A chi mi chiede del futuro di Allegri, al di là delle autorevoli fonti (Romeo Agresti anche ieri ha ribadito: “il suo ciclo è finito, lo dico da due mesi”) rispondo elencando dei fatti incofutabili: l’ala agneliana nella Juventus sta per essere cancellata (almeno nei suoi ruoli apicali) i dirigenti più vicini al tecnico livornese sono a un passo dalla scadenza del contratto: Federico Cherubini (dovrebbe andare a Parma a fare il D.g.) e Giovanni Manna (accordo trovato con il Napoli).
In bilico il responsabile del settore giovanile Scaglia (molto stimato da Cherubini): ogni giorno da Torino ci arrivano notizie contradditorie tra chi dice che sta per rinnovare e chi invece sostiene che seguirà il dirigente al Parma.
Capitolo Claudio Chiellini, secondo Romeo Agresti, ieri a Juventibus in una live molto interessante “potrebbe anche rimanere, piace a Giuntoli per come ha gestito la crisi della Next Gen”. Oggi la Next Gen è sesta, il fratello di Giorgio si è dimostrato oramai un dirigente navigato, ma il Chiello (in scadenza) potrebbe avere offerte da categorie superiori.
“Calafiori vicino alla Juve” e si parla anche di Posch
Agresti sul noto canale Twitch ci regala una perla: “fate attenzione perché la pista Calafiori-Juventus è molto calda, va tenuta monitorata”. Altra prova tangibile dell’arrivo di Thiago Motta alla Juve. Per Momblano c’è una base di un accordo di un triennale. Secondo Agresti procuratori e operatori di mercato sono tutti convinti che Thiago andrà alla Juve.
L’innesto di Calafiori come centrale pare una prova evidente del nuovo progetto tattico. Per Juventibus, un emissario juventino avrebbe incontrato un responsabile del Bologna per parlare anche del difensore austriaco Stefan Posch. Ai felsinei piacciono Barbieri e Facundo Gonzales.
Sta nascendo la Juve di Giuntoli nonostante una campagna mediatica vergognosa
Non ci sono dubbi che stia nascendo la Juventus di Giuntoli, come da programma, nonostante la campagna mediatica vergognosa che si sta scatenando, alimentata dai soliti giornali che stanno riprendendo le parole di Aurelio De Laurentiis dopo l’interrogatorio di ieri alla Procura di Roma. Peccato che il potere di firma per tutte le operazioni di mercato ce le avesse proprio il Presidente del Napoli, indagato insieme a tutto il consiglio di amministrazione. Giuntoli non è indagato.
L’ennesima campagna mediatica sta partendo dai soliti noti. Posso dire solo una cosa: sono orgoglioso di non aver mai più comprato questi giornali dal 2006. Ma veniamo alle cose serie.
Elkann dà il via alla rivoluzione giuntoliana
Nella mente di Elkann c’era il passaggio di consegne Allegri-Giuntoli a fine di questa stagione. Così i dirigenti agneliani sono stati portati tutti in scadenza, mentre oggi, come sappiamo da tempo, alla Continassa sono pronti ad accogliere gli uomini del d.g. I nomi sono gli stessi di quelli che vi facevamo nella scorsa primavera: Giuseppe Pompilio (braccio destro di Giuntoli, uomo che starà in sede, sarà il suo vice in tutto) e Stefano Stefanelli, attuale direttore sportivo del Pisa che ha fatto bene non solo in Toscana ma anche a Cesena.
Micheli invece dovrebbe rimanere a Napoli vista la sua vicinanza con ADL, nonostante la topica di Rudi Garcia.
Stefanelli è legato da un contratto con i nerazzurri ma sarà il nuovo direttore sportivo della Juventus al posto di Giovanni Manna. Così ha rivelato ieri Romeo Agresti nel canale di Zampini-Momblano. Una sorpresa visto che l’anno scorso Stefanelli avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di d.s. della Next Gen. Progetto però – da quello che ci risulta – fu bloccato da Massimiliano Allegri. In ogni caso, come ha detto il giornalista di Goal.com i ruoli di Pompilio e Stefanelli saranno trasversali.
Quando Allegri bloccò l’arrivo dei nuovi dirigenti (il compromesso)
Quando Allegri convinse Elkann alla conferma (nonostante ci fosse già un accordo in essere con Igor Tudor) ed espresse il suo parere negativo su Giuntoli (gli ha sempre bruciato essere scavalcato da Calvo nella scelta del direttore sportivo), l’allenatore ha anche bloccato il rinnovamento dei quadri dirigenziali. Alla fine vinse una sorta di compromesso con Elkann: ok all’arrivo di Giuntoli, Calvo però avrebbe perso la delega sulla prima squadra (ed è stato dirottato a Vinovo) e furono confermati i dirigenti che stavano già lavorando nella Juve (Manna, Tognozzi, Cherubini e il ritorno di Claudio Chiellini).
