Suzuki è una operazione in partnership tra Juventus e PSG? E’ l’unica logica possibile, ma a volte nel calciomercato le logiche non esistono.
⚽️LE OPERAZIONI “ALLA PREZIOSI”
Una decina di anni fa, durante una cena, un giornalista di Genova del Sole 24 Ore, grazie a un potente amico comune ben introdotto nell’imprenditoria ligure e internazionale, mi spiegò per filo e per segno i meccanismi finanziari delle operazioni Preziosi e del suo modus operandi in Serie A. Non posso entrare nello specifico ma Enrico Preziosi aiutava – può sembrare un paradosso ma è così -, guadagnando cifre non banali, alcuni dei club più importanti di Serie A come il Milan di Galliani (suo grande amico). Preziosi, del resto, era in affari con Berlusconi da tanto tempo, grazie alla pubblicità su Mediaset era riuscito a lanciare la sua creatura la “Giochi Preziosi”. Stiamo parlando di un imprenditore che era partito da un garage ed ha costruito un impero.
⚽️ OPERAZIONI “NECESSARIE” PER LA SOPRAVVIVENZA DEL SISTEMA
Sotto un certo punto di vista Preziosi è come se aiutasse a sostenere la liquidità di alcuni club nel breve periodo per operazioni lampo. Era un ingranaggio necessario al sistema e oltre a guadagnarci, riusciva a garantirsi dei giocatori che – in condizioni normali – il Genoa non si sarebbe mai potuto permettere.
Anche Beppe Marotta faceva affari con lui (pensiamo alla comproprietà di Ciro Immobile che ha fatto andata e ritorno più volte). I grandi del calcio si affidavano a lui per sistemare i bilanci oppure quando erano in crisi di liquidità e dovevano in qualche modo crearsi dei budget per nuove operazioni, cedevano in leasing al Genoa dei calciatori in esubero per poi riprenderseli.
⚽️ IL SASSUOLO DI CARNEVALI
Anche il Sassuolo di Carnevali ha fatto – in maniera più elegante – delle operazioni in partnership, numerose con la Roma (pensiamo a Pellegrini) o la Juve dell’amico Beppe Marotta. Nulla di illegale ma una manipolazione al limite con le regole federali si. Si può dire la stessa cosa del modus operandi di Enrico Preziosi, un mago nella reinterpretazione dei regolamenti sul mercato. Pane e fantasia.
⚽️ L’INCHIESTA PRISMA E LE CONDANNE ALLA JUVE
Sarà un caso ma dopo Prisma e le condanne alla Juve anche Preziosi è sparito dalla Serie A. Da quando inoltre i club non possono usare formule fantasiose (post sentenze sportive nei confronti della Juve), il mercato in Italia è paralizzato. Devono tutti cedere prima di comprare, quindi c’è una paralisi totale.
Solo Como e Fiorentina riescono a fare mercato perché la prima ha una proprietà ricchissima e potente che ha deciso di fregarsene del Fair Play finanziario, la seconda viene da anni di plusvalenze reali e di buona gestione del club dal punto di vista finanziario, con Paratici o farà un definitivo salto in avanti o andrà incontro a un declino pericoloso. DIpenderà dalla resa dei nuovi acquisti.
⚽️ PERCHE’ LA PARTNERSHIP TRA PSG E JUVE NON E’ DA SCARTARE
Per tutte queste ragioni, chi ipotizza una partnership tra PSG e Juventus per Suzuki, non è che si può escludere a priori, considerando i tempi di Vacche Magre per la real casa bianconera.
Ripeto, non è che ci credo ma non si può neanche escludere un rapporto nuovo di collaborazione, un’alleanza tra Juve e PSG. Il cui rapporto si era incrinato con lo scippo di Coman a zero da parte di Paratici. Solo Cherubini e Allegri riuscirono in qualche modo a risolvere la grana grossa di Paredes (prestito costatoci 14 milioni di euro l’anno di ingaggio lordo per fargli fare panchina) per il club qatariota.

⚽️ LA DEFINITIVA ROTTURA CON LA SUPERLEGA
Poi c’è stata la Superlega e la definitiva rottura. La Juventus era il club più potente d’Europa nel 2018 con Marotta in Lega e consiglio Federale, Agnelli presidente dell’ECA. La cacciata dell’a.d. e le dimissioni nel 2021 di Agnelli hanno spianato la strada al PSG come potenza mondiale.
