Pape Sarr (nella foto) è un giocatore molto vicino alla Juventus in prestito, Carnevali e Massara stanno trattando con il Tottenham ma l’intesa è una questione di dettagli. Certo, dicevano la stessa cosa per Kessie e sappiamo come è finita. L’ivoriano ha accettato l’Atalanta perché gli offriva un anno in più di contratto mentre la Juventus sul triennale era molto scettica. Ma mai come in questa operazione, abbiamo ottenuto la conferma che oggi, avere una proprietà ricca conta poco con il Financial Fair Play della Uefa, quello che conta è avere una proprietà competente con manager competenti e allenatori che hanno nella testa solo una cosa: valorizzare il patrimonio a propria disposizione. Senza un aumento dei ricavi (vendite con plusvalenze reali) sei destinato a una decrescita infelice, cosa che sta succedendo dal 2018 in poi.
IL FAIR PLAY FINANZIARIO IMPONE UN MODO DI RAGIONARE DIVERSO, NON SERVE UNA PROPRIETA’ RICCA MA COMPETENTE
Forse l’ha capito anche Spalletti dopo una prima stagione disastrosa (mezza rosa rottamata e sesto posto) ? Penso di si, l’operazione di recupero di Douglas Luiz spero vada in quella direzione.
E’ da maggio che vi dico la stessa cosa: se non valorizziamo i nostri esuberi, i nostri giovani, i nostri calciatori, non usciremo mai da questa crisi profonda societaria e finanziaria, perché il Fair Play Finanziario ha delle regole precise e la matematica non è un’opinione. Basta solo conoscere superficialmente la normativa UEFA (poche norme), capire un minimo di bilanci e poi sono le calcolatrici che emettono le sentenze.
SPALLETTI HA CAPITO CHE LE SOLUZIONI NON PASSANO DAL MERCATO MA DAL CAMPO? FORSE SI
La Juve se non rilancia Douglas, Koop, Nico Gonzalez, Openda (che ha segnato anche ieri con il Lione) non uscirà mai da questo vicolo cieco. Su David il discorso è molto più delicato, oramai dal punto di vista ambientale è impossibile per lui andare avanti (ieri è stato fischiatissimo dallo Stadium, lui ha paura anche della sua ombra). Idem per Di Gregorio. Bisogna sperare che questi due giocatori, insieme a Miretti, facciano bene in prestito, per poi cederli almeno al prezzo di costo.
LA DIFFERENZA CON L’ATALANTA
L’Atalanta ha incassato oltre 100 milioni dalla cessione di due giovani: i bergamaschi sono stati abili ad averli mandati in prestito nelle società giuste, anche questa è una qualità che un dirigente deve avere. Senza quegli incassi, i bergamaschi non avrebbero mai potuto sostenere l’operazione Kessie che ha richiesto un pagamento delle commissioni all’agente Atangana molto alte (ieri è stato oggetto di una dichiarazione polemica di Carnevali).
COSA FA LA DIFFERENZA OGGI TRA I CLUB DI A
In Serie A, le società che hanno capacità di spendere sono quelle che riescono a vendere meglio delle altre. La Juventus negli ultimi 12 anni ha valorizzato pochissimi giocatori in prima squadra, forse nessuno, diventa impossibile vendere così: ingaggi alti e zero rendimento in campo.

CESSIONI GRAZIE ALLA VALORIZZAZIONE E LAVORO DI ALTRE SQUADRE
Le ultime cessioni sono state quelle di Soulé (grazie alla valorizzazione in prestito del Frosinone), Hujisen (anche lui era in prestito, alla Juve sarebbe marcito in panchina) e dei giovani Savona e Mbanugla (nell’unico anno in cui un allenatore ha avuto il coraggio di lanciarli in prima squadra).
Quest’anno abbiamo incassato da Muharemovic non per meriti nostri: svenduto per un milione al Sassuolo e che non ha mai giocato nella Juventus se non in Serie C nella Next Gen. Grazie al 50% della rivendita siamo riusciti a incassare quasi 20 milioni, per il resto ha fatto tutto il Sassuolo, abbiamo avuto solo fortuna.
LA PUZZA SOTTO IL NASO E LE LOTTE INTERNE CHE HANNO DEVASTATO TUTTO
Gli allenatori alla Juve pare abbiano molta puzza sotto il naso e non hanno alcuna volontà di mettersi a lavorare sul campo, soprattutto se i giocatori arrivano da dirigenti che considerano rivali. Le guerre interne hanno fatto molti danni.
2021, primo anno di Allegri-bis, furono mandati al macero due investimenti importanti come Arthur (82 milioni) e Kususevski (oltre 40 milioni), più i vari Rovella (pagato uno sproposito essendo in scadenza) e altri giovani. Per non parlare di Donnarumma e Chala presi a parametro zero da Paratici e acquisti rinnegati.

