di Alessandro Cilione
La Next Gen nasce con un obiettivo preciso: valorizzare i giovani cresciuti nel settore giovanile e, allo stesso tempo, individuare e sviluppare altri talenti provenienti dal panorama italiano e internazionale.
La Juventus, pioniera in Italia con questo progetto, in questi anni ha svolto un lavoro importante, ma probabilmente soltanto a metà. Perché se da una parte la Next Gen ha prodotto giocatori e operazioni di mercato, dall’altra si poteva fare di più soprattutto nella valorizzazione dei ragazzi destinati a completare, e magari un giorno a costituire, l’ossatura della Prima Squadra.
La vera perla prodotta dal progetto è stata Kenan Yildiz. Poi sono arrivate diverse buone operazioni, ma resta la sensazione che il patrimonio tecnico ed economico della Next Gen non sia sempre stato sfruttato fino in fondo.
Basta pensare alle cessioni di Huijsen, Barrenechea, Soulé, Dragusin, Muharemovic, Savona, Puszka e Daffara. Alcuni di questi ragazzi, attraverso un percorso più completo di valorizzazione in Prima Squadra, avrebbero forse potuto generare ricavi superiori. Altri, invece, avrebbero potuto addirittura rappresentare giocatori sui quali puntare direttamente con la maglia bianconera.
Naturalmente la Serie C non rappresenta un banco di prova definitivo. Ed è proprio qui che devono entrare in gioco la competenza e il coraggio di allenatori e dirigenti: capire chi possiede davvero la stoffa per arrivare ad alti livelli, chi può diventare una risorsa tecnica per la Juventus e chi, invece, può essere valorizzato sul mercato generando plusvalenze.
Altrimenti il rischio è che il progetto Next Gen diventi fine a se stesso: uno strumento utile soprattutto a produrre qualche ricavo con cui sistemare i conti, anziché una vera fabbrica di giocatori per la Juventus.
Con la speranza di vedere in futuro ancora più coraggio da parte della società, ecco quelli che, a mio giudizio, sono i prospetti più interessanti della rosa 2026/27.
STEFANO MANGIAPOCO – PORTIERE, 22 ANNI
Ha già mostrato qualità interessanti e un ottimo rendimento. È un portiere sicuro tra i pali, reattivo e abile nelle uscite. Sa guidare bene la difesa, mentre deve ancora migliorare nella gestione del pallone con i piedi. Un profilo da seguire.
RICCARDO RADU – PORTIERE, 19 ANNI
Nel test in famiglia ha mostrato cose interessanti e arriva da ottime stagioni nel settore giovanile. È sicuramente un portiere da seguire con attenzione, dotato di un potenziale tecnico e fisico importante.
CHRISTIAN CORRADI – DIFENSORE, 21 ANNI
Difensore ruvido e particolarmente attento nella marcatura dell’uomo, caratteristica diventata quasi una rarità nel calcio moderno. Questa stagione in Next Gen sarà importante per comprenderne fino in fondo le potenzialità e capire se possa intraprendere un percorso di crescita mirato verso livelli superiori.
ALFONSO MONTERO – DIFENSORE, 19 ANNI
Figlio di Paolo, possiede caratteristiche differenti rispetto al padre ed è sicuramente molto più raffinato tecnicamente nella gestione del pallone. Se riuscirà ad acquisire anche solo una parte della “garra” che contraddistingueva Montero senior, potremmo trovarci davanti a un potenziale futuro leader del reparto difensivo bianconero.
AUGUSTO OWUSU – CENTROCAMPISTA, 21 ANNI
Centrocampista dalla grande struttura fisica (nella foto in copertina), per certi versi ricorda Marcel Desailly. Si trova però già davanti a una stagione importante per il proprio futuro: bisognerà capire quale sia il suo reale margine di crescita e quale possa essere il percorso migliore, tra un avvicinamento alla Prima Squadra e un eventuale prestito in una categoria superiore.
TEOMAN GÜNDÜZ – CENTROCAMPISTA, 22 ANNI
Possiede già una buona esperienza in Serie C e nella scorsa stagione stava dimostrando di poter ambire almeno alla categoria superiore prima che un brutto infortunio ne interrompesse la crescita. Al rientro dovrà dimostrare di essere tornato quello di prima: un centrocampista dinamico, tecnico e instancabile.