Con Comolli sappiamo come è finita per Kolo Muani.
Le prime parole di Carnevali su Kolo Muani sono state: “dobbiamo ricostruire rapporti diplomatici con Parigi”.
⚽️ PRIMO INDIZIO: IL FINALE DELL’OPERAZIONE KOLO MUANI
Ci sono dei sospetti su come sia stato riscritto il finale proprio per la punta francese: per un’estate trattato per il prestito con obbligo condizionato e poi preso a titolo definitivo per una cifra che può arrivare ai 50 milioni. Proprio in quei giorni è iniziata a circolare la notizia (all’apparenza folle) del prestito di Suzuki che sarebbe stato acquistato dal PSG.
⚽️ UN’OPERAZIONE CHE DAL PUNTO DI VISTA TECNICO NEL BREVE PERIODO NON HA SENSO PER PSG E JUVE
Un’operazione che non conviene al PSG: cosa se ne fa di un portiere che in Serie A, nelle ultime due stagioni, ha alternato partite buone a altre disastrose? Stiamo parlando del club bi-campione d’Europa: davvero può essere interessato a Suzuki? Siamo seri. Inoltre i parigini hanno già tre portieri sotto contratto. Ma per loro il rischio finanziario di averne un quarto è molto relativo rispetto alla situazione difficile della Juve.
Un’operazione che non conviene alla Juve se non dal punto di vista economico. Perché dal punto di vista tecnico Suzuki oggi non offre garanzie per competere ai massimi livelli, può essere un acquisto di prospettiva. Cioè può aver senso acquistare il suo futuro, meno il suo presente.
⚽️ JUVE: IL PROBLEMA DEI PORTIERI SOTTO CONTRATTO
La Juve ha poi un problema non solo di liquidità e di parametri per il fair play finanziario ma ha anche due portieri sotto contratto che non hanno mercato, Pinsoglio non lo metto nella lista perché è una risorsa e non un peso.
Quindi se acquisti un terzo portiere e questo si rivela un altro Di Gregorio, rischi di rimanere paralizzato sul mercato nel ruolo per 4/5 anni.
Non sono del tutto campate in aria le teorie di chi ipotizza un acquisto in leasing travestito da prestito per uno o due anni (magari a giugno 2027 verrà prolungato). E il PSG cosa ci guadagna?
⚽️ PERCHE’ AL PSG POTREBBE INTERESSARE UNA PARTNERSHIP CON LA JUVE
Parliamoci chiaro: al PSG della Juventus non gliene frega nulla di fare beneficenza. Se c’è un club che da sempre ostile è proprio quello parigino. Però con Carnevali la Juve si è avvicinata al potere funzionale alla UEFA. E sia il PSG e la UEFA hanno tutto l’interesse affinché la Juve e la Lega di Serie A siano sue alleate politiche nella scalata alla FIFA e al calcio mondiale. Per loro la priorità è che un attore fondamentale della Serie A non ricada nelle mani di Agnelli e di coloro che vogliono un calcio con competizioni gestite dai club e dalla FIFA e slegate dalla UEFA (proprio in queste settimane è emersa l’intesa di Infantino e della FIFA con la Superlega nel 2021).
Quindi il PSG ha senza dubbio un interesse politico dal momento che Nasser Al-Khelaïfi deve avere tanti alleati potenti per presentarsi alla corsa per la presidenza del calcio mondiale, sia in Asia che in Europa.
⚽️ YILDIZ?
Ma ci possono essere anche ragioni tecniche: il PSG, facendo questo favore alla Juventus, potrebbe avere anche un diritto di prelazione su Kenan Yildiz nel caso Elkann decida di venderlo nelle prossime stagioni.
Proprio Elkann e Exor sono i primi azionisti di Stellantis, una delle aziende principali che ancora rappresenta l’industria francese (meno quella italiana purtroppo), con il Governo transalpino che mantiene azioni del colosso automobilistico. Ci sono tanti intrecci e interessi affinché PSG e Juventus siano alleate.
⚽️ GLI INTERESSI DELLA JUVE
Potrebbero anche costituire un cartello sul mercato per difendersi dal dominio della Premier League e lo possono fare proprio con partnership come quella di Suzuki e/o Yildiz (speriamo mai).
