Qual è la causa dell’immobilismo della Juve? Dalle scarse ambizioni della proprietà come sostiene la maggior parte dei tifosi e/o da questioni tecniche legate al bilancio? Quali sono le cause alla radice della crisi? I fatti vanno in un’unica direzione.
Oltre alle assenze non secondarie in organico di direttori sportivi e tecnici, al 29 giugno, la mancanza (o la mancata decisione) di un preparatore atletico è molto grave perché dopo oltre 10 anni di preparazioni atletiche a dir poco approssimative (vedi numero infortuni muscolari e condizione fisica per tutta la stagione) ancora la società non ha provveduto a rimediare a questo disastro.
Deve essere la società a metterci una toppa e gli allenatori devono adeguarsi visto che il problema è decennale.
La differenza di budget? Un alibi… azionisti hanno messo 900 milioni in 4 anni
Si parla tanto del Manchester City che ha speso 1,1 miliardi di euro sul mercato ma tutti si sono scordati che Exor e gli altri soci di minoranza dal 2021 in poi hanno messo 900 milioni di euro di aumenti di capitale.
Certo, la differenza di spesa in questi anni si nota molto di più. In prospettiva e nei prossimi bilanci ci sarà una differenza di fatturato tra i due club di circa 600 milioni di euro (il City arriverà a un miliardo secondo le proiezioni e la Juventus si assesterà sui 400 milioni).
Ma vogliamo parlare dei treni persi dalla Juventus dal 2021 in poi? Dalle scelte e spese pazze e senza senso a livello tecnico?
Il tridente Juve da quasi 200 milioni di investimenti…
Vogliamo prendere il tridente schierato nell’ultima partita? Vlahovic 100 milioni (80+10 commissioni + 10 bonus), Koopmeiners 60 milioni, Nico Gonzalez 38 milioni. Totale 198 milioni.
Chi ha assicurato a Vlahovic un ingaggio a salire con i bonus da 12 milioni di euro ha fatto un’operazione, nel 2021, da top club di Premier League.
Il City ha speso meglio ma soprattutto ha lavorato meglio sul campo.

Il progetto tecnico decennale di Pep e il fallimento del club dei 40enni
La verità è che il Manchester City ha un progetto tecnico decennale che funziona con Guardiola, la Juventus non ha mai avuto un progetto tecnico e atletico dal 2019 a questa parte, alla Continassa hanno fatto sfoggio solo una bella banda di incompetenti sia fuori che dentro il campo (questo dicono i fatti rispetto alle risorse sprecate).
Dopo il licenziamento di Marotta nessuno ci ha capito nulla e il ciclo disastroso del “club dei 40enni” si chiuderà con la richiesta di patteggiamento di Andrea Agnelli e Fabio Paratici (dopo l’accordo con la Procura di Roma) con 1 anno e 8 mesi (dovrà esprimersi il Giudice per l’Udienza Preliminare a settembre) di reclusione con pena sospesa per reati molto gravi per qualsiasi amministratore di una Spa e una palese incompatibilità a ricoprire ruoli apicali in una società quotata in Borsa.
La doppia beffa: ha fallito l’unico della Famiglia che ha Passione
Parlo da tifoso: una vera beffa e dispiacere perché Andrea Agnelli è l’unico della Famiglia che ha realmente passione e ambizione per la Juventus, è un doppio danno gigantesco per noi juventini perché rischiamo di perdere l’unico vero appassionato.
Riassumere la sua presidenza solo con questa condanna è ingiusto, nei primi anni, ha supportato al meglio i suoi manager (Marotta, Paratici, Nedved etc) da vero presidente illuminato e anche con idee che potevano portare questo club alla grandezza.
Invece, uscito il tutor, l’uomo dell’equilibrio e dei piedi per terra, Marotta (ma anche Mazzia è stato un elemento molto prezioso), abbiamo assistito al disastro, unito a difficoltà crescenti dovute alla fine di un ciclo sportivo e al Covid19 che ha appesantito il bilancio per almeno 200 milioni oltre ad avere indotto i nostri manager a delle irregolarità che ci sono costate parecchio.
Il disastro post Marotta
Le scelte sugli allenatori, giocatori e direttori è stata una più disastrosa dell’altra come aver fatto firmare contratto nel 2021 a Vlahovic e allo staff tecnico a quelle condizioni (20 milioni di stipendio annuo lordo solo per lo staff per 4 stagioni).
Le scelte politiche poi hanno messo il mondo sportivo e politico contro la Juventus ed è stata la fine soprattutto per il club, con l’intervento forzato di Elkann che ha commissariato tutto.
Gli acquisti disastrosi
Questa ossessione a “forzare” i fatturati, deleghe tecniche alle persone sbagliate che vedevano il calcio anni luce indietro rispetto a Guardiola, Klopp e ai top allenatori mondiali, scelte sul mercato disastrose (Vlahovic 80+10+10 milioni, Arthur a oltre 70 milioni per ragioni di bilancio, Locatelli 38 milioni, Kulusevski 38 milioni, De Light 70 milioni, i super ingaggi a Di Maria e Pogba rotto etc etc).
L’ultima campagna acquisti con Giuntoli-Motta ci ha dato il colpo di grazia, forse più nelle uscite che nelle entrate, ma anche con tre grandi investimenti sbagliati in pieno.
E’ da 10 anni che alla Juventus non c’è uno staff tecnico che va al passo con i tempi e che è capace di costruire qualcosa di serio e credibile.
Comolli avrà il difficile compito di provarci con nuove figure ma siamo in gravissimo ritardo, per questa ragione vi scrivevo che il 29 maggio non si possono fare rivoluzioni in un top club, oltretutto a 15 giorni dall’inizio di un Mondiale.