Lo stesso Allegri lo ha rivelato in una conferenza stampa facendo riferimento al fatto che aveva consigliato alla proprietà di mantenere lo staff considerando che aveva lavorato molto bene sui giovani. Infatti è stato poi promosso Giovanni Manna.
Un piano che, da un certo punto di vista, potrebbe essere anche giusto visto la bontà dello scounting bianconero negli anni, ma dall’altra ha penalizzato il vero regista delle operazioni chiave degli ultimi anni: Matteo Tognozzi che è andato – non a caso – al Granada a gennaio.
Un vero peccato, ma il piano di Allegri è stato anche quello di bloccare l’arrivo dei vari Stefanelli e Pompilio. Non a caso, quando Giuntoli non riusciva a liberarsi dall’ “amico” De Laurentiis, la Juventus si è affrettata a nominare Manna d.s. della prima squadra e Claudio Chiellini della Next Gen. Dopo queste nomine e la conferma di Allegri, casualmente è stato liberato Giuntoli. Potete capire che con un compromesso del genere, la stagione sarebbe stata compromessa alle prime difficoltà con le spaccature che sono riaffiorate puntualmente.
Elkann delega Giuntoli? I fatti sembrano confermare
Proprio secondo Luca Momblano, in questi giorni Giuntoli sarebbe stato contattato da Elkann che gli avrebbe ribadito la fiducia e lo avrebbe stimolato a costruire la sua Juventus del futuro. Per la cronaca, per Momblano, Allegri avrebbe solo lo 0,88% di possibilità di rimanere.
Il movimento dei dirigenti parla chiaro, ma è comprensibile la paura dei tifosi e di chi scrive visto che qualcuno ci ricorda che “Allegri ha 9 vite come i gatti”. Dal punto di vista personale gliene auguriamo anche 50 di vite, ci mancherebbe. Ma dal punto di vista sportivo il suo ciclo alla Juve è palesemente finito, lo ha ribadito anche Romeo Agresti ieri, idem Fabrizio Romano che, ad oggi, all’estero è considerato il massimo esperto di mercato italiano.
Per Romano ci sono pochi dubbi. E Giuntoli è pronto nella rivoluzione con Thiago Motta cercando di proteggerlo con tutti i suoi uomini alla Continassa. Con l’uscita di Allegri, anche l’effettivo direttore generale Francesco Calvo dovrebbe ritornare da Vinovo al centro sportivo di riferimento.
Stefanelli d.s. chi sarà invece il nuovo capo scout?
Stefanelli prenderà il posto di Manna nel ruolo di direttore sportivo mentre rimane scoperto quello di capo degli osservatori, visto che Tognozzi è già andato (che rimpianti!) mentre Manna ci saluterà per abbracciare De Laurentiis.
I due nomi caldi sono il napoletano Mantovani (osservatore molto esperto) e Matteo Scala storico collaboratore di Giuntoli ora al Genoa come responsabile dei giocatori in prestito. Scala è stato direttore generale al Carpi, direttore sportivo al Bari, team manager al Napoli.
Ma c’è anche una traccia di una pista straniera. Vedremo, ma nonostante De Laurentiis e i soliti giornali che provano a destabilizzare l’ambiente, sta nascendo la nuova Juventus di Giuntoli.
Serve un direttore generale politico e un Presidente o vice carismatico
Una volta consolidata la parte sportiva, la Juventus – rimango sempre dello stesso avviso – dovrà comunque cercare un direttore generale molto esperto di politica sportiva, che dovrà avere un peso nella Lega e in FIGC, saper dialogare con UEFA e A22, facendo rispettare il brand Juventus e tutto quello che rappresenta. Un nuovo Marotta che possa affiancare un dirigente molto capace come Francesco Calvo. Deve essere anche un comunicatore. Se Marotta non ritornerà, bisognerà fare una ricerca ben approfondita e mirata, magari anche all’estero.
Inoltre si sente l’esigenza di avere un Presidente (o vice) rappresentativo ma anche molto esperto e carismatico nel mondo del calcio che rispetti l’autonomia di Giuntoli ma che lo sappia – con i modi giusti – anche consigliare e proteggere. Un Presidente che riporti la Juventinità e tutti i principi che ne derivano dopo che negli ultimi 5 anni è stata distrutta la mentalità e il DNA del club bianconero con una comunicazione disastrosa. Solo Alessandro Del Piero e Michel Platini potrebbero avere queste caratteristiche. Campioni carismatici capaci di potersi relazionare nei modi giusti anche con lo spogliatoio, trasmettendo a calciatori e tifosi la giusta dose di juventinità ma anche competenti dal punto di vista tecnico per sostenere la gestione sportiva (Giuntoli) e comprendere il lavoro delicato dell’allenatore.

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