storia reale: ultimi giorni di Marzo 2021, il presidente dell’ECA Andrea Agnelli incontra il cugino John Elkann e condivide con lui le posizioni di Real Madrid, Manchester United e Barcellona sulla Superlega. John, l’americano, amministratore delegato di Exor dà il suo assenso al progetto, dopo che il figlio di Umberto lo rassicura che la UEFA alla fine si convincerà a far parte anche lei al progetto.
L’azionista di maggioranza di Exor e della Juventus ha, in questi anni e mesi, ribadito la sua volontà di aderire alla Superlega, finanziando in questi anni A22, la società che gestisce il progetto.
6 giugno 2023, la Juve – a sorpresa – con un comunicato stampa annuncia di voler parlare con Real Madrid e Barcellona per una sua potenziale uscita dal progetto. La Juve tornerà nell’ECA “qatariota”.
Coincidenze? Perché Elkann ha fatto così una brusca retromarcia dopo aver retto mesi sotto il fuoco incrociato di UEFA, FIGC e della procura federale? Eppure Elkann anche in una recente intervista aveva ribadito il suo assenso alla Superlega. Perché non ha alzato bandiera bianca a gennaio evitando i 10 punti di penalizzazione alla Juve e un massacro mediatico?
Perché ha cambiato idea solo oggi in modo così tardivo? Una delle poche risposte logiche: perché Exor vuole vendere e i potenziali acquirenti hanno già posto come condizione di voler rimanere nella UEFA. E magari i potenziali acquirenti vogliono fare piazza pulita: da qui la logica del perché la società sia gestita solo da tecnici-commissari, mentre, guarda caso, una figura ingombrante come quella di Allegri si sta cercando di trasferirla in un altro asset (di proprietà del fratello che fa capo al fondo PIF) della famiglia.
C’è un dialogo tra Elkann e i sauditi?
Elkann e i sauditi stanno parlando? E’ inconcepibile pensare il contrario. Allegri è sotto contrario, il Ministro dello Sport saudita non può contattare Max così a cuor leggero. Idem Allegri non può muoversi senza l’autorizzazione della società. Dalle prime verifiche risulta che la famiglia reale sia in buoni rapporti con gli Elkann-Agnelli.
Ma la famiglia Bin Salman è molto legata anche a Ceferin e Infantino.
Come vi ho detto la UEFA da quando è esploso il caso Superlega sta spingendo per un cambio della proprietà della Juventus e queste inchieste potrebbero aver avuto come reale obiettivo quello di indurre Exor a una cessione, visto che la holding della famiglia Agnelli è terrorizzata dal danno di immagine subito visto che uno dei suoi azionisti, e membri del consiglio (ora si è dimesso), sia indagato per falso in bilancio. Naturalmente c’è da essere cauti perché Andrea Agnelli non è ancora stato rinviato a giudizio e bisognerà capire quale sarà la competenza territoriale ancora.
Perché Exor potrebbe vendere
Inoltre i due aumenti di capitale sono costati solo a Exor 480 milioni di euro circa. E gli Elkann sanno benissimo che il mondo del calcio con gli sceicchi non è più sostenibile. La UEFA non ha mai voluto rivedere un Fair Play finanziario. Quello attuale favorisce i ricconi del Golfo e la Premier League.
In Formula 1 invece c’è il tetto salariale e dei costi. Inoltre la Ferrari viaggia da sola e produce business, la Juventus solo perdite. E sappiamo bene che il ciclo produttivo di Stellantis farà base a Parigi e in Francia per un grave danno per l’indotto industriale italiano. Per la Famiglia in Italia si prevedono tempi critici dal punto di vista mediatico. Già Report è passato all’attacco. Quando il Presidente Ferrero consigliava a Elkann di cedere (dichiarazione mai smentita) forse non aveva tutti i torti.
E’ solo un’ipotesi ma non è la prima volta che una società finisce in una bufera giudiziaria creata ad arte per indurla a un cambio di proprietà.
Inoltre è noto che gli azionisti di Exor siano molto indispettiti per i due aumenti di capitale. E’ molto probabile che Elkann abbia promesso loro un rientro almeno parziale di questo ingente investimento.
Ci sono altri indizi importanti che vanno nella direzione della vendita e forse non sono neanche casuali le dimissioni recentissime di Andrea dal consiglio di Exor.
Cessione graduale?
E’ possibile che si passi prima a una cessione di alcune quote, come noto Exor ha il 64% ma potrebbe sempre controllare la Juve con il 47% grazie a un premio di maggioranza. Potrebbe cedere subito il 17% agli arabi o a altri players per una vendita graduale, giusto in tempo per festeggiare il centenario degli Agnelli. Successivamente gli arabi guidati da Turki bin Salman Al Saud (o gli americani in alternativa) potrebbero prendere il controllo della maggioranza e poi forzando con una OPA e un delisting. Ma come vi ho detto sono solo ipotesi sulla carta, al momento ci può essere solo un interessamento, difficile riuscire a capire cosa stia succedendo dietro le quinte.
Sugli altri indizi faremo una puntata ad hoc, ma vi assicuro che vi sono 5 considerazioni da farsi sulla vendita che lasciano pensare parecchio. Questa ipotesi è l’unica che giustifica tutti i comportamenti contraddittori del club in questi mesi.

17 pensieri su “ESCLUSIVA. Fino alla vendita? Rumors sul fondo saudita interessato alla Juve: vi sveliamo tutto!”