Lascia o raddoppia? Non solo il Botafogo, nel pacchetto ci sono anche il Lione e la squadra belga del RWDM Brussels che possono interessare a John Elkann, come prossimo investitore nel calcio attraverso la holding Exor. Per il Financial Times ci sono pochi dubbi sulle intenzioni dell’amministratore delegato di Exor ma la concorrenza è importante per questo “affare”.
Le tre squadre hanno in comune la medesima proprietà: la Eagle Football di John Textor che è appena stato estromesso a febbraio dalla gestione. Le tre squadre sono in amministrazione controllata, ad un passo dal fallimento. Un’occasione d’investimento d’oro. Paghi uno, prendi tre.
Tre mercati mondiali del talento
Chi si aggiudicherà questo pacchetto si aprirà un canale su tre dei mercati più prolifici al mondo per quanto riguarda il talento: quello brasiliano, francese e belga.
Inoltre Botafogo e Lione sono considerati, nei rispettivi paesi d’origine e non solo, due brand molto forti (che in ottica di chi investe è la base essenziale).
Ho auspicato sul nostro blog e su questa pagina, il passaggio alle multiproprietà per il club bianconero fin dal 2023 (nel pieno dell’inchiesta sulle plusvalenze) che era anche uno degli obiettivi di Andrea Agnelli dieci anni fa, quando mise nel mirino un club portoghese e uno olandese.
A mio avviso, nel 2023, attraverso le multiproprietà all’estero, la Juventus aveva una scappatoia legale per iniziare il piano di uscita dalla Serie A, creando un’enorme pressione verso chi la voleva penalizzare di nuovo, dopo Farsopoli.
Il futuro nelle multiproprietà
Torniamo alle multiproprietà: l’esempio delle sinergie interne del talento di Red Bull è sotto gli occhi di tutti ma bisogna avere le spalle larghe per gli investimenti e Exor, considerando anche le recenti dismissioni (pensiamo la cessione di una parte di Iveco a Leonardo), ha parecchia liquidità disponibile per investire.
Anche il Manchester City, con City Group, ha deciso di penetrare altri mercati del talento acquistando altri club (come il Palermo).
Multiproprietà per rispondere all’iniquo Fair Play Finanziario UEFA
Non scordiamoci che con il recente Fair Play Finanziario UEFA, il sistema non permette a proprietà ricche come Exor e Tether di poter investire nel mercato e favorisce solo i club inglesi e quelli appartenenti ai fondi sovrani, le sinergie comuni sul talento potrebbe però essere una soluzione per far crescere i fatturati per club come la Juventus e il Lione che hanno le mani legate (con un tetto ai ricavi importante che difficilmente potrà crescere in modo esponenziale e regge la concorrenza delle big europee) per via dei campionati di Serie A e Ligue 1 che hanno scarso appeal verso il pubblico internazionale e, di conseguenza, sul mercato dei diritti televisivi. Il campionato francese – da questo punto di vista – sta già vivendo una crisi profonda.
Una multiproprietà legata a Exor, potrebbe garantire alla Juventus che un bacino di talenti importante a basso costo. Ma anche il Lione potrebbe beneficiare di alcuni giovani cresciuti a Torino, non all’altezza della Juventus ma che in Ligue 1 potrebbero trovare la loro dimensione.
Da Hujisen a Soulé e… Tarik Muharemović
Pensiamo se la Juventus invece di svendere Dean Hujisen a 16 milioni in Premier avesse fatto un’operazione simile con il Lione (a quest’ora l’olandese sarebbe ancora nelle disponibilità bianconere o la multiproprietà avrebbe fatto una plusvalenza da 50 milioni con il Real l’anno scorso) oppure invece di cedere Tarik Muharemović a 2 milioni al Sassuolo (con percentuale sulla rivendita del 50%) lo avesse mandato in prestito in una delle sue squadre satellite. Per non parlare di Savona o Soulé.
Ma anche Motta, portiere della Lazio che ieri ha parato 4 rigori, è stato mandato via per un tozzo di pane.
Che alla Juve ci sia un problema enorme di valorizzazione dei talenti è un dato di fatto. Li cediamo sempre prima della loro completa esplosione ed oggi ci ritroviamo con Tarik Muharemović verso l’Inter.
Ma pensiamo anche a talenti brasiliani, belgi e francesi che potrebbero arrivare in bianconero senza dover affrontare aste o prezzi folli.
La nomina di Comolli
Si potrebbe spiegare – con questa operazione (ovvero l’intenzione di investire su tre/quattro club collegati) – anche la nomina di Damien Comolli che conosce molto bene il sistema delle multiproprietà, essendo stato presidente del Tolosa (uno degli azionisti è RedBird di Jerry Cardinale che possiede l’85% delle quote dopo averlo acquisito per soli 11 milioni di euro).
Come vi ho spiegato nel post precedente, la rivalutazione dei brand e dei club calcistici (in vista di future rivendite) è uno degli investimenti ritenuti più redditizi dai finanzieri statunitensi in Europa, stiamo parlando di un salotto esclusivo del quale John Elkann fa parte e nel quale si discute sempre di nuovi business.
Aumentare il valore della Juventus e tagliare spese sul mercato
Elkann, quindi, potrebbe investire anche per garantire valore aggiunto dall’operazione multiproprietà al club Juventus (che negli ultimi 4 anni è costato a Exor la bellezza di 650 milioni di ricapitalizzazioni) e per garantire sinergie interne di gruppo (per esempio stesse metodologie e organizzazione sia negli allenamenti che a livello sanitario, con il J-Medical: pensiamo all’accordo molto redditizio con l’Arabia Saudita).
Un modo anche per recuperare e risparmiare risorse sul mercato, garantendo competitività a basso costo (far crescere i talenti internamente nelle quattro squadre a seconda del livello tecnico e della competitività).
Considerando anche il limite al numero degli extra comunitari e al divieto dei giovani brasiliani di muoversi fino al raggiungimento del 18esimo anno di età, il Botafogo forse sarebbe l’acquisto più strategico. Ma anche il centro di formazione del Lione può far gola in ottica bianconera. E’ uno dei centri migliori al mondo.
Un vantaggio per il Lione
Senza dimenticare che il club francese potrebbe assicurarsi giocatori come David e Openda che nella Ligue 1 hanno sempre fatto la differenza, attaccanti poco adatti, per caratteristiche invece alla Serie A.
Uefa permettendo, il sistema se gestito con trasparenza e mantenendo il reale valore degli atleti (senza però pagare l’irragionevole sovrapprezzo del mercato) nei trasferimenti potrebbe fare la differenza in futuro, considerando il sistema del Fair Play finanziario, disegnato solo per favorire i club inglesi e più ricchi e penalizzare i club italiani e francesi. Oramai la Uefa di Ceferin ha preso questa pericolosissima direzione che distruggerà il calcio europeo, Superleghe a parte.