La stessa Juventus potrebbe avere interesse a essere un club amico del PSG non solo per interessi politici ma anche sportivi: pensiamo a quanti giovani di talento stanno uscendo dal vivaio parigino e che non trovano spazio nella formazione di Luis Enrique.
Vedremo anche dove andrà Jonathan David (Aston Villa o PSG?). Campos lo comprò in Belgio e lo portò al Lille.
⚽️ E’ SOLO UN’IPOTESI MA PIU’ LOGICA DI UN PRESTITO SECCO
Sono solo ipotesi ma la Santa Alleanza tra Torino e Parigi ha molto più logica di un’operazione singola secca di prestito di Suzuki alla Juve. Anche il calciatore che interesse avrebbe ad accettare il PSG per andare in prestito quando poteva essere acquistato direttamente dalla Juve, con la consapevolezza di avere davanti due portieri a Parigi, due portieri oltretutto giovani?
Solo tra un anno riusciremo a capire cosa c’è sotto realmente: se è una semplice operazione di mercato sbagliata in ottica futura oppure c’è qualcosa di più complesso che è stato studiato a tavolino e che ha riguardato le proprietà.

Suzuki Juve: i punti salienti dell’articolo
I punti salienti
- Il precedente delle operazioni “di sistema”
Nel calcio italiano non sono nuove le collaborazioni tra club per risolvere esigenze di liquidità, bilancio o mercato. Il Genoa di Preziosi e successivamente il Sassuolo di Carnevali hanno partecipato a numerose operazioni costruite insieme ai grandi club. - Dopo Prisma il mercato italiano è diventato molto più rigido
Le formule creative sono diminuite e molti club di Serie A oggi devono necessariamente vendere prima di comprare. La Juventus, alle prese anche con i vincoli del Fair Play finanziario, è tra le società che hanno meno margine di manovra. - Suzuki al PSG per poi essere prestato alla Juventus è difficile da spiegare come operazione isolata
Il PSG dispone già di diversi portieri e Suzuki, per quanto giovane e di prospettiva, non rappresenterebbe nell’immediato una necessità tecnica per un club che punta a vincere tutto. - Anche per la Juventus il prestito secco presenta forti interrogativi
La Juve ha bisogno di certezze immediate tra i pali e ha già portieri sotto contratto difficili da piazzare. Suzuki può rappresentare un investimento sul futuro, ma oggi non offre necessariamente le garanzie richieste a un titolare della Juventus. - Da qui nasce l’ipotesi della partnership Juventus-PSG
L’operazione avrebbe molta più logica se fosse una sorta di acquisto “in leasing”: il PSG compra Suzuki, la Juventus lo utilizza per uno o più anni senza immobilizzare immediatamente capitale e in futuro le due società regolano diversamente i propri rapporti. - Kolo Muani potrebbe essere il primo indizio di un nuovo rapporto
Carnevali aveva parlato della necessità di ricostruire i rapporti diplomatici con Parigi. Dopo mesi di discussioni su formule differenti, l’operazione Kolo Muani sarebbe stata modificata proprio mentre cominciava a circolare l’ipotesi Suzuki-Juve. - Dietro potrebbe esserci un riavvicinamento politico e strategico
Dopo anni di rapporti difficili — Coman, Superlega e scontro Agnelli-Al-Khelaïfi — Juventus e PSG potrebbero avere oggi interessi comuni. Parigi cerca alleati importanti nel calcio europeo e internazionale; la Juventus potrebbe trovare nel PSG un partner forte contro il crescente dominio economico della Premier League. - Yildiz è l’ipotesi più delicata
In uno scenario di collaborazione più ampia, il PSG potrebbe ottenere in futuro una posizione privilegiata su alcuni talenti juventini, a partire da Kenan Yildiz. Non ci sono elementi per affermare che esista un accordo di questo tipo: è una possibile spiegazione strategica, non un fatto accertato.
Il vero interrogativo non è Suzuki, ma cosa ci sia dietro Suzuki. Presa singolarmente, l’operazione convince poco sia dal punto di vista tecnico sia strategico. Acquista invece una logica se inserita in una nuova alleanza Juventus-PSG, fatta di mercato, liquidità, rapporti politici e possibili operazioni future.
La domanda finale quindi è molto forte: Suzuki è semplicemente un prestito discutibile oppure il primo tassello di una nuova “Santa Alleanza” tra Torino e Parigi?