Giuntoli e Motta hanno messo alla porta Federico Chiesa, Danilo non lo conto perché era già un giocatore finito (tutta questa narrazione volto ad esaltare un ex calciatore la trovo a dir poco vomitevole). Szczesny tecnicamente poteva fare ancora comodo ma aveva uno stipendio assolutamente gravoso (13 milioni di euro, chi gli ha fatto il contratto?).
L’anno scorso si è toccato il culmine, Comolli-Chiellini hanno fatto tabula rasa degli acquisti di Giuntoli: Nico Gonzalez in prestito all’Atletico Madrid (la cura Simeone è servita a fargli tirare fuori tutta la “garra” ma poteva far comodo), Douglas in giro per la Premier, Veiga neanche contemplato quando sarebbe stato il rinforzo ideale per la difesa sia per la fase di impostazione che difensiva, Alberto Costa scambiato per Joao Mario (altra operazione da manicomio). Poi c’è la trattativa tragicomica per Kolo Muani con il PSG.
LE CONDIZIONI PER AVERE BILANCI IN ORDINE E POTERE DI SPESA SUL MERCATO
In ogni caso, oggi in Serie A, se un club non ha un allenatore che valorizza i propri giocatori e i dirigenti sono abili nel vendere, non si va da nessuna parte. Anche perché la competitività delle squadre italiane in Europa stenta a decollare, anzi ogni anno peggiora, quindi i premi UEFA vanno in altri campionati.
Passa tutto dall’aumento dei ricavi, ovvero dalle plusvalenze.
Non a caso abbiamo assistito a un mercato bloccato, nel quale gli esuberi hanno fatto la differenza.
Il Napoli ha pagato due anni di investimenti folli (pensiamo a 40 milioni per Lucca) e non è riuscito a vendere sul mercato un solo giocatore in Premier League. L’unica squadra che ha speso realmente è il Milan che veniva da due utili di bilancio. L’Inter ha investito ma ricordiamoci che veniva da due finali di Champions in tre anni, incassando parecchi premi Uefa.
L’ATALANTA IN EUROPA
L’Atalanta l’anno scorso è andata più avanti della Juve in Champions. Il club bianconero non solo non riesce a valorizzare (e quindi a vendere nessuno) ma sta facendo acqua dal 2018 in Europa. E le dichiarazioni discutibili di Andrea Agnelli proprio sull’Atalanta che non meritava di giocare nella massima competizione europea stridono ancora di più, sanno di beffa. Il club bergamasco ha vinto un Europa League, la Juve dell’Agnelli bis (quello senza Marotta) e dell’Allegri bis in Europa ha fatto un buco nell’acqua. Gasperini e Sartori per anni hanno fatto un lavoro serissimo grazie anche a presidenti e manager come i Percassi che avevano esperienza dirette di campo (oltre a essere brillanti imprenditori partiti dal nulla sono anche ex calciatori di buon livello).

LA COMPETENZA FA LA DIFFERENZA NON UNA PROPRIETA’ RICCA
Se non sei competente, con questo Fair Play finanziario, non vai da nessuna parte ma soprattutto non puoi permetterti di non fare giocare quelli che il tuo allenatore considera esuberi. Gli allenatori devono lavorare sul campo e pensare meno al mercato. Negli ultimi anni, i top allenatori italiani hanno avuto solo pretese, vogliono fare i manager all’inglese ma facendo così sono solo la rovina dei propri club.
Le migliori Juventus della storia avevano i bilanci in ordine: nei 12 anni della Triade non c’è stato un aumento di capitale da parte di Ifil (ora Exor). Con Marotta fino al 2018 si vinceva e i conti erano erano perfetti, si chiudeva anche in utile.
SERVONO DEI VERI ALLENATORI AZIENDALISTI E NON FINTI MANAGER ALL’INGLESE
Servono realmente allenatori aziendalisti (e non finti aziendalisti esaltati dagli amici giornalisti) che non fanno richieste sul mercato. Trapattoni, Lippi e Capello (con la triade) mai si sono sognati di puntare i piedi.

