Maurizio Scanavino Juve

Zazzaroni: “telefonata decisiva di Scanavino per sbloccare Giuntoli”, il d.s. rinuncia a una grossa cifra

Come vi avevo sottolineato ed evidenziato due giorni fa, trovavo incredibile che la Juventus avesse individuato l’uomo della rinascita (Cristiano Giuntoli), sotto contratto con un altro club, e non avesse fatto nulla per sbloccare la trattativa.

Era il segnale di cortesia che attendeva Aurelio De Laurentiis visto che Giuntoli era ancora un suo dipendente. Le voci su Zielinski erano delle fake news grosse come quelle di Allegri che riceveva offerte dall’Arabia.

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Era naturalmente anche nell’interesse del patron del Napoli liberarsi di un direttore sportivo molto ingombrante e che aveva deciso di non lavorare più per il suo club. Ma la trattativa era ferma per una questione di principio, visto che sui soldi si era trovata la quadra tra Giuntoli e ADL.

La Juventus, molto probabilmente, ha atteso proprio l’ultimo respiro per non essere oggetto di richieste varie ma ha perso almeno un mese (decisivo) nella programmazione della stagione.

Ma oltre al fumo, ci ha dovuto mettere l’arrosto il direttore fiorentino: ha firmato a una liberatoria con la rinuncia a tre mensilità (390mila euro) più il bonus scudetto (500mila). Il giochino è costato a Cristiano qualcosa come 890mila euro. Evidentemente era arrivato al limite.

A Torino verrà ben ripagato: 5 anni di contratto per 2 milioni/2,5 milioni a stagione più i bonus.

Ma il fatto di dover passare dal Napoli è stata una mossa dovuta nella prassi dei rapporti tra club che esiste da sempre nel mondo del calcio. Averla ignorata ha fatto perdere tempo prezioso sul mercato.

Ricordo ancora quando nel disastro post Montezemolo-Maifredi, Gianni Agnelli decise per la restaurazione nel 1991 dopo solo un anno e bussò alla porta di Ernesto Pellegrini per riprendersi Giovanni Trapattoni. Per liberarlo Boniperti dovette girare in prestito gratuito Dino Baggio (acquistato da Montezemolo dal Torino qualche mese prima) e comprare dalla Roma Stefano Desideri e girarlo all’Inter.

Sappiamo che Pellegrini poteva vantare diversi appalti per i servizi di catering e ristorazione in Fiat, ma nonostante ciò pretese un indennizzo. Poteva anche chiudere un occhio ma non lo fece, del resto il Trap era ancora sotto contratto con l’Inter e il buon Ernesto dovette cambiare sistema di gioco in corsa e passare alla zona con Corrado Orrico con una squadra poco adatta.

E’ così che funziona il mondo del calcio e sono rimasto stupito di leggere opinione e commenti: “non si tratta con ADL”. Mi sembra una posizione molto arrogante. Ma se siamo andati a cercare un suo dipendente, almeno una telefonata era un gesto di prassi doverosa come avviene nel mondo del calcio da sempre.

La situazione paradossale di Cristiano Giuntoli si è sbloccata nelle ultime ore proprio grazie – racconta Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport – alla telefonata dell’ a.d. Maurizio Scanavino a Aurelio De Laurentiis. Tanto rumore per nulla e quasi 900mila euro lasciati a ADL (uno che gestisce la società con il bilancino e difficilmente sgarra) da Giuntoli.

Anche in questo caso, non è nulla di nuovo. Quando un dirigente decide di lasciare una multinazionale, in genere ha delle penali o deve rispettare un lungo periodo di preavviso e di gardering.

Alla fine Giuntoli inizia la nuova stagione – tecnicamente – da svincolato, quindi lunedì potrà depositare il contratto firmato con la Juve in Lega per 5 stagioni.

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