FILIPPO PAGNUCCO – ESTERNO DIFENSIVO, 20 ANNI
Esterno sinistro utilizzabile anche sulla fascia opposta, sta mostrando una crescita evidente sia dal punto di vista fisico sia tecnico. Il rendimento è costante e la qualità sembra in continua ascesa. È uno dei prospetti che merita maggiore attenzione e, considerando anche le esigenze della Prima Squadra sugli esterni, sarebbe interessante vederlo progressivamente avvicinato ai grandi.
ANTONIO MEROLA – TREQUARTISTA, 19 ANNI
Forse uno dei talenti più cristallini dell’ultima nidiata. Fantasia, tecnica e dinamismo: un giocatore capace di creare qualcosa dal nulla. Per caratteristiche può ricordare, con tutte le proporzioni del caso, una sorta di Modric più offensivo. È un talento da valorizzare con grande attenzione e questa potrebbe essere la stagione giusta per affidargli un ruolo da protagonista in Serie C.
DESTINY ELIMOGHALE
Si parla moltissimo di lui, forse persino troppo considerando la giovanissima età. Brambilla dovrà essere particolarmente bravo nella sua gestione. Bisognerà comprendere quanto la sua attuale superiorità rispetto ai coetanei dipenda dalla straordinaria esplosività fisica e quanto, invece, sia accompagnata da qualità tecniche destinate a emergere anche nel calcio dei grandi. È molto giovane: il suo talento va accompagnato senza bruciare le tappe.
ADIN LICINA – TREQUARTISTA/ESTERNO, 19 ANNI
È già stato aggregato e avvicinato alla Prima Squadra. Possiede un grande sinistro, fantasia e qualità nell’uno contro uno. A mio avviso potrebbe essere pronto anche per un prestito in Serie B, soprattutto perché in Prima Squadra al momento troverebbe parecchia concorrenza nel suo ruolo. Con un talento del genere è importante non perdere tempo: deve giocare.
FRANCESCO LEONE – CENTROCAMPISTA, 19 ANNI
È uno dei miei preferiti. Ha caratteristiche che potrebbero permettergli di diventare uno juventino di lungo corso. Testa, tecnica, personalità e dinamismo ne fanno un centrocampista estremamente completo.
Per certi aspetti ricorda Claudio Marchisio: sa fare un po’ tutto e interpreta il centrocampo con intelligenza. Mi aspetto una stagione importante da parte sua e, se confermerà queste impressioni, anche un progressivo avvicinamento alla Prima Squadra.
ISMAEL KONATÉ – ATTACCANTE, 20 ANNI
Attaccante potente e di prospettiva, efficace sotto porta e molto bravo ad attaccare la profondità. Possiede caratteristiche che potrebbero risultare interessanti anche pensando alle esigenze future della Juventus. Il salto di livello servirà soprattutto per verificarne continuità e personalità in un ambiente molto più esigente.
JUSTIN OBOAVWODUO – ATTACCANTE, 20 ANNI
Il nome non è semplicissimo da pronunciare, ma in area di rigore sa farsi notare. È un attaccante pericoloso, con una buona confidenza con il gol, utilizzabile sia da esterno offensivo sia da seconda punta.
Nel precampionato ha mostrato di dover ancora acquisire esperienza e malizia, ma il potenziale c’è e merita di essere seguito.
MENZIONE SPECIALE: BRAMBILLA E GUERRA
Infine, una menzione particolare va a Massimo Brambilla e Simone Guerra.
Il primo è l’allenatore, il secondo è, per certi versi, l’allenatore in campo.
Brambilla ha dimostrato personalità e una notevole capacità di lavorare con i giovani, riuscendo soprattutto a convivere con situazioni di continua emergenza. Negli anni ha ottenuto risultati anche quando la sua rosa veniva ripetutamente “saccheggiata” per esigenze della Prima Squadra o del mercato.
Guerra, invece, a 36 anni rappresenta il collante dello spogliatoio: l’uomo capace di collegare la spensieratezza e talvolta la fisiologica follia dei ragazzi con la necessità di diventare una squadra vera, competitiva e capace di produrre valore.
Per ragioni differenti, entrambi rappresentano perfettamente ciò che dovrebbe essere la Next Gen.
Perché alla fine il punto è proprio questo: la Next Gen non dovrebbe essere soltanto una squadra che gioca in Serie C e produce plusvalenze. Dovrebbe essere il luogo nel quale si costruiscono i futuri giocatori della Juventus.
E quando il talento c’è, bisogna avere anche il coraggio di scoprirlo prima degli altri. E soprattutto di tenerselo.
Alessandro Cilione
