La festa di Udine è già finita e, come sempre, dopo una notte brava e una sbornia ci siamo risvegliati con un forte mal di testa. Contro una squadra chiusa, ordinata, con la gamba giusta, la Juve è andata in tilt, almeno nel primo tempo.
Molto meglio nella ripresa ma non è bastata contro il Bologna di Thiago Motta (non un simpaticone ma un allenatore molto preparato) che nella prima parte di gara ha messo in enorme difficoltà i bianconeri. Inutile farvi la cronaca, la conoscete già, andiamo ad analizzare gli aspetti negativi e positivi di questo match.
Primo problema: la squadra è parsa troppo lunga. Facevamo un pressing alto poco convinto e dietro ai 3 che pressavano c’era il deserto, la linea difensiva rinculava all’indietro creando un baratro con spazi enormi nei quali si infilava Ferguson. Se vogliamo adottare il sistema del primo tempo di Udine (come spero), dobbiamo giocare più corti e prenderci rischi.
Secondo problema: contro squadre che non concedono spazi e fanno pressing ordinato, è evidente tutta la nostra difficoltà nel costruire.
Emerge la scarsa qualità del centrocampo. Tranne Fagioli che ha regalato qualche sprazzo di classe, per il resto la mediana della Juve è apparsa in imbarazzo in fase di impostazione.
Inutile ripeterlo sempre ma è evidente che stia mancando in rosa il regista di livello che sappia cucire il gioco e legare i reparti. Ma se parliamo di Kessie o di Thomas siamo fuori strada, alla Juve serve un giocatore diverso. Meno Van Bommel e più Pirlo. Il problema è che di Pirlo ne nascono uno ogni mezzo secolo ma mi accontenterei anche di un bel Paolo Sousa.
Tradotto: serve il direttore d’orchestra che sappia dare i tempi alla manovra e che accorci la squadra, serve un giocatore dai piedi buoni e non un altro Locatelli (che merita un discorso a parte). Ho ancora negli occhi il rimpianto Rovella.
Manca un giocatore alla Luis Alberto, uno che dia qualità alla manovra sia nella costruzione dal basso ma anche nello sviluppo del gioco in verticale. Gli esterni (Weah e Cambiaso) sono stati mal serviti. La rete del goal è emblematica: con l’ingresso di Pogba si è notato un netto miglioramento nella fluidità e ne beneficiavano gli esterni che riuscivano a ricevere palla con un tempo di gioco in meno.
Ed è proprio da una palla pulita in verticale del Polpo per Illing (super cross il suo) che nasce il goal da bomber di razza di Dusan Vlhaovic. La finiranno di criticarlo ingiustamente? Anche oggi due goal, uno annullato (non per colpa sua ma per il fuorigioco di Rabiot). Il serbo quest’anno può garantirci anche 20 goal, lasciatelo in pace.
Capitolo Polpo: può essere l’arma in più di questa Juve, uno degli uomini più adatti per elevare la qualità tecnica e fisica della squadra, ma diciamolo sottovoce. Ha cambiato preparatori atletici e segue una dieta diversa. Incrociamo le dita perché di lui ne abbiamo bisogno come l’aria per qualificarci in Champions.
Se non abbiamo budget, proverei nel ruolo di regista Fagioli: oggi giocava quasi in fascia, era difficile impostare per lui. Se fosse al centro dell’azione, avremmo una manovra più ordinata e qualitativa, Locatelli in quel ruolo, in queste partite, risulta essere un uomo in meno. Non per sua colpa ma di chi lo schiera in quel modo.
Parliamo proprio dell’equivoco Locatelli: abbiamo notato che spesso Alex Sandro usciva dalla linea di difesa per impostare a centrocampo, mentre Loca lo copriva. Follia.
L’ex Sassuolo ha giocato quasi tutta la partita sulla linea dei difensori anche in fase di impostazione, a tal punto da irritare anche Capitan Danilo che, con gesti plateali, lo invitava a farsi vedere e uscire dalla difesa. Utilizzato in questo modo contro squadre come il Bologna, la Juve rischia di giocare in 10. Abbiamo mantenuto un uomo in più in copertura quando non ce ne era bisogno.
La difesa a tre trova la sua giustificazione proprio nella copertura centrale, usare Locatelli sempre in quella zona anche in fase di impostazione è una bestemmia. L’abbiamo scritto tante volte: così regaliamo un uomo agli avversari.
Oggi abbiamo giocato senza Loca per 70 minuti, mi è parso molto evidente. Dovrebbe giocare mezz’ala o essere provato – a questo punto – come difensore centrale per migliorare la costruzione dal basso. Ma avere un altro centrocampista con i tre centrali non ha senso, almeno in queste partite.
Tra gli aspetti positivi, come detto Pogba (ma diciamolo sottovoce) e Dusan Vlahovic sempre più caldo sotto porta. Decisivo l’ingresso di Iling (dispiace un po’ umanamente per Kostic) e del giovane Yildiz.
COERENZA! Ora ci vuole coerenza, dobbiamo stare vicino alla squadra che ha intrapreso un percorso lungo. E’ necessario continuare a insistere con un gioco propositivo e offensivo come è stato nel primo tempo di Udine e nella ripresa contro il Bologna. E’ solo un timido accenno a voler girare pagina. Spero che Allegri (che ha avuto un lieve malore, auguri di pronta guarigione), Landucci, Magnanelli e company non cambino sul più bello e non si scoraggino per un pareggino contro il Bologna. C’è da lavorare ma solo in una direzione: in avanti!

C’è poco da dire, un corpo senza cervello non sopravvive, la differenza l’hanno fatta gli allenatori, il china Motta ha messo in campo una squadra di ragazzini con un pressing ossessivo e ripartenze veloci, noi il
nulla allegriano del non so che fare quando ho la palla.Allegri è un morto che cammina da anni, lo sanno TUTTI, sarà un anno di figure di cacca…
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