Elkann e Scanavino hanno le ambizioni giuste? I dubbi sono legittimi
Se devo ragionare solo in termini di ambizioni, devo essere onesto: con Elkann e Scanavino non ho molte speranze. E aumenta il rammarico per il mancato coinvolgimento di un azionista così ricco come Tether che vuole investire nella squadra (hanno capito che la fan base e i potenziali clienti della Juventus nel Mondo sono una base di partenza pazzesca, ma il brand è svalutatissimo in questo momento).
Sotto questo profilo l’unica speranza è che la società sia venduta, ma Elkann non vuole vendere.
Agnelli può tornare o no?
Ma quante speranze ci sono che torni Agnelli? La sua squalifica sportiva scade a ottobre ma se il GUP accetterà l’accordo di patteggiamento, una condanna del genere non è opportuna per gli azionisti e i mercati finanziari (Borsa).
Inoltre potrebbe essere molto pericoloso anche per la sua posizione legale, visto che la pena sarà sospesa per 18 mesi ma in caso di reiterazione del reato rischierebbe grosso (anche per un banale errore contabili o per la responsabilità oggettiva degli amministratori).
Però la Juve ha bisogno si di un controllo sui conti efficace (quello è essenziale per vedere la luce in futuro e non il baratro) ma anche di Passione e coinvolgimento e Andrea Agnelli è l’unico della famiglia che potrebbe garantirlo.
Andrea Agnelli, e se il suo ritorno fosse solo ufficioso?
La richiesta di patteggiamento può essere vista come una mossa di evitare processi. Certo, la condanna sarebbe sicura ma la vicenda non sarebbe così mediatica come vedere, per la prima volta, un Agnelli in tribunale. Forse, è proprio la strategia per gestire – sotto il profilo proprio mediatico – un suo ritorno in modo soft nei prossimi anni?
Lancio una provocazione: e se tornasse Andrea Agnelli con un ruolo ufficioso e non apicale (fin quando la Juve sarà quotata è molto difficile), supportato da nuovi soci, magari con un ruolo da dietro le quinte come faceva il padre Umberto e si curi della Juventus e del suo piano di sviluppo con un commissario sui conti e la riorganizzazione (che potrebbe essere proprio Comolli che riorganizza dall’interno la Juve visto che dal 2018 al 2022 abbiamo assistito al vero disastro interno) mentre Elkann potrebbe garantire copertura politica stringendo un’alleanza con la FIFA e Infantino per una nuova Superlega Mondiale (ne parleremo in un futuro editoriale) che prenda spunto dal Mondiale per Club. E’ l’unica via d’uscita per sfuggire alle grinfie della UEFA e di Gravina.
Il ritorno ufficioso di Andrea forse potrebbe essere l’unica soluzione, se si presentasse con un allenatore di rango vincente e credibile a livello internazionale, potrebbe dimostrare a tutti che ha capito i suoi errori e il suo ritorno potrebbe essere accettato anche da gran parte della tifoseria che è molto scettica.
Il mese scorso a Torino si sono diffuse numerose voci sul suo ritorno, in più ci sono stati dei segnali inconfutabili: l’addio di Calvo, la retromarcia improvvisa di Conte (i suoi due nemici-rivali principali), l’allontanamento improvviso di Giuntoli che aveva fatto fuori l’amico Max e soprattutto un ruolo più centrale di Chiellini, da sempre suo uomo di fiducia.
Non vedo altri punti di svolta: il ritorno ufficioso di Andrea Agnelli (con molte incognite ma anche tanto coinvolgimento) oppure la vendita in toto di Exor, ma le mie fonti smentiscono: Elkann non venderà. E non si conoscono i reali motivi. Eppure Tether rimane alla finestra.

Io vedo solo una persona in grado di dare quella serenità e competenza, sia alla squadra che ai dirigenti. Questa persona non deve essere per forza esposta nella società, ma può avere un ruolo interno a cui possano appoggiarsi allenatore e direttore sportivo. Michel Platini.
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sarebbe un sogno per tutti
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