IL CASO DAVID
I giocatori vanno valorizzati tutti, poi ci sono casi disperati come David che rientrano in una casistica statistica che fa parte del gioco. Ma il resto va assolutamente valorizzato.
Ieri, in ogni caso, David è stato messo da sottopunta (per me neanche così sbagliata la posizione dopo averlo visto ai Mondiali con il Canada) dopo che il suo allenatore per sei mesi gli aveva fatto la guerra. Il morale di David è a terra e forse, per quello che ha fatto vedere alla Juventus, è l’unico calciatore acquistato in questi anni che non è realmente adatto al calcio italiano.
GLI ESUBERI MERITANO FIDUCIA
Su tutto il resto, io invece ho molta fiducia (anche Openda farà vedere in Ligue 1 tutto il suo valore, è un giocatore abile soprattutto nelle ripartenze e in Europa con spazi larghi può fare bene come l’ha fatto a Lipsia). Il rendimento costante in crescendo di Douglas Luiz è la dimostrazione che se lavori sulla testa di un calciatore puoi ottenere molto. Idem Nico Gonzalez: è stato rivitalizzato dalla scossa elettrica chiamata Simeone, alla Juve può proseguire in percorso di crescita.
CI POSSIAMO PERMETTERE DI AVERE LA PUZZA SOTTO IL NASO OGGI?
Chi siamo noi, per avere la puzza sotto il naso? Koopmeiners da trequartista negli ultimi due anni all’Atalanta ha fatto 22 goal con 9 assist. Non sono d’accordo con chi dice che il goal è stato casuale.
Come mi ha ricordato l’amico mister Alessandro Cilione, per fare un goal così devi avere una tecnica superiore alla media. Cerchiamo di mettere questa tecnica a disposizione della Juve.
Poi dipende anche dal calciatore, ma essere fischiato dallo Stadium prima di scendere in campo vuol dire farsi male da soli. Lo Stadio fischia chi non ha mai avuto fiducia e applaude chi da 6 anni ci ha condannato a questa mediocrità.
IL 29 AGOSTO E’ STATO DECISIVO PER FARCI CAPIRE UN PO’ DI COSE?
Spero che la giornata di ieri abbia dato a Spalletti i giusti segnali: da una parte che in questo momento non possiamo fare affidamento sul mercato (il nostro potere d’acquisto è quasi inferiore dell’Atalanta o forse è molto vicino), non può essere il calcio mercato a risolvere i nostri problemi (un centrocampista numericamente però ci vuole per via dei problemi di Thuram), dall’altra i presunti esuberi possono darci le giuste risposte con il duro lavoro e la fiducia dell’allenatore.
ALAJBEGOVIC VA TUTELATO
Dopo aver visto per mezz’ora Alajbegovic mi sento di condividere con voi un altro pensiero: ero critico con Spalletti perché non l’ha schierato dall’inizio, ma in effetti mi sono reso conto che questo 18enne ha bisogno di crescere e di ambientarsi nei giusti tempi. Ieri era molto timido, è palese che ha bisogno qualche mese di ambientamento, di giocare i suoi spezzoni di partita ma ha la pressione (compresa la mia) del popolo juventino sulle spalle. Non bruciamolo, lasciamolo lavorare in pace, non è che l’infortunio di Yildiz debba per forza di cose schiacciarlo dalla pressione.

KOLO MUANI: BRAVO AD ATTACCARE LA PROFONDITA’ , MENO L’AREA
Idem su Kolo Muani: non ero convintissimo a quelle cifre del suo acquisto (per usare un eufemismo) ma oggi è il nostro centravanti e va sostenuto, così come il portiere (Vicario). Kolo nel primo tempo ha riscontrato problemi perché la difesa del Parma era chiusa, David gli levava spazi e la Juve faceva solo crossing game, non proprio adatto alle sue caratteristiche. Anche Locatelli e Douglas non hanno mai verticalizzato verso di lui.
Entrato Nico trequartista gli ha subito messo una bellissima palla in profondità. Liberati poi gli spazi sull’1-0 si è visto un attaccante che sulla profondità può essere devastante. E’ necessario però anche un suo vice, non può reggere la stagione intera da solo. Ma sono anche curioso di vedere anche Jeff Ekhator che ha caratteristiche simili.
LE CONDIZIONI PER USCIRE DA QUESTO LABIRINTO
Senza aver valorizzato il 90% della rosa non usciremo mai dal labirinto del Fair Play finanziario, soprattutto con questa proprietà che punta al pareggio di bilancio e non ha un minimo di ambizione nel voler gestire con la UEFA una transizione meno cruenta. La Juve deve rilanciare i suoi costosi acquisti ma anche investire, cosa che di fatto gli è stata consentita solo in parte. Ma ripeto, dipendiamo soprattutto da Luciano Spalletti nel suo lavoro sul campo e nella volontà di preservare e valorizzare tutta la rosa. Il mercato non può essere oggi la soluzione.
